
La telefonata è arrivata alla polizia statale del New Jersey che non ha perso tempo e si è recata subito sulla strada I-78 a Union Township. Lì, solo lungo il bordo della carreggiata, c’era un cucciolo d’orso nero, una specie autoctona che vive nelle foreste dello stato americano. Armati di buona volontà e anche con indosso una bodycam, gli agenti si sono dati da fare e lo hanno recuperato, mettendolo in salvo rispetto al rischio molto concreto di finire sotto una macchina.
Il piccolo è stato prelevato all’interno di un fossato limitrofo alla carreggiata, in buone condizioni sebbene disorientato in assenza della madre che non è stata vista nei paraggi. L’animale è stato consegnato a un centro di recupero per le visite veterinarie e presto sarà re introdotto in natura, dopo aver acquisito le opportune competenze per la sopravvivenza nei boschi.
L’intervento umano in questi casi è sempre da valutare con accuratezza e proprio l’assenza della mamma ha indotto le forze dell’ordine a procedere con il prelievo. Non è raro che i cuccioli d’orso vengano visti da soli ma solo la certezza che non vi sia in giro la genitrice può portare, come in questo caso, alla decisione di recuperare il piccolo per garantirgli le cure necessarie ma sempre finalizzando tutta l’operazione a un ritorno nel suo habitat naturale.
L’orso nero americano, Ursus americanus, è una specie endemica in tutti gli Stati Uniti orientali ed è l’unica specie nativa di plantigrado ancora presente sul territorio. Il colore del pelo, nonostante il nome, non è sempre nero ma varia da questo colore al marrone scuro, con diverse tonalità che possono andare anche sul rossastro.
Si tratta di animali con grandi capacità adattative che prediligono i boschi ma vivono anche nelle foreste di montagna, fino ad aver “imparato” a muoversi anche in zone costiere e ai margini delle città. La zona dove il cucciolo è stato segnalato, infatti, è a grande densità abitativa, ovvero popolata dall’essere umano e dunque estremamente urbanizata.
La vita delle specie selvatiche e degli esseri umani è dunque basata su una convivenza a volte molto complessa, dovuta appunto alle abitazioni che hanno sempre di più invaso la natura, considerando però che nello Stato ci sono foreste molto grandi che consentono agli orsi di continuare a vivere nel loro habitat naturale nonostante la presenza umana.

Del piccolo orso poco si sa, ma in linea generale questi plantigradi partoriscono durante l’inverno e i cuccioli rimangono in tana fin quando iniziano le prime esplorazioni ma il comportamento prototipico è la convivenza con la madre fino anche ai due anni d’età. E’ questo l’arco di tempo in cui acquisiscono le competenze necessarie alla vita da adulti: dal procacciarsi il cibo al comprendere quali sono i pericoli da evitare, scoprendo il territorio nel quale sono nati e affiancando la mamma nelle esplorazioni quotidiane.