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15 Settembre 2026
16:44

In Cile la rabbia trasmessa dai cani è stata debellata: è il primo paese del Sud America a ricevere la certificazione dell’OMS

Dopo 50 anni di prevenzione, vaccinazioni e sorveglianza, il Cile è il primo Paese del Sud America certificato dall’OMS per l’eliminazione della rabbia trasmessa dai cani come problema di salute pubblica.

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Ci sono voluti 50 anni ma il risultato è stato raggiunto: il Cile è il primo paese del Sud America a ricevere la certificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l‘eliminazione della rabbia trasmessa dai cani come problema di salute pubblica.

"Il risultato raggiunto dal Cile testimonia ciò che una cooperazione regionale costante può realizzare quando i Paesi investono in vaccinazione, sorveglianza e accesso alle cure – ha commentato il dottor Jarbas Barbosa, direttore regionale dell'OMS per le Americhe e direttore dell'Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO) – Dimostra che eliminare la rabbia trasmessa dai cani non è solo possibile, ma anche realizzabile e sostenibile quando i Paesi collaborano tra i diversi settori e mantengono i sistemi necessari per proteggere persone e animali".

Il punto è proprio quello sottolineato dall'esperto nella sua dichiarazione: la necessità di un lavoro coeso e finalizzato non alla soppressione indiscriminata degli animali ma da un lavoro coerente nell'ottica del concetto di One Health, ovvero la "salute unica" che deve essere tutelata contemporaneamente in tutte le specie viventi.

L'ultimo caso di rabbia umana trasmessa da cani in Cile risale al 1972. Questo risultato è stato raggiunto grazie agli sforzi profusi nella lotta contro la malattia attraverso la tempestiva somministrazione del vaccino alle persone potenzialmente esposte al virus della rabbia, le campagne di vaccinazione porta a porta per i cani, le misure mirate di gestione della popolazione canina e le iniziative di sensibilizzazione e formazione della comunità locale. Dagli anni 70 del secolo scorso nel Paese non si è mai smesso di seguire il programma nazionale di prevenzione e controllo della malattia, che comprende campagne di vaccinazione di massa gratuite per cani e gatti, sorveglianza epidemiologica, potenziamento delle capacità diagnostiche di laboratorio, monitoraggio della circolazione del virus della rabbia negli animali e accesso tempestivo alla profilassi post-esposizione.

Per ottenere la certificazione dell'OMS, il governo cileno ha dovuto dimostrare non solo l'assenza costante di rabbia umana trasmessa dai cani ma anche di mantenere i sistemi di sorveglianza, le analisi di laboratorio, le campagne di vaccinazione e di essere in grado di prevenire la ricomparsa della malattia qualora accadano nuovi casi.

La rabbia è una malattia ancora endemica in molti paesi del mondo e la cui diffusione in genere avviene attraverso morsi, graffi o contatto con la saliva di cani infetti. L'OMS nella nota in cui annuncia il risultato raggiunto in Cile, infatti, precisa che anche in altre aree della regione centro e sud americana ci sono stati dei miglioramenti ma "i progressi compiuti nelle Americhe contrastano con il quadro globale. La rabbia trasmessa dai cani causa ancora decine di migliaia di morti ogni anno, principalmente in Asia e Africa. Il successo del Cile dimostra che investimenti costanti nella prevenzione, nella sorveglianza e nell'accesso alle cure possono portare questa malattia mortale, ma prevenibile, quasi all'eliminazione".

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