
Non c'entra nulla con la tradizione locale e per questo il Tribunale Amministrativo di Bordeaux ha sospeso la corrida di La Brède, nella Gironda. I giudici sono intervenuti con una motivazione legata a quanto stabilito dal Codice penale francese, ovvero che la città non ha dimostrato di avere una tradizione locale ininterrotta, come richiesto dall'articolo 521-1.
Organizzata da 25 anni, la corrida ha avuto alti e bassi e mai grande affluenza di pubblico. Era già stata interrotta nel 2020, nel 2021 e nel 2025 per problemi di bilancio e scarsa affluenza. Il magistrato del Tar ha sottolineato la scarsa partecipazione e la mancanza di continuità, a seguito di un'azione legale intentata dalle associazioni Alliance Anticorrida e One Voice.
Non è la prima volta che in Francia si decide di dare uno stop alle manifestazioni di tauromachia. Una sentenza analoga era stata emessa a Pérols, nel dipartimento dell'Hérault nella regione dell'Occitania e entrambe le decisioni segnano il passo in un Paese relativamente influenzato dalle manifestazioni che hanno ancora molto valore in Spagna e nei paesi influenzati dalla cultura iberica.
Ma il sentire della popolazione mondiale è sempre più vicino alle tematiche di benessere animale e all'idea che queste attività siano ormai frutto di un attaccamento a una cultura obsoleta che causa la morte di molti animali nel mondo e anche vittime umane, come spesso accaduto nelle arene o nelle corse dei tori tradizionali in città come Pamplona durante i festeggiamenti di San Fermin.
Durante la visita papale a Napoli di Papa Leone XIV avvenuta lo scorso 8 maggio, attivisti della PETA hanno scavalcato le transenne sul lungomare per manifestare proprio contro le corride per uno "spettacolo" che comporta mediamente la morte di 180 mila tori all'anno.
La sospensione voluta dal Tribunale per la corrida di La Brèdea rappresenta dunque un importante passo in avanti per la tutela degli animali in Francia: rafforza la legittimità delle attività di sensibilizzazione e potrebbe costituire un precedente.