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16 Luglio 2026
13:03

La dipendenza da gioco: quando usare troppo la pallina crea più danni che divertimento ai cani

Uno studio rivela che il gioco ripetitivo con un cane può favorire l'insorgenza di una dipendenza comportamentale, soprattutto in razze come Border Collie, Malinois e Golden Retriever, con effetti simili alle dipendenze umane.

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In tanti pensano che lanciare una pallina a un cane sia per lui il massimo del divertimento. Se ne vedono tante, già solo in area cani in tutte le città del mondo, di persone che passano il tempo tirando qualcosa al loro compagno a quattro zampe. Ma nel farlo spesso si mette solo in atto un meccanismo ripetitivo, non collaborativo, in cui non vi è nemmeno uno scambio ma appunto la coazione a ripetere uno schema che a Fido non fa per nulla bene.

A certificarlo ora è uno studio che parla di vero e proprio effetto dipendenza, come per noi umani se assumessimo delle droghe o quando cadiamo nel gioco d'azzardo, che si instaura nel cane a causa dell'estremizzazione delle motivazioni che sottendono il comportamento e che portano a mettere in atto una vera e propria patologia comportamentale.

Alcune razze sono più predisposte a cadere nella dipendenza da gioco, come ad esempio i Golden Retriever, i Pastori Belga Malinois o i Border Collie. Non è un caso: si tratta di animali selezionati per la caccia da riporto, come nel casi dei primi, o da lavoro e pastorizia come i secondi e i terzi. Tra le motivazioni che appartengono a queste tipologie c'è la predatoria che è proprio l'espressione del piacere e del bisogno di inseguire gli oggetti o i soggetti in movimento. Se portati dunque all'automatismo questi cani esasperano la loro vocazione e ciò va ad aumentare quella che gli esperti hanno chiamato "motivazione eccessiva al gioco" pari nei cani domestici alle dipendenze comportamentali negli esseri umani.

Attraverso la combinazione di un test comportamentale e un questionario per le persone di riferimento, i ricercatori hanno esaminato se un gruppo di cani con una forte motivazione al gioco soddisfacesse i criteri chiave della dipendenza comportamentale, "tra cui desiderio compulsivo, salienza, mancanza di autocontrollo e alterazione dell'umore". I dati relativi a 105 cani hanno rivelato che 33 soggetti mostravano comportamenti coerenti con tendenze simili alla dipendenza, "tra cui un'eccessiva fissazione sui giocattoli, una ridotta reattività a stimoli alternativi e sforzi persistenti per accedere ai giocattoli". I comportamenti riportati dalle persone di riferimento hanno confermato quanto emerso. "I nostri risultati evidenziano parallelismi tra l'eccessiva motivazione al gioco nei cani e le dipendenze comportamentali umane – spiegano nello studio – con i cani che rappresentano finora l'unica specie non umana a sviluppare spontaneamente comportamenti simili alla dipendenza, senza induzione artificiale. Questo studio esplorativo fornisce spunti fondamentali e propone future direzioni di ricerca che potrebbero approfondire significativamente la nostra comprensione dei meccanismi psicologici alla base delle dipendenze comportamentali nelle diverse specie".

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