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20 Giugno 2026
11:04

Due orsi si scontrano nello zoo di Anchorage, negli Usa. Il video è virale: polemica sugli animali in cattività

Il 13 giugno, allo zoo di Anchorage, in Alaska, un orso bruno maschio ha attaccato una femmina più piccola, causando panico tra i visitatori. Dopo che il video della lite è diventato virale si riapre anche in Usa il fronte della gestione in cattività degli animali, anche a scopo conservazionistico, rispetto soprattutto agli spazi e ai gruppi sociali.

Immagine
Un orso bruno in natura (foto d’archivio)

Il video si è diffuso rapidamente sui Social network e così tutto il mondo ha potuto vedere quanto è accaduto tra due orsi nello zoo di Anchorage, in Alaska, negli Stati Uniti. Un maschio adulto ha ripetutamente attaccato una femmina con cui condivideva lo stesso recinto. L'aggressione è avvenuta quando il giardino zoologico era aperto ed erano presenti diversi visitatori che hanno assistito alla scena che si è conclusa solo grazie all'intervento di un operatore che ha usato dello spray al peperoncino per fermare il plantigrado più grande.

Nel video, che non pubblicheremo per evitare di mostrare immagini sensibili, si vede l'orso bruno più grande che morde con forza e stringe ripetutamente la schiena dell'orsa visibilmente di taglia più piccola, lacerandole la pelle e il pelo. Un terzo animale osserva la scena e non interviene. La femmina è riuscita a sopravvivere all'aggressione, con diverse ferite che sono state curate dallo staff veterinario della struttura.

Lo scontro ha riaperto in Usa il dibattito relativo alla detenzione di animali selvatici negli zoo, anche in quelli come la struttura di Anchorage che è nota per i suoi programmi volti alla conservazione delle specie. Lo zoo ha rilasciato un comunicato, informando i cittadini sulle condizioni dell'orsa e rilanciando il loro programma di tutela nei confronti di tutte le specie ospitate.

Nel comunicato i responsabili della struttura ricostruiscono l'accaduto: "Lo zoo dell'Alaska ha più di 57 anni di esperienza nella cura della fauna selvatica orfana e ferita, compresi gli orsi bruni di tutte le età. Questo tipo di comportamento non è stato precedentemente osservato tra questi orsi nella nostra struttura; tuttavia, sono in atto controlli nel caso in cui si verifichi di nuovo un tale incidente. Il personale ha seguito gli attuali protocolli per sostenere la sicurezza e il benessere degli animali e del nostro team. L'habitat dell'orso bruno rimarrà temporaneamente chiuso per fornire un ambiente tranquillo e a basso stress mentre gli orsi continuano ad essere monitorati".

Nel post si riporta quanto ha verificato il veterinario dello zoo: "Entrambi gli orsi sono stati esaminati a fondo in seguito all'incidente", ha dichiarato il dottor Chris Michetti. "Le sue ferite non sono pericolose e si sta riprendendo come previsto. Ha ricevuto cure tempestive e appropriate e sta rispondendo bene al trattamento".

Dal punto di vista della spiegazione del comportamento, la struttura attribuisce l'accaduto a un generico "Sono animali che rimangono selvatici e possono esibire comportamenti naturali, a volte imprevedibili. Intervenire in un conflitto attivo tra due orsi adulti presenta sfide intrinseche". Seguono poi elogi rivolti al personale per l'intervento "tempestivo"  e una rassicucarazione generale su come vengono seguiti gli animali nello zoo: "Ci preoccupiamo profondamente degli animali che ci sono stati affidati e questo incidente è stato complesso per la nostra squadra. Riconosciamo che è stato sconvolgente per coloro che ne sono stati testimoni, e condividiamo questi sentimenti. Il benessere degli orsi rimane la nostra massima priorità, insieme alla nostra continua attenzione all'intensa stagione degli orfani in corso".

Al di là del comunicato, però, rimane il dibattito aperto sulla cattività in generale delle specie selvatiche negli zoo di tutto il mondo, anche in quelli dove la tutela è finalizzata al benessere degli animali. In particolare poi la critica principale riguarda il mettere insieme animali come gli orsi bruni che in natura hanno un comportamento solitario. La cattività forza esemplari adulti a condividere recinti che, per quanto ampi secondo gli standard degli zoo, restano infinitamente più piccoli del loro habitat naturale, azzerando le vie di fuga per quelli che, come in questo caso, possono subire attacchi da conspecifici di stazza decisamente superiore.

Gli animali protagonisti della vicenda hanno ognuno una storia di detenzione diversa dall'altra ma che sono accomunati nello stesso destino di essere privati della libertà. Secondo un biologo del Dipartimento della pesca e della fauna selvatica dell'Alaska, l'orsa più piccola è un orsa bruna sequestrato l'anno scorso in un centro per animali selvatici vicino a Haines e portato allo zoo. Quello più grande invece è Izzy, un orso bruno arrivato allo zoo anni fa da cucciolo, un orfano proveniente da King Cove.

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