
I giaguari sono una specie particolarmente elusiva. Il loro fascino non è solo nelle sinuose movenze e nella spettacolare bellezza ma gli esperti di fauna selvatica che si sono specializzati nel seguire questi animali sottolineano proprio quanto sia difficile capirne gli spostamenti e così approfondire la loro etologia. C'è un esemplare, in particolare, che è particolarmente rappresentativo della inafferrabilità per noi umani di questi predatori: si chiama Encanto e dopo tre anni dal suo ultimo monitoraggio è di nuovo apparso in Costa Rica.
La storia di Encanto inizia infatti nel 2023, quando la sua immagine fu catturata per la prima volta da una fototrappola nella penisola di Osa. A distanza di tempo, periodo nel quale i ricercatori non avevano più trovato sue tracce, nella stessa area l'animale è stato di nuovo monitorato, dando così la conferma che è sopravvissuto a un lungo periodo senza lasciare traccia dei suoi spostamenti.
A seguire le sue gesta e quelle degli altri esemplari che vivono nel paese centro americano, è la Fundación Las Oncas, la cui missione è di tutelare la popolazione locale di giaguari attraverso il tracciamento e il monitoraggio della specie in Costa Rica nel tempo e nello spazio. Gli esperti provvedono all'identificazione e alla documentazione di ogni individuo rilevato per la conservazione della specie.
La Fondazione gestisce circa 35 fototrappole nella penisola di Osa e nella Cordillera de Talamanca, attraverso le quali cerca di tenere sotto controllo la popolazione non solo dei giaguari ma anche degli altri animali selvatici. I dispositivi sono in funzione 24 ore su 24, documentando specie che altrimenti sarebbero quasi impossibili da osservare nella fitta foresta tropicale e l'apparizione di Encanto è stata salutata come un'occasione speciale per riuscire a comprendere il comportamento di questi animali e le loro capacità di nascondersi e vivere una vita quanto più isolata rispetto anche alla presenza umana.
Il giaguaro (Panthera onca) è il più grande felino selvatico delle Americhe ma è anche uno dei meno conosciuti. "Questo potente felino trascorre la maggior parte del tempo nascosto nel cuore della foresta pluviale tropicale – spiegano dalla Fondazione – Attivo sia di giorno che di notte, usa il suo manto maculato come mimetismo e la sua capacità di nuotare e arrampicarsi per braccare la preda senza essere individuato. Dotato della mascella più potente di tutti i carnivori, possiede una tecnica di caccia unica: trafigge il cranio della preda e la uccide all'istante".
La presenza di Encanto fa sì che gli esperti possano tirare un sospiro di sollievo. Questi animali infatti sono stati da sempre presenti nella penisola di Osa che è anche una delle aree più importanti per la loro conservazione. Ricerche a lungo termine condotte dal Programma Giaguaro dell'Università Nazionale hanno evidenziato un calo del numero di giaguari e delle loro prede nell'area di conservazione, individuando nella caccia una delle principali cause di pressione su entrambi. Il Costa Rica era considerato uno dei luoghi migliori per osservarli ma l'attività antropica ha fatto sì che la loro presenza diminuisse sempre di più: tra il 1960 e il 1970 si stima che circa 18.000 esemplari furono uccisi ogni anno per il commercio delle pelli. Dall'epoca i giaguari hanno perso oltre il 46% del loro territorio originario e il loro numero si è dimezzato, minacciando la specie, soprattutto in America Centrale.
La ricomparsa di Encanto secondo gli esperti non è però di per sé la prova che l'intera popolazione si stia riprendendo. Tuttavia, il monitoraggio costante dei singoli esemplari aiuta i ricercatori a valutare se questi felini si spostano ancora in determinate aree del territorio e in quali zone, considerando che questa specie necessita di ampi territori e che dunque la loro protezione andrebbe estesa al di là dei confini dei parchi nazionali.
In Costa Rica è stato istituito il "Corredor del Jaguar": si tratta di un corridoio biologico che permette a questi predatori di spostarsi in sicurezza tra le diverse aree protette per un aerale che è considerato pari a 6 milioni di chilometri quadrati. In collaborazione con governi, aziende e comunità locali, questo programma è nato per preservare l'integrità genetica del giaguaro proteggendo e collegando le popolazioni principali all'interno di aree abitate anche dall'uomo, dal Messico settentrionale all'Argentina.