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11 Settembre 2026
16:48

Ci sono tracce di coyote nei geni degli antenati dei Chihuahua: lo studio sull’origine del piccolo, grande cane messicano

Uno studio ha rivelato che nel genoma dei Chihuahua è conservata una piccola traccia di ascendenza dai cani precolombiani, legata anche al coyote. Una curiosità genetica che ci ricorda però una cosa importante: i cani di taglia piccola sono animali da rispettare con motivazioni e personalità da conoscere e approfondire.

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Non si può trattenere un sorriso simpatico se si pensa alla caparbia superbia dei piccoli, grandi Chihuahua. E non stiamo parlando di quelli che vengono trattati da "animali da borsetta" che mostrano chiaramente i segni del loro disagio con comportamenti disfunzionali di cui spesso le persone manco se ne rendono conto e anzi che spesso vengono pure presi in giro per lo stato perenne di stress in cui si trovano semplicemente perché non possono esprimersi. Conoscere le motivazioni di razza di questi audaci "migliori amici dell'uomo", il cui peso massimo arriva ai 2,5 chili, significa infatti sapere che hanno un carattere indomito e una forte personalità e ora uno studio sul loro patrimonio genetico ha reso noto che nel Dna dei primi esemplari c'erano tracce di Coyote.

Alcuni ricercatori dell'Università di Stanford hanno pubblicato gli esiti di una ricerca che ha analizzato il genoma di alcuni cani per convalidare l'efficacia di nuove tecniche finalizzate proprio alle indagini genetiche. Il genoma è l'insieme completo del DNA presente nelle cellule viventi e da quelle del Chihuahua e del Cane Nudo Messicano è emerso che c'è una piccola percentuale di ascendenza, pari al 4% nel primo e il 3% nel secondo, che deriva da cani precolombiani, ovvero quegli animali che vivevano nelle Americhe prima dell'arrivo degli europei. Il collegamento ai coyote è in particolare dovuto proprio a questa nuova scoperta, considerando che studi precedenti avevano invece dimostrato la presenza di DNA di questo animale nei resti dei cani domestici di un tempo provenienti dalle stesse aree.

"Un segno distintivo dell'ascendenza canina del Nuovo Mondo deriva dall'introgressione genetica con il coyote – precisano gli esperti nello studio – un canide imparentato che si trova solo nelle Americhe. Esistono prove che le culture precolombiane incrociassero i coyote con i cani  e in effetti troviamo segmenti genomici condivisi tra i coyote e il Chihuahua".

La varietà incredibile di tipologie di cani che esistono al mondo è dovuta al lungo processo di domesticazione operato dall'essere umano con scelte selettive che hanno portato a far sì che il canis lupus familiaris sia l'animale con la maggiore variabilità morfologica al mondo all'interno di un'unica specie. Non deve così sorprendere che non vi sia oggi alcuna somiglianza fisica tra i Chihuahua e i coyote ma bisogna sempre ricordarsi che tutte le tipologie fanno parte della famiglia tassonomica dei canidi di cui fanno parte diversi carnivori che sono imparentati con i nostri "Fido".

Questa ricerca di per sè per chi è lontano dal mondo della ricerca scientifica può passare solo come una curiosità ma il motivo per cui ne stiamo scrivendo è perché ci sembra utile, come accennavamo all'inizio, per ricordare a chiunque decida di adottare un Chihuahua che è un cane come tutti gli altri, ovvero un essere senziente che ha motivazioni e bisogni che necessitano di essere espressi. Troppi sono i cani di taglia piccola che vengono trattati da peluche ed è la loro morfologia che ne decreta una vita lontana da quelle che sono le normali espressioni della personalità di ciascun individuo. I Chihuahua ha forti sia la motivazione affiliativa che quella sociale interspecifica e ciò lo rende un ottimo compagno di avventure nel quotidiano ma non va mai sottovalutata la sua forte personalità: si tratta di un cane possessivo e protettivo che farebbe di tutto per "difendere" le sue risorse, che sia il suo gioco preferito o la persona di riferimento. Mantenere in equilibrio le sue caratteristiche è fondamentale perché non si arrivi, come purtroppo nella media dei casi, a vedere animali infelici che abbaiano o ringhiano costantemente a chiunque si avvicini. E ciò accade solo per un motivo, del resto: il dato di fatto che non si ha timore di loro per le dimensioni e questo li rende facilmente esposti alla superficialità del giudizio umano.

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