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28 Agosto 2026
16:06

Australia, cresce l’allarme influenza aviaria: delfino morto positivo al virus

L’influenza aviaria H5N1 ha ucciso un delfino in Australia. A Macquarie Island i ricercatori saranno lasceranno l’isola per il timore di una possibile moria di elefanti marini. Cresce l’allerta e la preoccupazione per gli uccelli e i mammiferi marini australiani.

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Un delfino comune fotografato in Australia

L'influenza aviaria continua a diffondersi in Australia. Un delfino comune trovato morto nei pressi di Goolwa, nella penisola di Fleurieu, in Australia Meridionale, è risultato infatti positivo al virus H5N1. È la prima volta che il virus viene individuato in un delfino in Australia ed è un ulteriore segnale della capacità dell'influenza aviaria di passare dagli uccelli ai mammiferi.

Il caso arriva dopo le infezioni già individuate in numerosi uccelli marini e in un'otaria orsina meridionale, trovata morta sempre in Australia Meridionale. Intanto, in Tasmania sono stati trovati senza vita circa 100 pinguini minori blu, per i quali in corso una campagna di vaccinazione senza precedenti. Il virus è arrivato per la prima volta in Australia lo scorso giugno è da allora sta continuando a diffondersi sia negli uccelli che in alcuni mammiferi marini.

Cresce la preoccupazioni per uccelli e mammiferi marini australiani

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A Philip Island è in corso una campagna di vaccinazione per migliaia di pinguini minori blu

L'influenza aviaria H5N1 è una malattia virale che colpisce soprattutto gli uccelli, ma negli ultimi anni il ceppo che si è diffuso in tutto il mondo è riuscito a infettare anche numerose specie di mammiferi selvatiche e domestiche. Questo passaggio non significa che il virus stia diventando più pericoloso per gli esseri umani: al momento, tale rischio viene ancora considerato basso. Il problema riguarda soprattutto gli animali selvatici, in particolare le specie che possono entrare in contatto con uccelli infetti o con le loro carcasse.

Nel caso del delfino non è però ancora chiaro come sia avvenuta l'infezione. I delfini non mangiano abitualmente di uccelli, ma possono occasionalmente entrare in contatto con loro. I campioni dell'animale sono stati inviati all'Australian Centre for Disease Preparedness per ulteriori analisi.

Nel frattempo, in Tasmania, circa cento pinguini minori blu sono stati trovati morti a King Island. Le autorità hanno definito il ritrovamento un evento di mortalità di massa, ma non è stato possibile stabilirne la causa esatta. I corpi senza vita degli uccelli erano infatti troppo deteriorati per poter effettuare dei test. Attenzione elevata anche per il leone marino australiano, una specie già seriamente minacciata di estinzione.

I ricercatori lasciano Macquarie Island: a rischio il benessere mentale

La situazione preoccupa particolarmente per ciò che potrebbe accadere anche Macquarie Island, remota isola sub-antartica situata nell'Oceano Meridionale, circa 1.500 chilometri a sud-est della Tasmania. Qui il virus non è ancora stato rilevato, ma l'isola ospita una delle più importanti popolazioni di elefanti marini, che ogni anno si concentrano vicino alla stazione di ricerca per la stagione riproduttiva.

Per questo il governo australiano ha deciso di ritirare temporaneamente tutti i 24 membri della spedizione presenti sull’isola. Il provvedimento non è dovuto a un rischio diretto per le persone: il pericolo maggiore è quello di assistere a una possibile moria di massa durante la stagione riproduttiva, con conseguenze anche sul benessere psicologico dei ricercatori.

Gli elefanti marini sono infatti particolarmente vulnerabili al virus. Nelle isole Heard e McDonald, un altro territorio australiano sub-antartico, l'H5N1 ha già provocato la morte di oltre 13mila cuccioli. In alcune aree, la mortalità tra i piccoli ha superato il 90%. La nave rompighiaccio RSV Nuyina dovrebbe raggiungere Macquarie Island tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre per riportare a terra il personale e il materiale essenziale.

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