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8 Maggio 2026
10:31

Coyote arrivato a nuoto ad Alcatraz, DNA rivela che ha percorso 3 km: era partito da Angel Island

Il coyote arrivato a nuoto sull'isola di Alcatraz lo scorso gennaio aveva percorso a nuoto il doppio della distanza ipotizzata: circa 3 km. Le analisi DNA rivelano che veniva da Angel Island.

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Il coyote è arrivato a nuoto sull’isola lo scorso gennaio, è partito da Angel Island

Per settimane è stato il misterioso "coyote di Alcatraz", l'animale comparso all'improvviso sull'isola-prigione più famosa degli Stati Uniti dopo aver attraversato a nuoto le acque gelide e agitate della baia di San Francisco. Ora i ricercatori hanno finalmente scoperto da dove veniva davvero e la risposta ha sorpreso anche loro: non era partito dalla città di San Francisco, come si pensava inizialmente, ma da Angel Island, un'isola ancora più distante.

Il giovane maschio di coyote era stato avvistato per la prima volta a gennaio sull'isola di Alcatraz, sede dell'ex carcere federale che per decenni ha ospitato alcuni dei criminali più celebri d'America. La sua presenza aveva attirato subito l'attenzione di turisti, biologi e media, anche perché era la prima volta dal 1972 che un coyote veniva osservato lì.

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Inizialmente gli esperti del National Park Service pensavano che l'animale fosse partito da San Francisco, nuotando per un tragitto di circa 1,6 chilometri. Ma le analisi genetiche hanno raccontato una storia diversa. Studiando il DNA estratto dalle feci lasciate dal coyote sull'isola, i ricercatori dell'Università della California di Davis hanno scoperto che apparteneva alla popolazione di coyote che vive ad Angel Island, un'isola distante circa 3,2 chilometri da Alcatraz.

In pratica, il coyote aveva nuotato il doppio della distanza prevista, attraversando correnti fredde e acque molto mosse. "Siamo rimasti sorpresi dalla sua origine", ha spiegato l'ecologo Bill Merkle del National Park Service. "Pensavamo fosse arrivato da San Francisco perché il percorso era molto più breve". Gli studiosi, però, hanno anche sottolineato come i coyote siano animali estremamente adattabili e resistenti, capaci di sopravvivere in ambienti molto diversi, comprese le grandi città.

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I due percorsi (approssimati) della traversata a nuoto del coyote a confronto

Il video dell’animale che raggiungeva la riva di Alcatraz a nuoto, ripreso dai turisti a gennaio, era rapidamente diventato virale. Alcuni avevano persino iniziato a chiamarlo "Floyd", come il noto detenuto legato a Bonnie e Clyde che tentò una fuga a nuoto. Poco dopo l'avvistamento, i ricercatori avevano poi installato fototrappole e registratori audio per monitorarne i movimenti e capire se fosse rimasto sull'isola.

C'era infatti anche una preoccupazione concreta: Alcatraz ospita diverse colonie nidificanti di uccelli marini e un predatore opportunista come il coyote avrebbe potuto mettere a rischio uova e pulli. Per questo le autorità stavano seriamente valutando la possibilità di catturarlo e trasferirlo altrove.

Ma il mistero non è ancora del tutto risolto. Dopo i primi giorni, infatti, il coyote è sparito nel nulla e non è più stato osservato. Gli esperti ritengono che probabilmente abbia lasciato l'isola da solo, tornando a nuoto verso Angel Island, ma al momento non ci sono prove definitive.

La vicenda racconta però bene quanto i coyote siano animali sorprendenti. Diffusi in gran parte del Nord America, questi canidi – parenti stretti di lupi e sciacalli – si sono adattati con straordinaria efficacia anche agli ambienti urbani. Oggi vivono stabilmente in molte grandi città statunitensi, compresa appunto San Francisco, dove frequentano parchi, periferie e persino quartieri molto popolati.

E forse è proprio questa loro incredibile capacità di adattamento che ha permesso a un giovane coyote di trasformare un tratto di mare della baia di San Francisco in una delle traversate più insolite mai documentate per la specie.

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