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6 Novembre 2026
8:35

Il rarissimo uccello hawaiano che ha due becchi in uno

Alle Hawaii vive un uccello con un becco stranissimo che sembra composto da due strumenti diversi. La parte inferiore serve a colpire e perforare i rami, quella superiore a estrarre le larve. Un nuovo studio svela come riesce a usarlo sfruttando tutto il corpo.

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L'akiapolaau ha un becco stranissimo. Sopra sottile, lungo e ricurvo. Sotto robusto, corto e dritto. Foto di Bret Nainoa Mossman

Sembra quasi che qualcuno abbia preso i becchi di due uccelli completamente diversi e li abbia uniti insieme. E in effetti, osservando da vicino l'akiapolaau, un rarissimo uccello che vive esclusivamente alle Hawaii, è difficile non rimanere sorpresi. La parte superiore del suo becco è lunga, sottile e ricurva verso il basso, mentre quella inferiore è corta, robusta e quasi dritta. Due parti così diverse che funzionano praticamente come due strumenti distinti.

Questo piccolo passeriforme dal piumaggio giallo e verde, appartenente alla famiglia dei fringillidi, possiede infatti uno dei becchi più strani tra tutti gli uccelli. E ora un nuovo studio pubblicato sulla rivista Ornithology ha svelato alcuni dei segreti anatomici che gli permettono di utilizzarlo. I ricercatori hanno scoperto che, per scavare nel legno alla ricerca di cibo, l'akiapolaau non sfrutta soltanto il suo particolare becco, ma praticamente tutto il corpo, dalle zampe alla testa.

Un becco che funziona come un coltellino svizzero

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L'akiapolaau (Hemignathus wilsoni) vive solo sull’isola di Hawaii e usa il suo strano becco per perforare i rami ed estrarre le larve come fanno i picchi. Foto di Jack Jeffrey

L'akiapolaau (Hemignathus wilsoni), dal nome in lingua hawaiana ‘akiapōlā‘au, appartiene al gruppo dei cosiddetti drepanidini hawaiani, uccelli che nel corso di milioni di anni si sono diversificati sviluppando forme, dimensioni e becchi estremamente differenti. Il suo è però particolarmente sorprendente, tanto da essere stato paragonato dai ricercatori a un coltellino svizzero.

La parte inferiore viene utilizzata come un piccolo scalpello per colpire e scavare il legno, mentre quella superiore, molto più lunga, sottile e flessibile, serve a esplorare le cavità ed estrarre bruchi, larve di coleotteri e altri piccoli invertebrati nascosti all'interno dei rami. In sostanza, questo uccello svolge un ruolo ecologico molto simile a quello dei picchi, che non sono mai arrivati sulle isole Hawaii.

Ma a differenza dei picchi veri, che utilizzano soprattutto i muscoli del collo per martellare il legno, l'akiapolaau ha sviluppato una tecnica completamente diversa. Per comprenderne meglio il funzionamento, un gruppo di ricercatori guidato da Alexander Clark dell'Università di Chicago e del Field Museum, ha analizzato alcuni scheletri conservati nelle collezioni museali, confrontandoli con quelli di altri fringillidi.

Gli scienziati hanno così scoperto che la struttura ossea interna della parte superiore del becco è molto più corta del rivestimento corneo esterno, lasciando una porzione particolarmente flessibile. Questa caratteristica permette all'uccello di muovere la punta ricurva all'interno delle fessure del legno senza romperla.

Tutto il corpo viene usato per scavare il legno e cercare cibo

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La parte inferiore del becco serve a colpire e perforare i rami, quella superiore a estrarre le larve. Foto di Jack Jeffrey

La scoperta più interessante riguarda però le zampe. L'akiapolaau possiede infatti un femore proporzionalmente corto e robusto, che contribuisce ad abbassare il baricentro e a mantenere una posizione stabile sui rami. Inoltre, presenta particolari adattamenti muscolari e tendinei a livello della caviglia, che gli consentirebbero di sfruttare la spinta delle zampe per sollevare e abbassare rapidamente il corpo mentre colpisce il legno.

Secondo i ricercatori, il movimento ricorda quello di una persona che utilizza un'ascia: non impiega soltanto le braccia, ma sfrutta il peso e la forza di tutto il corpo per rendere il colpo più efficace. È proprio questa combinazione di caratteristiche anatomiche che permette a un uccello così piccolo di scavare nel legno senza avere un becco e un muscolatura del collo come quelli dei picchi.

Un uccello unico al mondo che rischia di scomparire

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In natura si stima ne siano rimasti solo 2.000 individui e la specie è quindi considerata in serio pericolo di estinzione. Foto di Jack Jeffrey

L'akiapolaau è anche una delle tantissime specie endemiche che vivono alle Hawaii, animali e piante che non esistono in nessun'altra parte del pianeta. Si trova esclusivamente sull'isola principale di Hawaii, la più grande dell'arcipelago, dove frequenta soprattutto le foreste montane dominate da alberi autoctoni come il koa (Acacia koa), una specie di acacia, e l'ʻōhiʻa lehua (Metrosideros polymorpha), una pianta appartenente alla famiglia delle mirtacee e considerata in pericolo di estinzione.

La sua estrema specializzazione alimentare, tuttavia, comporta anche alcune difficoltà. I giovani hanno bisogno di molto tempo per imparare a utilizzare correttamente il loro particolarissimo becco e rimangono con i genitori per diversi mesi. La specie, inoltre, ha un ritmo riproduttivo molto lento, generalmente con un solo giovane per coppia che raggiunge l'indipendenza ogni anno.

Oggi, secondo le stime riportate dal Field Museum, in natura sopravvivono meno di 2.000 individui. La specie è infatti classificata come "In pericolo (EN)" nella Lista Rossa IUCN. Le principali minacce sono la perdita e il degrado delle foreste native, i predatori introdotti dagli esseri umani e soprattutto le malattie trasmesse dalle zanzare invasive, come la malaria aviaria, che stanno contribuendo alla scomparsa di tanti uccelli endemici hawaiani.

In assenza dei picchi, questo piccolo fringillide ha in un certo senso preso il loro posto evolvendo autonomamente un modo completamente diverso per sfruttare le stesse risorse alimentari, arrivando a possedere caratteristiche anatomiche che non conosciamo in nessun altro uccello. Ma il rischio è che milioni di anni di evoluzione possano andare persi in pochi anni. E con la scomparsa dell'akiapolaau non perderemmo soltanto una specie unica, ma anche uno degli esempi più straordinari di come l'evoluzione possa modellare il corpo e il comportamento degli animali.

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