
I coyote sembrano trovarsi sorprendentemente bene in città. A Seattle, negli Stati Uniti, la loro densità è infatti fino a nove volte superiore rispetto alle aree più naturali dello Stato di Washington. A suggerirlo è uno studio pubblicato di recente sulla rivista Environmental Research: Ecology, che mostra ancora una volta quanto questi canidi siano in grado di adattarsi anche agli ambienti profondamente modificati dagli esseri umani.
A Seattle i coyote sono nove volte più numerosi che fuori dalla città

I ricercatori hanno analizzato 842 campioni di feci di coyote raccolti a Seattle e in due aree più "selvatiche" dello Stato, riuscendo a identificare 213 individui. La presenza degli animali è stata studiata proprio attraverso le feci: osservando dove e con quale frequenza venivano ritrovati i campioni è stato così possibile stimare la densità della popolazione.
Il risultato può sembrare sorprendente, perché i coyote sono comunque carnivori di medie dimensioni che non ci aspetteremmo di trovare tra le case. Tuttavia, le città offrono loro condizioni quasi perfette. Qui il cibo è praticamente infinito e sempre disponibile e non ci sono predatori più grossi che negli ambienti naturali possono ucciderli. Lupi e puma, per esempio, rappresentano spesso una minaccia per i coyote in natura, mentre nelle aree urbane i pericoli principali per la sopravvivenza sono soprattutto il traffico stradale e le malattie.
In città hanno trovato un ambiente perfetto e tanto cibo

Anche la loro dieta racconta bene quanto questi animali siano riusciti ad adattarsi perfettamente alla vita urbana. I coyote di Seattle hanno una dieta più di due volte più varia rispetto a quella dei loro simili che vivono fuori dall'ambiente urbano. Tra gli alimenti più comuni ci sono comunque due risorse comuni a entrambi gli ambienti: bacche e minilepri.
Proprio le minilepri o silvilaghi orientali – una specie di coniglio introdotta anche qui in Italia – potrebbero aver contribuito alla rapida crescita della popolazione di coyote nella città. Negli ultimi decenni Seattle ha infatti assistito a un forte aumento di questi lagomorfi, che hanno creato una nuova fonte di cibo per questi predatori opportunisti. I coyote, a loro volta, possono contribuire a limitarne il numero, predando gli individui più giovani e vulnerabili.
All'interno della città, però, non tutti gli ambienti sono ugualmente favorevoli. I ricercatori hanno confrontato la presenza dei coyote con diversi variabili, tra cui vegetazione, edifici, strade, inquinamento, reddito e numero di abitanti. L'unico elemento che ha mostrato una relazione evidente è stata la densità della popolazione umana: dove le persone sono più numerose i coyote tendono a essere meno presenti. Nel complesso, però, la loro densità rimane comunque molto più alta rispetto alle aree selvatiche.
I coyote (e non solo) sono ormai parte delle città e sono destinati a restarci

I coyote continuano quindi a occupare parchi urbani, quartieri e periferie delle città nordamericane, dove vengono avvistati soprattutto all'alba e al tramonto, anche se sempre più spesso si fanno vedere in pieno giorno. Questo può creare inevitabilmente dei conflitti, soprattutto quando gli animali si avvicinano troppo alle abitazioni o predano animali domestici, come i gatti.
La loro presenza in città, tuttavia, sembra proprio destinata a durare. I coyote hanno dimostrato più volte di essere molto resistenti ai tentativi di controllo delle popolazioni attraverso gli abbattimenti: quando il cibo è sufficiente, possono semplicemente riprodursi di più e rimpiazzare rapidamente le perdite. Questi predatori sono quindi destinati a restare in pianta stabile in ambiente urbano e siamo perciò noi a doverci adattare e a trovare il modo migliore per convivere più serenamente con questi animali.
Per quanto possa sembrare insolito, il successo dei coyote racconta infatti qualcosa di più generale sulla natura urbana: molte specie in tutto il mondo sono in aumento e non si limitano più a incursioni occasionali nei centri urbani. Pensiamo per esempio alle volpi, ai cinghiali o anche ai lupi qui in Italia e in Europa. Questi animali riescono a sfruttare a proprio vantaggio le trasformazioni che abbiamo imposto noi all'ambiente. E che ci piaccia o meno, siamo sempre noi a doverci adattare a questa "nuova" natura, anche in città.