
Esiste una giornata internazionale anche per "il cane in ufficio" ed è oggi, 26 giugno. Cade sempre l'ultimo venerdì di giugno e ha origini negli Stati Uniti, quando fu fondata dall'associazione Pet Sitter International per promuovere appunto la presenza del "miglior amico dell'uomo" e di altri animali domestici nei luoghi di lavoro.
E sono sempre di più le realtà, anche uffici pubblici, in cui sono state aperte le porte agli animali dei dipendenti anche in Italia. Recentemente lo ha fatto il Comune di Torino che, come ha spiegato la vice sindaca Michela Favaro a Kodami è arrivata a questa decisione attraverso un'idea "nata da una sollecitazione bipartisan da parte dei consiglieri comunali e guardando alle esperienze analoghe fatte in altri Comuni e agli studi scientifici che ci dicono che la presenza di animali d'affezione in luoghi di lavoro contribuisce al benessere lavorativo dei dipendenti e anche a fare crescere la produttività". La stessa cosa è avvenuta anche a Catania, con un annuncio del sindaco Enrico Trantino che ha reso nota la possibilità per i dipendenti pubblici che hanno un cane o un gatto di poterli portare con sé al lavoro negli uffici pubblici: potranno accedere due volte a settimana e a patto che gli altri colleghi siano d'accordo.
Ci sono delle regole sostanziali però che vanno sempre rispettate e solitamente si fa attenzione più a quelle legate alla convivenza che riguardano gli esseri umani rispetto ad elementi che attendono invece alla qualità della vita anche dell'animale. Soprattutto per l'accesso ai cani, infatti, l'azienda, che sia pubblica o privata, prevede normalmente che tutti i soggetti presenti nella sede debbano essere d'accordo e che non vi siano soggetti allergici, ad esempio.
Ma dal punto di vista del cane, è corretta questa impostazione? La risposta più corretta è una sola: dipende dal singolo animale. Perchè parlare genericamente di dare la possibilità a tutti di portare il proprio compagno canino in ufficio con sé sottende una mancanza di conoscenza dell'importanza di conoscere i dettagli della singola relazione tra persona e animale e poi dell'unicità della personalità di ogni cane. Proviamo a spiegarci meglio: è scorretto pensare genericamente che un cane stia sempre bene basta che ci sia il suo umano di riferimento accanto. Ci sono cani che non tollerano la vicinanza con estranei ad esempio, che siano conspecifici o persone. Ce ne sono altri che hanno difficoltà a stare in contesti cui non sono abituati e ancora ipotesi e fattispecie diverse che si possono creare in un ambiente in cui vengono obbligati a rimanere per molte ore.
Qualsiasi luogo pubblico o azienda privata che voglia aprire davvero le porte delle proprie sedi alla presenza di animali, che siano anche gatti, dovrebbe infatti prevedere l'inserimento graduale e ideale sarebbe che fosse fatto monitorato da un esperto in comportamento animale, come un educatore cinofilo nel caso dei cani. Non è sbagliata, sia chiara, l'idea di far portare l'animale con sé nel luogo di lavoro ma non può basarsi solo sul principio che migliora la giornata ai dipendenti, perché la presenza del cane o del gatto rende mediamente le persone più felici. Bisogna pensare anche a questi ultimi e alla loro stabilità psico emotiva, cosa fattibile appunto con un'organizzazione che tenga conto anche delle loro necessità.
Luca Spennacchio, istruttore cinofilo, a tal proposito ha spiegato a Kodami: "Pensiamo a un ufficio in cui tutti i dipendenti convivono con un cane e tutti decidono di portarlo al lavoro. È difficile che tutti convivano in modo sereno e la permanenza nelle stesse mura e spesso nella stessa stanza scorra senza intoppi. Ci sono cani poco socievoli con altri cani o con le persone che non conoscono, cani territoriali, cani che si spaventano facilmente e cani che hanno bisogno di sfogare la loro energia e non si limiterebbero a stare seduti di fianco all’umano per ore. Con la conseguenza che potrebbero finire per restare al guinzaglio, assicurati alla gamba della scrivania, per tutta la giornata. Gli spazi quindi devono essere adeguati e tagliati su misura".