
C'è qualcosa che ritorna puntuale nella vita dell'essere umano: mostrare inclinazioni, aspirazioni o semplicemente manifestare il proprio status symbol con la presenza di un animale accanto. E' una fascinazione in cui cadono in tanti, che siano i turisti inconsapevoli che vanno in vacanza in mete esotiche a cavallo di cammelli sfruttati, rapper famosi come Geolier che mostra in uno dei suoi ultimi video dei Pitbull con le orecchie mozzate e così via.
Un altro a cadere nel tranello del sembrare più "fighi" se si interagisce con un animale è stato Ghali. Il cantante ha pubblicato sul suo profilo Instagram degli scatti in cui è presente un rapace con tanto di laccio agli artigli e dove si vede che indossa un guanto da falconeria.
Ha poco valore se si tratta di immagini elaborate con l'IA, come indicato nel post, perché ciò che conta è il messaggio. Ovvero lo stesso contenuto che viene elaborato in modo semplicistico dalle persone, senza una doverosa riflessione sullo stato in cui vivono quegli animali, ancora sottoposti a quella che è una vera e propria schiavitù chiamata "falconeria".

Sebbene si tratti di un'attività riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dal 2016, non può più essere taciuta la sua natura di coercizione nei confronti di un altro essere vivente, addestrato a nostro favore alla dipendenza dell'essere umano.
Su Kodami abbiamo diverse volte affrontato questo argomento, ponendoci chiaramente in contrapposizione proprio a questo status conferito a quella che è considerata "arte venatoria" e che ha millenni di storia alle spalle. Ma che al tempo di oggi non ha alcun senso che persista. I falconieri moderni affermano di contribuire alla conservazione dei rapaci e di offrire un metodo ecologico per il controllo di specie considerate "problematiche" in città, come piccioni e storni ma davvero non si comprende come nel 2026 sia ancora necessario costringere questi rapaci a una vita priva di libertà.
E il buon Ghali su questo pare decisamente non aver riflettuto abbastanza, mostrandosi fiero accanto ad un animale selvatico che tale dovrebbe rimanere. Veri o finti che siano gli esemplari presenti negli scatti postati, dal virtuale al reale il passo è breve e queste immagini rilanciano l'idea che si possano sfruttare altri esseri viventi in molti modi, non solo appunto per la "funzione" per cui è nata la falconeria ma anche per questioni di immagine e marketing.