
La Livestock Strategy è la prima strategia organica dell'Unione europea interamente dedicata al futuro e alla sostenibilità del settore zootecnico. Il documento ufficiale di Bruxelles ha appena visto la luce per la prima volta e una specifica importante è stata apposta per l'eliminazione progressiva delle gabbie per le galline ovaiole e altre specie, oltre a misure per porre fine all'uccisione sistematica dei pulcini maschi attraverso tecnologie di sessaggio in ovo.
A renderlo noto sono le associazioni di tutela del benessere animale che da anni combattono perché l'Europa assuma una posizione netta per la fine dell'era dell'allevamento in gabbia, sostenuto oltretutto da un'ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) che ha raccolto più di un milione e mezzo di firme e per la pratica orribile di uccisione appunto dei pulcini maschi che vengono uccisi perché inutili alla filiera della ovodeposizione e a quella della carne.
"Oggi la Commissione europea ha riconosciuto, in un documento strategico, che è arrivato il momento di avviare il superamento delle gabbie e dell'uccisione sistematica dei pulcini maschi – ha dichiarato Matteo Cupi, Direttore di Animal Equality Italia e Vicepresidente di Animal Equality per l'Europa- È un segnale positivo, ma ora la Commissione deve passare ai fatti. Gli animali non possono affrontare un altro ciclo di promesse e ritardi. Ci aspettiamo una legislazione ambiziosa, basata sulle evidenze scientifiche, con tempistiche chiare, senza deroghe ingiustificate e capace di garantire miglioramenti concreti per milioni di animali".
In particolare la Livestock Strategy prevede un piano d'azione in cui la Commissione dovrà presentare nell'arco di quest'anno una revisione mirata della normativa europea sul benessere delle galline per la produzione di uova e dei polli per la produzione di carne, che includerà: l'eliminazione progressiva delle gabbie, gli indicatori di benessere animale, le misure per porre fine all'uccisione sistematica dei pulcini maschi e i requisiti equivalenti di benessere animale per i prodotti importati.
Il piano della Commissione interviene su cinque direttrici fondamentali per trasformare la zootecnia entro il 2030 e oltre, tra cui argomenti molto delicati come la sostenibilità alimentare, la sovranità sui mangimi, il contrasto allo spopolamento delle aree rurali e il benessere animale. Il documento preme per arrivare ad una indipendenza dal punto di vista dell'alimentazione di fonte animale da parte dell'Europa rispetto ad altri Stati e anche l'abbattimento dei danni dovuti alle emissioni nella zootecnia con la produzione di biogas e bio-metano dai reflui zootecnici.