
L’hanno chiamata semplicemente “PetTV” ed è il primo canale televisivo in Cina che trasmette 24 ore su 24 un palinsesto dedicato a un target specifico: gli animali domestici. Significa principalmente cani e gatti, in un mercato della cosiddetta “pet economy” che nel paese asiatico sta vivendo un vero e proprio boom.
La piattaforma, che fa parte dell’app di streaming Tencent Video, trasmette contenuti progettati per stimolare la percezione sensoriale degli animali: colori calibrati in base alla visione degli animali, frequenze visive e sonore adattate alla vista e all’udito. Contenuti che, nelle intenzioni di chi ha creato i vari format, dovrebbero essere utili a ridurre l’ansia da separazione quando le persone di riferimento non sono a casa e così “intrattenere” gli animali.
Non si tratta del primo canale in assoluto progettato per questi scopi, uno dei più noti è DogTV negli Stati Uniti ad esempio. Ma il modello cinese è appunto una novità enorme per il Paese in cui è nato, che spesso nelle cronache occidentali viene associato a casi nefasti come il festival della carne di cane a Yulin ma in realtà è uno dei mercati più fiorenti dal punto di vista della presenza degli animali domestici nelle case dei cinesi.
Il lancio di PetTV è la risposta pratica alla crescita dell’interesse sempre più diffuso da parte della popolazione locale nel convivere stabilmente con cani e gatti. Nel 2026, il valore complessivo del settore degli animali domestici ha raggiunto una stima che si aggira intorno ai 405 miliardi di yuan, pari quasi a 50 miliardi di euro, con una spesa media annua superiore ai 3.000 yuan per i cani (circa 370 euro) e ai 2.000 (250 euro) yuan per i gatti. La crescita è dovuta a fattori sia demografici che culturali: ci sono sempre più single, poche nascite rispetto al passato ed è aumentata una fetta della popolazione; la classe media nelle città. Tutto questo spinge le persone a condividere la vita con un cane o con un gatto, non solo come “sostituzione” di relazioni umane ma anche, ovvero una necessità che parte dall’esigenza di avere un rapporto stabile in una società sempre più occidentalizzata.
In confronto, la pet economy italiana è decisamente inferiore rispetto al business che si crea intorno agli animali domestici, ma non meno impattante considerando le dovute proporzioni anche in termini di numero di persone che abitano da una parte e dall’altra. Nel 2025 il mercato italiano ha raggiunto il valore di circa 3,6 miliardi di euro, secondo un report di Nielsen del luglio scorso, con oltre 60 milioni di animali domestici tra cani, gatti e altri animali domestici nelle famiglie del Belpaese.
La spesa pro capite è inferiore rispetto alla Cina, ma cresce costantemente grazie all’aumento dei prodotti in offerta dovuti all’aumento della domanda, come quella di cibo ad hoc, settato su richieste specifiche ad esempio per alcune patologie e dei servizi dedicati tra cui pensioni, toelettatura, assicurazioni veterinarie ed educazione cinofila.
Dal punto di vista dello streaming digitale non ci sono esempi paragonabili, considerando però che in Cina l’espansione è dovuta alla presenza dai grandi ecosistemi digitali che integrano servizi, social network e piattaforme di pagamento mentre in Italia il mercato è più frammentato e spesso affidato a singole iniziative o start-up emergenti.
Sulla funzionalità effettiva di questi prodotti c’è molto su cui riflettere e discutere. Ci sono ricerche scientifiche che hanno valutato come i cani, ad esempio, fruiscono della Tv e se davvero seguono e provano interesse.
La risposta, in linea di massima, è sempre che dipende da soggetto a soggetto ma si è arrivati per esempio a stabilire quali sono i programmi che guardano di più o, meglio, perché osservano le immagini in tv. Uno degli ultimi studi al riguardo ha evidenziato che i programmi preferiti sono quelli in cui ci sono conspecifici, altri animali e cartoni animati. Noi attraiamo poco i nostri amici quando ci vedono in video, a meno che non ci sia qualcuno che fa sport. Un altro studio ha svelato che il modo in cui i cani guardano la TV e reagiscono agli stimoli visivi e sonori è una questione di gusti, ma soprattutto di personalità. Per un cane, la TV non è solo un passatempo, ma anche una finestra sul suo carattere e sul suo temperamento.
A livello globale, il concetto di media per animali, comunque, non è nuovo come accennavamo all’inizio: DogTV produce programmi scientificamente studiati per ridurre stress e noia nei cani e prodotti simili esistono anche in Europa, soprattutto online, attraverso app e piattaforme di streaming, ma spesso restano di nicchia e meno integrate rispetto al modello cinese.