
Ci sono vite che sembrano tratte da romanzi o, allo stesso tempo, ci sono storie che prendono spunto da esistenze così particolari che non potevano non essere raccontate. La vita di Marcos Rodríguez Pantoja, morto il 15 agosto 2026 a 80 anni, è una di queste e descrive l'esistenza di quello che fu chiamato il "bambino selvaggio".
Un libro, intitolato "He jugado con lobos", ha reso nota la sua vicenda e nel 2010 anche il film "Entrelobos", diretto da Gerardo Olivares, ha trasposto sul grande schermo quei quasi 12 anni della sua esistenza trascorsi con i lupi nella Sierra Morena, in Spagna.
La storia di Marcos Rodríguez Pantoja fu resa pubblica quando finì proprio quel momento unico della sua esistenza in cui aveva trascorso parte della sua vita immerso nella natura e in compagnia soprattutto di un branco di lupi. Nel 1965, la Guardia Civil lo ritrovò nell'area in cui si era stanziato dopo la morte di un pastore di capre a cui era stato affidato da un proprietario terriero che a sua volta aveva "ottenuto" il bambino dalla matrigna, pare sotto la corresponsione di danaro. Quando fu ritrovato Marcos aveva 19 anni ed aveva comportamenti simili ai lupi che aveva frequentato costantemente da quando aveva solo sette anni e fino ad allora.
Si narra che la Guardia Civil ebbe molte difficoltà a portarlo via e che fu trasferito a Fuencaliente legato e imbavagliato, mentre ululava e mordeva come un lupo. La polizia non sporse mai denuncia contro il padre, che all'epoca era ancora vivo e che secondo la biografia dell'uomo quando lo riconobbe lo rimproverò solo per aver perso la giacca.
Integrarsi per il "bambino selvaggio" fu complesso e il resto della sua esistenza non è stato facile. La sua infanzia pre esperienza nella natura e lontano dalla società umana era già stata scandita dagli abusi subiti dalla matrigna e il rientro tra gli esseri umani fu altrettanto traumatico. Gli fu insegnato a parlare, a vestirsi, a camminare eretto e a acquisire le "buone maniere" degli esseri umani ma mai si sentì totalmente parte della sua specie. Al suo fianco per molto tempo c'è stato l’antropologo Gabriel Janer Manila, professore dell’Università delle Baleari, che studiò il suo caso e pubblicò anche un saggio intitolato "He jugado con lobos".
Rodríguez Pantoja visse per un lungo periodo a Maiorca lavorando in un ostello, svolse anche il servizio militare e continuò a guadagnarsi da vivere nel settore della pastorizia e in quello alberghiero. Il luogo dove maggiormente visse fu Fueringola, vicino Malaga, finché poi dopo altre peripezie decise di tornare nella Sierra Morena per incontrare di nuovo i lupi della zona. L'incontro è stato narrato nel documentario e chiaramente non c'erano più quegli animali che erano diventati la sua famiglia. In alcuni giornali locali dell'epoca, era il 2010, viene riportato il comportamento dell'uomo che riprodusse di nuovo i suoni e le posture dei lupi cui un tempo era abituato.