
Sono le vittime preferite dei piccoli bagnanti: pesci, meduse e granchi che vengono presi e messi nei secchielli, per il "divertimento" dei più piccoli. Si tratta, in realtà, di una pratica crudele assecondata dagli adulti e di cui i bambini sono poco consapevoli della gravità, in mancanza di una corretta educazione da parte dei loro genitori. A ricordare quanta sofferenza per gli animali del mare implica quella che è una vera e propria consuetudine estiva visibile alla luce del giorno in tutti i nostri lidi, è l’Assessore alla Salute e al Benessere degli Animali del comune di Lecce, Andrea Guido, che ha lanciato un appello accorato a genitori, residenti e turisti.
"Non è un gioco, è una sofferenza invisibile. È tempo di dire basta – ha detto l’Assessore – Per troppi bambini, spesso purtroppo tollerati o incoraggiati dai genitori, la spiaggia diventa un luogo di battaglia e di sofferenza per le creature marine. Mettere questi animali nei secchielli non è un gioco innocente, è una crudeltà che non possiamo più ignorare".
Guido non solo sottolinea l'aspetto etico di questa pratica, ma ricorda a tutti i cittadini e ai turisti che si va incontro a un reato. L'Assessorato ha infatti messo in evidenza che la tutela della fauna marina è un obbligo di legge e la loro detenzione nei secchielli può configurare la fattispecie prevista in primis dall'articolo 544-ter in materia di maltrattamento di animali che punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale o lo sottopone a sevizie, con la reclusione da uno a tre anni o con la multa da 10.000 a 60.000 euro. Inoltre questo tipo di "pesca" rientra anche nell'ipotesi dell'articolo 727 che prevede l'arresto fino a un anno o l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro per chiunque detenga animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.
"Tenerli sotto il sole in pochissima acqua configura una vera e propria tortura che porta quasi sempre alla morte", ha aggiunto l'asssore che ha anche diramato un vademecum "per un'estate consapevole" in cui l‘Assessorato, in collaborazione con le associazioni del territorio invita la cittadinanza a seguire tre semplici regole di civiltà:
1. Educare all'osservazione: Spieghiamo ai bambini che il mare è la casa degli animali e che la bellezza della natura si scopre osservandola, senza toccarla o catturarla.
2. Intervenire con gentilezza: Se notiamo dei bambini intenti a riempire i secchielli, avviciniamoci con empatia. Chiediamo loro se sanno come si sentono quelle piccole creature e invitiamoli a liberarle insieme.
3. Informare i genitori: Ricordiamo agli adulti quali sono le leggi vigenti e che queste pratiche violano gravemente il benessere animale.