
Una nuova bozza della Strategia sull'allevamento in Europa è finalmente emersa, dopo quattro giorni di proteste per i diritti degli animali davanti al Berlaymont, sede della Commissione europea, dove c'è la Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione europea e in Place du Luxembourg.
Oltre 170 attivisti e eurodeputati di quattro gruppi politici hanno fatto negli ultimi giorni pressione sulla Commissione affinché attuasse il divieto delle gabbie promesso per il 2021, rimasto lettera morta appunto da 5 anni. Secondo quanto emerso dal documento riportato dalle associazioni, la Commissione prevede di proporre una revisione delle norme sul benessere delle galline ovaiole e dei polli allevati per la loro carne entro la fine del 2026. Una proposta separata sul benessere dei maiali è attesa nel secondo trimestre del 2027.
"Questo è un passo avanti importante e non è una coincidenza – dichiara Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality Europa – Ma le date non rappresentano un divieto delle gabbie. Milioni di animali stanno ancora pagando il prezzo di una riforma che i cittadini europei attendono da tempo e chiedono a gran voce. Il 7 luglio è la prova del nove. Ci aspettiamo un impegno chiaro e vincolante da parte della Commissione e non accetteremo niente di meno".
La data indicata corrisponde al giorno in cui ci sarà appunto la pubblicazione della Strategia per l'allevamento e la settimana di azione da parte delle associazioni e degli europarlamentari a Bruxelles, dal 22 al 25 giugno 2026, era stata programmata in concomitanza con il Consiglio AGRIFISH dei ministri dell'agricoltura dell'UE in Lussemburgo.
Il punto di partenza di quella che è una battaglia che va avanti da anni è l'iniziativa dei cittadini europei "End the Cage Age" firmata da oltre 1,4 milioni di cittadini europei che è stata formalmente ricevuta dalla Commissione europea nel 2021. La Commissione si è impegnata per iscritto a presentare una proposta legislativa per eliminare gradualmente l'uso delle gabbie negli allevamenti dell'UE entro la fine del 2023, cosa che evidentemente non è avvenuta-
Animal Equality ha svolto a tal proposito un'analisi del Registro per la trasparenza della Commissione, condotta da tra dicembre 2024 e marzo 2026, in cui ha individuato ben 708 incontri bilaterali dichiarati tra i commissari Olivér Várhelyi e Christophe Hansen e i loro gabinetti. I rappresentanti dell'industria li hanno incontrati 46 volte per discutere di benessere animale. Le organizzazioni per il benessere animale li hanno incontrati invece solo sette volte, con un rapporto di circa sette a uno.
Secondo le prime indiscrezioni, nell'attuale bozza la Commissione europea presenta il benessere animale come "una componente essenziale della futura competitività e sostenibilità del settore zootecnico". Come specifica l'associazione animalista, però, la riforma del settore avicolo dovrebbe includere: l'eliminazione graduale delle gabbie, la fine dell'uccisione sistematica dei pulcini maschi, nuovi indicatori di benessere in azienda, requisiti equivalenti per i prodotti importati ed etichette delle uova aggiornate per indicare quali allevamenti hanno smesso di uccidere i pulcini maschi. La proposta per i maiali infine prevede il passaggio dalle gabbie ai recinti di gruppo, con indicatori di benessere e norme di importazione simili.