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12 Agosto 2026
11:45

Feste e sagre estive con animali vivi come premio: ancora troppi nell’assenza di una normativa nazionale

Conigli, pesci rossi e altri animali d’affezione durante le sagre o le feste di paese in tutta Italia vengono messi in palio. Ultimo caso quello di un coniglietto offerto come premio a una riffa ad Acquafredda di Maratea ma anche in Puglia le associazioni di tutela degli animali si sono rivolte direttamente alle istituzioni locali per chiedere l'applicazione della legge regionale che vieta questa pratica.

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L'ultimo caso salito alla ribalta della cronaca è quello segnalato da Oipa per una festa di paese ad Acquafredda di Maratea, in provincia di Potenza: la presenza di un coniglio messo in palio per la riffa organizzata durante l'evento e che ora è stato messo in salvo. "Un risultato positivo ottenuto grazie al nostro intervento – scrivono dall'Oipa – dopo aver inviato una segnalazione al Sindaco, evidenziando come l’iniziativa fosse in contrasto con la normativa regionale della Basilicata, che vieta di offrire animali come premio o vincita di giochi nell’ambito di attività fieristiche e iniziative commerciali o pubblicitarie".

L'intervento del Primo cittadino ha così messo fine a questa "abitudine" che, come accennavamo, di certo non accade solo nella cittadina della Basilicata ma puntualmente si verifica in tutta Italia nelle sagre e nelle feste di paese ancora senza soluzione di continuità. Oipa ricorda che "Gli animali non sono oggetti né premi da mettere in palio. La loro detenzione richiede responsabilità, consapevolezza e la certezza che possano essere accolti in condizioni adeguate" e c'à anche una riflessione più ampia da fare rispetto all'esempio che viene dato ai più piccoli.

Nessuna legge nazionale, le specie più "usate" sono pesci rossi e conigli

Tipicamente durante le sere d'estate in tutto il Belpaese nei luoghi dove si riversano le famiglie con bambini per passare le vacanze si svolgono eventi per intrattenere le persone. E spesso una delle maggiori attrazioni sono proprio i giochi dove è possibile non solo trovare coniglietti ma anche e sopratutto i pesci rossi come premi in palio. Si tratta di animali che ancora subiscono in questo modo un maltrattamento costante e accettato da tutti che in fondo continua anche quando si torna a casa, già solo nella "normalità" di fargli passare intere esistenze chiusi in bolle di vetro in cui vengono tenuti e rimpizzati di cibo. Per non parlare poi dei casi in cui anche i pesci rossi vengono abbandonati, causando problemi agli ecosistemi, ovvero introducendoli in habitat dove la loro presenza è dannosa poi per altre specie. Questi animali, infatti, quando vengono rilasciati in laghi o fiumi tendono a crescere a dismisura, devastando la vegetazione acquatica e a causa delle loro deiezioni causando problemi infettivi agli altri animali che vivono nell'habitat in cui sono stati introdotti. E sempre a proposito di fenomeno di abbandono, anche i conigli lo subiscono, come abbiamo raccontato recentemente con il ritrovamento in un campo sulle sponde del Canale Villoresi di un maschio di coniglio ariete.

A testimonianza di quanto il fenomeno della messa in palio di animali vivi nelle sagre sia diffuso, Animal Law Italia ha diffuso un comunicato in cui ha reso noto che dodici associazioni animaliste e protezioniste, nazionali e del territorio, hanno inviato ai Comuni della Puglia una richiesta formale di adeguamento alla normativa regionale che vieta la vendita, l’esposizione, la cessione, la detenzione e l’utilizzo come premio di animali d’affezione nell’ambito di fiere, sagre, feste patronali, lotterie e manifestazioni analoghe. Il riferimento normativo infatti non esiste a livello nazionale, ma ogni singolo ente locale provvede a legiferare in merito.

In Puglia, in particolare, la Legge Regionale 19 giugno 2020, n. 2 (“Norme per il benessere, la tutela degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo”) prevede all'articolo 23, comma 4, il divieto della “vendita diretta o indiretta di animali in attività ambulanti o occasionali anche a posto fisso”, mentre l’articolo 24, comma 4, vieta “l’utilizzo di animali come premio o regalo per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività". L'associazione ricorda anche che a rafforzare questo dettato normativo "c’è una nota della stessa Regione Puglia, datata 28 marzo 2022, che ha chiarito in modo univoco come gli animali d’affezione ‘non possano essere ivi detenuti né tantomeno venduti' durante fiere e manifestazioni similari". Il divieto, sottolineano le associazioni, non riguarda soltanto cani, gatti, conigli e criceti, ma anche canarini, pesci rossi e altri piccoli animali tenuti “per compagnia o affezione”, secondo la definizione di animale d’affezione data dalla stessa legge.

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