
I cani di quartiere sono un vero e proprio patrimonio che andrebbe tutelato. E la morte di Rex, il "cane di tutti" che ha fatto delle strade di Novoli, in provincia di Lecce, la sua casa è una storia esemplare di amicizia e convivenza fatta di libertà e rispetto.
C' è una generazione di cittadini del piccolo centro pugliese che è praticamente cresciuta con questo gentile pastorone che da ben diciannove anni gironzolava per le strade di Novoli. La sua vita è sempre stata scandita dalla libertà e dall'amicizia data e ricevuta con gli abitanti, nel segno di un profondo rispetto che fino all'ultimo momento ha caratterizzato la sua esistenza.
Il racconto di questo simbolo di libertà e convivenza tra uomini e cani è oggi nelle cronache di tutti i media locali, dove si descrive l'animo nobile di Rex e la capacità dei cittadini di rispettare la sua essenza, senza costringerlo ad una vita in canile o ad un'adozione forzata.
La sua morte ha colpito tutti e le sue spoglie sono state sepolte nel cimitero per animali “L’Ultima Cuccia”, grazie al costante interessamento da parte di chi lo ha seguito fino all'ultimo e anche all'intervento delle istituzioni con la partecipazione in prima persona dell'assessora Federica Pezzuto al momento dell'ultimo saluto.
Nella cittadina ora si parla di dedicargli anche una statua, a futura memoria perché non si dimentichi mai la sua presenza per le vie del paese e la sua generosa capacità di essere una presenza serena e costante per tutti.
La storia di Rex può sembrare unica, sia per l'età del cane che già solo per l'idea che un quattro zampe possa vivere serenamente una vita senza una dimora fissa. Eppure quelli che oggi chiamiamo "cani di quartiere" sono solo i pochi rimasti rispetto ad anni in cui i "randagi" erano parte integrante dei tessuti cittadini, anche nelle grandi metropoli.
Soprattutto per chi vive nel nord Italia il fatto che ci siano ancora animali liberi nel centro sud del Paese sembra qualcosa di lontano e che porta con sé un retaggio negativo. Il fenomeno del randagismo, in realtà, dovrebbe sempre essere spiegato in maniera chiara e bisognerebbe imparare a distinguere i casi come quelli di Rex dai soggetti che invece sono stati abbandonati o sono frutto di cucciolate dovute alla mancata attenzione da parte delle persone nel lasciar vagare animali non castrati o non sterilizzati.
L'età di Rex, poi, non dovrebbe sorprenderci perché ci sono stati anche altri casi di cani di quartiere che hanno vissuto vite lunghe e appaganti senza avere persone di riferimento fisse o vivere, appunto, confinati dentro i nostri appartamenti. A Pozzuoli, in provincia di Napoli, per vent'anni i cittadini hanno convissuto con Biondo "l'anarchico", un simbolo vivente del luogo che aveva eletto come casa il Tempio di Serapide, l'antico mercato romano che sorge nel Comune sul mare. Sui social così i suoi concittadini lo avevano salutato: "Con un salto nel vento ci lascia il nostro amato Biondo. Noi tutti non avremmo mai voluto dare questa notizia ma quel giorno è arrivato ed è oggi. Ciao Biondo l’Anarchico".
La figura del cane di quartiere è prevista in diverse leggi regionali e in Puglia è descritta nell'articolo 3 della Legge Regionale 3 aprile 1995, n. 12. In linea di massima i dettati sono sempre piuttosto simili, ovvero si prevede che i cani siano vaccinati e sterilizzati e normocomportamentali. Una volta accertate queste caratteristiche vengono reimmessi sul territorio, intestati ai Sindaci e seguiti da tutor, ovvero da cittadini volontari.