
Il suo nome è Backpack e quest'anno è lui il preferito del pubblico tra gli orsi più grassi del Katmai National Park, in Alaska. Ha infatti vinto l'ormai famosa Fat Bear Week, il torneo online che ogni anno mette a confronto gli orsi bruni che vivono lungo il Brooks River e che, durante tutta l'estate e l'inizio dell'autunno, accumulano grandi quantità di grasso mettendo su peso in vista dell'inverno.
La finale è stata particolarmente combattuta. Backpack, il cui vero nome è in realtà il codice identificativo 89, ha ottenuto 103.334 voti, superando di appena 5.091 preferenze l'orso 910, che ne ha raccolte 98.253. In totale erano 16 gli orsi coinvolti quest'anno nel torneo, che si è svolto dal 22 al 29 settembre attraverso una serie di sfide a eliminazione diretta tramite votazioni online sul sito ufficiale della competizione.
Perché gli orsi devono diventare così grassi

Quello che per noi esseri umani è diventato un simpatico torneo tra animali in "sovrappeso", per un orso bruno è una vera e propria questione di sopravvivenza. Durante i mesi più freddi, infatti, gli orsi entrano in una lunga fase di inattività chiamata ibernazione, durante la quale il metabolismo rallenta e gli animali rimangono nella tana per diversi mesi senza mangiare né bere.
Per affrontare questo lungo periodo di letargo devono quindi accumulare abbastanza riserve energetiche e lo fanno sotto forma di grasso. Durante l'inverno possono infatti perdere fino a un terzo del loro peso corporeo e devono quindi calcolare con precisione il grasso da mettere da parte. Per questo, tra l'estate e l'autunno, entrano in una fase chiamata iperfagia, durante la quale mangiano quantità molto elevate di cibo.
A Katmai gli orsi mangiano perlopiù i salmoni che risalgono i fiumi per riprodursi. I pesci sono particolarmente ricchi di energia e, da fine giugno fino all'autunno, attirano decine di orsi nelle acque del fiume. Gli animali si posizionano sulle rocce o sulla sommità delle cascate e catturano i pesci che saltano fuori dall'acqua direttamente con le zampe o con la bocca, restando praticamente immobili ad attendere il loro arrivo. Ci sono persino delle webcam che permettono di osservarli in diretta stresming mentre pescano.
Quelli che vivono a Katmai, inoltre, sono una delle popolazioni di orso bruno (Ursus arctos) che raggiunge le dimensioni maggiori. Un maschio adulto – più grande delle femmine – può pesare normalmente circa 400 chili già a metà estate e quelli ancora più grandi possono anche superare i 500 chili in autunno.
La storia dell'orso Backpack, trasportato dalla madre come uno zainetto

Il vincitore di quest'anno ha inoltre una storia molto particolare. Backpack è stato avvistato per la prima volta nel 2008, quando aveva circa due anni e mezzo. Da cucciolo aveva una zampa ferita e, per questo, veniva spesso trasportato dalla madre sul dorso mentre attraversava il fiume. E da qui che è nato il soprannome "Backpack", cioè "zaino". La madre è Holly e anche lei ha vinto la Fat Bear Week nel 2019.
Backpack ha inoltre dovuto superare un'altra grave ferita a una zampa quando era ancora molto giovane: secondo il National Park Service, la lesione era così seria che all'epoca si temeva che non sarebbe sopravvissuto. Invece si è ripreso senza interventi umani ed è diventato uno degli orsi più famosi e riconoscibili del Brooks River.
Oggi arriva ogni anno al fiume e può essere visto mentre rimane fermo su una delle rocce in attesa che arrivino i salmoni. Chi segue questi orsi lo descrive come relativamente tranquillo e la sua ormai lunga presenza nell'area ha contribuito a renderlo uno dei preferiti del numeroso pubblico che ogni anno segue la competizione e partecipa alle votazioni.
La Fat Bear Week, un torno nato per raccontare gli orsi

La Fat Bear Week è iniziata nel 2014 come una piccola iniziativa pensata dai ranger del parco per mostrare quanto possa cambiare il corpo di un orso nel corso dell'estate. Nel giro di pochi anni è però diventata un appuntamento seguito in tutto il mondo, anche grazie alle webcam che permettono di osservare gli animali mentre pescano nel fiume. Sul sito ufficiale c'è persino una Hall of Fame con tutti i vincitori con le foto del prima e del dopo la "cura ingrassante".
Il voto, però, è soprattutto un pretesto per raccontare un fenomeno biologico, quello dell'iperfagia e dell'ibernazione, e soprattutto la vita di questi animali. La "gara" infatti non riguarda soltanto quale orso grasso sia il preferito del pubblico, ma raccontare in che modo i plantigradi, grazie proprio al grasso accumulato, si apprestano ad affrontare l'inverno.
E mentre il pubblico sceglie e voto il proprio preferito, gli orsi non sembrano curarsi più di tanto della competizione. Continuano semplicemente a fare ciò che fanno ogni anno: mangiare quanto più possibile, accumulare grasso ed energia e prepararsi alla stagione più difficile.