UN PROGETTO DI
video suggerito
video suggerito
19 Ottobre 2026
11:44

Il sovrappeso potrebbe influire negativamente sulle capacità cognitive dei cani

L’obesità potrebbe essere associata al declino cognitivo nei cani, ma le prove scientifiche non sono definitive. Gli studi, ad oggi, suggeriscono però che l’attività fisica è fondamentale per preservare la salute cognitiva e il benessere del "miglior amico dell'uomo"

Immagine

L'obesità nei cani potrebbe incidere anche sulle capacità cognitive. E' quanto emerge da una ricerca condotta da Alexandra Genualdi, una studentessa dell'Oklahoma State University che ha presentato i risultati a cui è arrivata alla conferenza di Fisiologia Comparata 2026 dell'American Physiological Society a Orlando, negli Stati Uniti.

La ricercatrice ha valutato in particolare gli effetti del sovrappeso sui Golden Retriever, utilizzato i dati del Morris Animal Foundation Golden Retriever Lifetime Study, uno dei più ampi e completi studi prospettici sulla salute canina negli Stati Uniti. Lo scopo dello studio è identificare i fattori di rischio nutrizionali, ambientali, legati allo stile di vita e genetici per il cancro e altre malattie nei cani. Ogni anno, con l'aiuto di veterinari e proprietari di cani, la Fondazione raccoglie dati sanitari, ambientali e comportamentali su oltre 3.000 Golden Retriever iscritti al progetto. La scelta è caduta su questa razza non a caso: i Golden sono stabilmente al 3° posto nella classifica ufficiale delle razze canine più popolari Oltreoceano, secondo la classifica dell'American Kennel Club.

Attraverso le valutazioni condotte dai veterinari, è stato chiesto alle persone di riferimento di concentrarsi, nel caso appunto di animali in sovrappeso, sull'eventuale declino cognitivo dei cani, con domande come "Il tuo cane si perde in luoghi familiari?", "Il tuo cane non riconosce i membri della famiglia o altri animali domestici?" e "Con quale frequenza il tuo cane è irrequieto o cammina avanti e indietro di notte?". Secondo l'esperta, utile al riconoscimento di segnali negativi in questo senso hanno valore anche i cambiamenti che riguardano ad esempio l'aumento degli incidenti in casa o cambiamenti nell'espletamento dei bisogni se avvengono nell'ambiente casalingo.

Rispetto a questi quesiti, è emerso che i Golden Retriever obesi presentavano maggiori evidenze di declino cognitivo, soprattutto con l'avanzare dell'età ma Genualdi non è arrivata a definire con certezza una correlazione stretta tra obesità e problemi legati al funzionamento del cervello.

Obesità nei cani: dati e analisi anche negli studi precedenti

Questo tema è stato affrontato già in altre ricerche che hanno cercato di dimostrare la correlazione tra la condizione fisica e quella cerebrale. In uno studio del 2023, condotto su 804 cani anziani da un team di ricercatori inglesi e italiani, è emerso che c'è un'associazione tra condizione corporea e stato cognitivo: sia il sottopeso sia il sovrappeso sono stati infatti associati a maggiori segni di compromissione cognitiva. In un'altra ricerca, sempre del 2023, sono stati utilizzati i dati del Dog Aging Project e le risposte a un questionario relativo a 11.574 cani di età compresa tra 6 e 18 anni. E' stato chiesto alle persone di riferimento di fornire informazioni dettagliate sull'attività fisica, sulla salute e sui comportamenti che rappresentavano sintomi di declino cognitivo come difficoltà di orientamento, riconoscimento e interazione sociale. Il risultato di questo studio è che i cani più attivi tendevano a mostrare meno segni di disfunzione cognitiva a prescindere dall'età, dal peso e di diverse condizioni mediche. Una maggiore attività fisica, inoltre, è stata associata a una minore probabilità di poter avere disfunzioni cognitive.

La letteratura scientifica su questo tema, ad oggi, non restituisce una risposta definitiva ma il tema dell'obesità canina rimane un problema di salute serio relativo al "miglior amico dell'uomo". Sempre di più gli animali che vivono nelle case occidentali presentano questa condizione a causa di una scorretta alimentazione da parte delle persone di riferimento. Ma ciò che incide maggiormente sul benessere psicofisico dei cani, come invece risulta chiaramente anche solo dagli studi citati, è che la mancanza di attività fisica è un "male che va curato" e si può fare solo  garantendo all'animale un appagamento fondamentale per il suo benessere.

Sfondo autopromo
Segui Kodami sui canali social
api url views