
Più di ottomila tra squali e razze sono morte nel mare dell'Australia meridionale a causa di una fioritura di alghe tossiche. È il drammatico bilancio di quello che è considerato il caso della più grande mortalità di massa di queste specie documentata a livello globale. Si tratta di un evento che è iniziato nel marzo 2025 e che gli esperti ritengono possa aver portato al collasso alcune popolazioni locali.
Grazie all'utilizzo della citizen science, ovvero la scienza partecipativa che viene foraggiata anche dalle segnalazioni dei cittadini, l'ecologa marina Janine Kaker è riuscita a fare un'analisi di tutti i dati raccolti, arrivando al conto impressionante degli individui di diverse specie che sono stati decimati tra cui circa 4.460 pesci violino meridionali (Trygonorrhina dumerilii), 850 squali di Port Jackson (Heterodontus portusjacksoni), 670 squali tappeto (Orectolobus maculatus) e 650 razza dal muso a spatola occidentale (Aptychotrema vincentiana). In totale sono 31 le specie colpite tra cui risultano anche animali in via di estinzione secondo l'IUCN come la pastinica rotonda (Dasyatis pastinaca) e le razze nane spinose (Dentiraja flindersi) che esistono solo in quello specchio d'acqua.
La causa di questa strage è una specie rara e tossica di microalghe chiamata Karenia cristata. Gli effetti hanno colpito l'intera rete alimentare marina, causando emorragie interne nei pesci e decimando gli animali marini. Gli scienziati dell'Università della Tecnologia di Sydney (UTS) hanno evidenziato, in uno studio del luglio scorso, come agisce quest'alga: produce brevetossine e altri composti tossici e le molecole agiscono come potenti neurotossine che colpiscono il sistema nervoso e cellulare degli animali.
La Karenia cristata è l'alga più tossica mai analizzata rispetto a qualsiasi altra microalga nociva al mondo come è stato evidenziato in un articolo recentemente pubblicato su Nature Ecology & Evolution da un team di ricerca guidato da scienziati australiani che alla fine dello scorso anno aveva identificato la microalga come la fonte delle neurotossine presenti nella fioritura algale.
La catastrofica fioritura algale nociva si estende per 500 chilometri lungo le coste dell'Australia del sud, devastando la vita marina e minacciando gli ecosistemi. Secondo un rapporto del Biodiversity Council australiano "questo evento era prevedibile e persino prevedibile. Si tratta di un disastro causato dall'uomo, reso possibile da una prolungata ondata di calore marino, probabilmente alimentata da un'ingente quantità di acque alluvionali ricche di nutrienti e dalla risalita di acque profonde lungo la costa, e aggravata dalla diffusa perdita di ecosistemi marini che un tempo fornivano un filtraggio naturale dell'acqua e una maggiore resilienza contro le minacce sia naturali che umane".