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Papa Leone XIV a Napoli: gli attivisti della Peta manifestano contro le corride. Uno “spettacolo” che uccide 180 mila tori all’anno

Durante la visita papale a Napoli di Papa Leone XIV, attivisti della PETA hanno scavalcato le transenne sul lungomare per manifestare contro le corride. Uno "spettacolo" consentito non solo in Spagna ma in gran parte dei paesi di influenza iberica che comporta mediamente la morte di 180 mila tori all'anno. Oltre alle vittime umane a causa di incidenti durante le ferias o per gli scontri nelle arene.

8 Maggio 2026
15:58
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Chissà cosa avrà pensato il Pontefice quando, durante la sua prima visita a Napoli, ha visto delle persone scavalcare le transenne per chiedergli di intercedere per far terminare le corride.

Sì, è accaduto mentre Papa Leone XIV era a bordo della papamobile sulla splendida via Nazario Sauro, sul lungomare di Partenope, godendosi la folla accorsa per l'evento e dopo la tappa a Pompei per la Supplica alla Madonna del famoso santuario.

Il fuori programma è stato improvviso e, forse, questo "assalto" della Peta in un momento di grande visibilità in tutto il mondo potrà portare, se non direttamente alle orecchie di Prevost che non ha mai espresso una particolare sensibilità nei confronti degli animali, il tema di "spettacoli" che appartengono a una cultura che non dovrebbe più, se mai l'abbia avuto, senso di esistere.

Il Papa era stato poco prima omaggiato di una pizza e in una terra ricca di tradizioni tra il sacro e il profano, in sua attesa al Duomo di Napoli si era anche sciolto il sangue di San Gennaro. Il sangue che scorre però nelle arene di gran parte dei paesi di influenza iberica di tori massacrati a stilettate da parte dei toreri ha molta poca, ancora, risonanza a livello mondiale.

La Spagna, cui guardiamo spesso per i progressi dal punto di vista dei diritti civili, stenta a cambiare il passo e, anzi, sembra ormai blindata la possibilità che qualcosa davvero possa cambiare in favore degli animali. Nel 2013 fu approvata infatti la "Ley 18/2013″, che riconosce la tauromachia come patrimonio culturale nazionale e tre anni dopo la Catalogna, che aveva introdotto nel 2010 il divieto totale di praticare corride nella regione, si vide annullare il provvedimento dal Tribunale Costituzionale che negò il potere a un'amministrazione locale di "toccare" una tradizione dichiarata appunto patrimonio culturale nazionale.

Bisogna ricordare che per fortuna l'UNESCO ha rigettato nel 2023 la richiesta avanzata dall’Ait, Asociacion Internacional del Tauromaquia, di inserire le corride nel Patrimonio Unesco. Fu un'ottima notizia per chiunque abbia a cuore il benessere degli animali e un avanzamento culturale nella sensibilità di una qualsiasi società che voglia definirsi "civile", sebbene la motivazione non riguardò una questione etica, ma un vizio tecnico formale.

La corrida comunque non esiste solo in Spagna, ma anche ad esempio nel vicino Portogallo, dove però tendenzialmente l'animale non viene ucciso alla fine dello "spettacolo". Per non parlare dei paesi del Centro e Sud America in cui è altrettanto concepita come un importante esempio della cultura locale. Messico, Colombia e Perù sono gli Stati dove si pratica di più, poi ci sono altre aree geografiche in cui si può assistere alle corride come alcune zone del Venezuela e della Bolivia.

Ciò che la Peta con il suo "intervento" durante la visita papale a Napoli ha provato a far sapere al Pontefice è che ogni anno, secondo le stime di Humane World for Animals, circa 180.000 tori vengono uccisi nelle corride in tutto il mondo, e molti altri vengono uccisi o feriti durante le feste in cui vengono usati questi animali. Non è la prima volta che l'organizzazione internazionale ha messo in atto questo tipo di protesta proprio davanti all'attuale pontefice e anche nel 2024 per ben due volte di fronte a Papa Francesco.

Anche questa volta si spera che chi siede sul trono di Pietro rivolga uno sguardo se non altro compassionevole nei confronti degli animali sacrificati al pubblico entusiasmo. Se poi questo aspetto non bastasse, l'invito a Papa Leone XIV è di pensare che una sua parola potrebbe aiutare anche a fermare la morte delle persone. Perché in tutto questo non c'è da dimenticare l'aspetto dei feriti e dei morti che nel corso del tempo si sono succeduti tanto durante le ferias taurinas che nelle arene in cui i toreri stessi hanno perso la vita.

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