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30 Maggio 2026
11:46

Caso di rabbia a Vittorio Veneto per un cane importato illegalmente dal Marocco: vaccinazione per migliaia di cani e gatti

Un cane importato illegalmente dal Marocco è risultato positivo alla rabbia a Vittorio Veneto. Scattano vaccini per migliaia di animali domestici e profilassi per 30 persone.

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Il cane affetto da rabbia arrivato dal Marocco e poi soppresso. Foto via Ulss 2 Marca Trevigiana

Un caso di rabbia confermato a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, ha fatto scattare un'importante allerta sanitaria che coinvolge animali domestici e persone. Tutto è partito da un cane importato illegalmente dal Marocco, risultato positivo al virus dopo la comparsa di gravi sintomi neurologici. L'animale è stato soppresso mercoledì 27 maggio e la diagnosi è stata confermata dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), centro di riferimento nazionale per questa malattia.

Tutto è partito da un cane arrivato illegalmente dal Marocco

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In Marocco la rabbia è endemica e diffusa nella popolazione di cani liberi che vivono nel paese

Il cane viveva con una donna residente nella frazione di San Giacomo di Veglia. Secondo quanto ricostruito dai servizi veterinari, l'animale era stato portato in Italia alcuni mesi fa da un familiare durante un viaggio in Marocco, dove la rabbia è ancora presente in maniera endemica ed è diffusa stabilmente nella popolazione di cani liberi che vivono nel Paese.

Negli ultimi giorni prima della morte, il cane aveva sviluppato sintomi compatibili con la rabbia, una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale. L'animale mostrava alterazioni neurologiche sempre più gravi e avrebbe anche morso la donna. I veterinari della clinica che lo ha preso in carico hanno subito attivato i protocolli sanitari previsti per casi sospetti.

Durante gli accertamenti è poi emersa la provenienza dell'animale e, considerato il rischio sanitario per esseri umani e altri animali, è stata presa la decisione di procedere con l'eutanasia. I campioni biologici sono stati quindi inviati all'IZSVe, che ha confermato sia la presenza del virus sia l'origine marocchina del ceppo virale.

Vaccinazioni obbligatorie per persone e migliaia di cani e gatti potenzialmente esposti

Dopo la conferma del caso, l'Ulss 2 Marca Trevigiana ha avviato un'indagine epidemiologica per ricostruire tutti i possibili contatti avuti dal cane nelle due settimane precedenti alla comparsa dei sintomi. Le autorità sanitarie hanno identificato 31 persone potenzialmente esposte al virus: 30 sono già state sottoposte a vaccinazione antirabbica e 22 di loro hanno ricevuto anche immunoglobuline specifiche, anticorpi utilizzati nei casi considerati più a rischio.

Anche gli animali che potrebbero essere entrati in contatto con il cane infetto sono stati presi in carico dai servizi veterinari. Cinque o sei cani saranno sottoposti a sei mesi di isolamento sanitario e osservazione veterinaria, una misura necessaria per monitorare l’eventuale comparsa della malattia.

Nel frattempo, per precauzione, il Comune di Vittorio Veneto e l'Ulss 2 hanno deciso di estendere la vaccinazione antirabbica obbligatoria a tutti i cani e gatti presenti sul territorio comunale. Secondo le stime, dovranno essere vaccinati circa 4.400 cani e circa 1.000 gatti appartenenti alle colonie feline.

Il comune ha anche emanato un'ordinanza con le indicazioni operative per che vive con animali domestici, comprese modalità e tempi per effettuare la vaccinazione presso gli ambulatori veterinari. "Il caso è stato seguito fin dall'inizio con il massimo scrupolo e nel giro di un paio di giorni sono stati mappati tutti i possibili contatti, sia a livello umano che animale", ha dichiarato il direttore generale dell'Ulss 2, Giancarlo Bizzarri, sottolineando che al momento "non c'è alcun motivo di preoccupazione per la popolazione vittoriese".

Che cos'è la rabbia

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Il direttore generale dell’Ulss 2 Giancarlo Bizzarri ha detto che al momento non c’è alcun motivo di preoccupazione. Foto via Ulss 2 Marca Trevigiana

La rabbia è una malattia virale molto grave che si trasmette soprattutto attraverso morsi o contatti diretti con la saliva di animali infetti. Una volta comparsi i sintomi clinici, sia negli animali che negli esseri umani, la malattia è quasi sempre letale. Proprio per questo la prevenzione, la vaccinazione e la rapidità degli interventi sanitari sono fondamentali.

L'Italia è considerata ufficialmente indenne dalla rabbia da diversi anni, ma casi importati possono ancora verificarsi quando animali provenienti da Paesi dove il virus circola vengono introdotti senza controlli veterinari e senza vaccinazioni obbligatorie.

Per questo motivo l'Ulss 2 ha rivolto anche un appello ai cittadini che viaggiano all'estero, invitandoli a non raccogliere o trasportare animali randagi o liberi provenienti da aree dove la rabbia è ancora diffusa. Anche un singolo caso, infatti, può richiedere misure sanitarie molto estese per proteggere persone e animali.

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