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5 Maggio 2026
8:54

In Colorado sarà vietato vendere cani e gatti nei negozi dal 2027. In Italia è ancora possibile

Jared Polis, governatore dello Stato del Colorado in Usa, ha firmato la legge HB26-1011 che stabilisce una serie di prescrizioni ai negozi di animali e in cui viene sancito che è fatto divieto totale dal 1 gennaio 2027 di vendere, affittare o cedere cani e gatti. In Italia non esiste una normativa nazionale ed è ancora del tutto legale farlo.

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In Italia la legge consente di farlo e basta entrare in un qualsiasi negozio di animali, ma anche in una grande catena dedicata al mercato del pet, per vedere specie di tutti i tipi, cani in particolare e cuccioli soprattutto, esposti dietro box di vetro. Ma sono sempre di più i paesi in Europa e nel mondo che non consentono più la vendita di animali vivi e l'ultimo in ordine di tempo ad aver approvato lo stop a questa pratica è lo stato del Colorado in Usa.

Jared Polis, governatore locale, ha infatti firmato la legge HB26-1011 che stabilisce una serie di prescrizioni ai negozi di animali del Colorado e in cui viene sancito che è fatto divieto totale dal 1 gennaio 2027 di vendere, affittare o cedere cani e gatti.

Le ragioni che sottendono a questa scelta non sono specifiche di ciò che può sembrarci accadere solo Oltreoceano, ma riguardano una modalità operativa che è anche all'interno dei nostri confini nazionali. La motivazione principale nel fermare questo tipo di vendite è bloccare l'allevamento intensivo di cani volto alla "produzione" costante e senza soluzione di continuità di cuccioli, soprattutto di razze che comprendono la taglia toy, come i Barboncini, i Chihuahua e le altre tipologie più richieste dal mercato, compreso i cani brachicefali come Carlini e Bouledogue francesi.

Chiunque sia entrato in un negozio di animali nel nostro Paese in cui si vendono degli esseri viventi non potrà non notare, anche nelle migliori condizioni, un dato di fatto: non sono luoghi adatti a tutelare il loro benessere, tanto dal punto di vista degli spazi, e quindi legato alla salute fisica, quanto per l'aspetto psicologico.

Mantenendo l'attenzione già solo sui cani, per non parlare di catene che vendono anche iguane, falchi e altre tipologie di selvatici, nella media i cuccioli vengono tenuti in spazi limitati, secondo prescrizione di legge, esposti alla vista dei clienti e privi di qualsiasi stimolo sensoriale adatto, ovvero anche solo un arricchimento ambientale che possa almeno aiutarli nelle condizioni in cui sono.

A livello nazionale non esiste una singola legge che regola la vendita degli animali nei negozi ma una serie di norme locali che attengono soprattutto alla questione del benessere animale relativamente all'età minima del cane, ad esempio, che deve essere superiore ai tre mesi e alle dimensioni del box in cui viene "ospitato". Gli animali sono sottoposti a un regime che riguarda la vendita di cose mobili e trattati come tali, per tanto possono essere venduti, ceduti e anche affittati come se fossero oggetti, secondo l'attuale Codice civile.

In Europa, però, da pochi giorni è stato fatto un passo in avanti importantissimo: il Parlamento europeo ha approvato la proposta di legge per il benessere e la tracciabilità di cani e gatti. Tra le misure c'è l'obbligo di microchip per tutti, considerando che in diversi paesi dell'Ue ancora non era questa la prassi.

Il legislatore europeo ha dunque recentemente deciso di intervenire su quello che è un problema culturale ma anche un business molto fiorente ma non nello specifico sulla vendita nei negozi, introducendo comunque delle normative più severe per allevatori e commercianti. Come riportato nel testo del documento licenziato a Strasburgo, infatti, "il commercio di cani e gatti è estremamente redditizio, con un valore annuo stimato delle vendite di cani e gatti nell'UE pari a 1,3 miliardi di EUR 19 , e quindi attraente per gli operatori disposti a intraprendere pratiche commerciali sleali o addirittura illecite".

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