
Una ricerca appena pubblicata ha rivelato l'impatto devastante dell'influenza aviaria sull'isola Heard nell'Oceano Antartico, in Australia: si ritiene che oltre 13.000 cuccioli di elefanti marini meridionali siano morti a causa del virus.
Le isole Heard e McDonald, situate a 4 mila chilometri a sud-ovest dell'Australia continentale, sono un rifugio per questa tipologia di mammiferi e degli uccelli marini che vi nidificano. L'anno scorso, il ceppo H5 dell'influenza aviaria era stato individuato per la prima volta su Heard, dove erano stati individuati i cadaveri di centinaia di cuccioli di elefante marino morti. Era il primo caso accertato in cui un territorio esterno al continente sulla terraferma veniva colpito.
Ora però la situazione è decisamente peggiorata: è in corso una vera e propria strage di animali. L'analisi dei dati raccolti durante un secondo viaggio ha portato i ricercatori a trarre infatti il terribile bilancio, con una stima che porta a 13.359 cuccioli morti a causa della malattia su una popolazione totale di 17.364 esemplari, ovvero più di tre quarti della popolazione presente sull'isola.
"L'influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) si è diffusa nella regione subantartica – scrivono gli esperti nel paper – causando un impatto significativo sulla fauna selvatica. Riportiamo la prima rilevazione in un territorio esterno australiano, le isole Heard e McDonald, che ospitano oltre un milione di uccelli marini e mammiferi nidificanti. I rilevamenti effettuati con droni e a terra (ottobre 2025, gennaio 2026), combinati con l'analisi del genoma virale, hanno confermato l'infezione da Influenza A H5N1 clade 2.3.4.4b sull'isola Heard". Il tasso di mortalità di massa tra gli elefanti marini meridionali è arrivato a "8.573 cuccioli (62%) registrati morti sull'isola Heard al termine dei rilevamenti finali". Secondo i dati, la mortalità generale è aumentata a un tasso medio del 5,6% al giorno in un sottoinsieme di harem, ovvero i gruppi sociali caratteristici di questa specie. "La mortalità più alta osservata in un harem è stata del 97%".
L'aviaria non ha colpito solo i leoni marini meridionali: è stata rilevata anche nei pinguini reali, nei pinguini Papua e nelle otarie antartiche, nonché in uno stercorario bruno e in un uccello tuffatore della Georgia del Sud.

Si ritiene che il virus sia arrivato lì tramite gli uccelli migratori infetti provenienti dalle Isole Crozet, a circa 1.700 chilometri di distanza. "L'emergenza dell'influenza aviaria ad alta patogenicità rappresenta una minaccia grave e potenzialmente catastrofica per la fauna selvatica dell'Oceano Antartico e degli ambienti subantartici– concludono i ricercatori – dove grandi e dense aggregazioni riproduttive e di muta di specie già vulnerabili, come albatri, pinguini, elefanti marini e otarie, creano le condizioni ideali per una rapida trasmissione virale".