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19 Agosto 2026
16:51

A Tebe un cane mummificato accanto a due umani: per gli archeologi potrebbe simboleggiare un legame familiare

A Luxor, in una tomba egizia di 2.300-2.700 anni fa, un team di archeologi spagnoli ha scoperto i resti mummificati di un cane deposto accanto a due persone. Secondo gli esperti potrebbe essere un simbolo del forte legame familiare che c'era tra l'animale e le sue persone di riferimento.

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Il legame tra cane e uomo doveva superare tutto, senza mai portare alla separazione e fino ad andare insieme anche nell'aldilà. E'questa una delle principali interpretazioni all'interno di una ricerca a cura di un team spagnolo di archeologi che ha da poco rinvenuto in un'antica tomba egizia nella necropoli di Tebe, di fronte a Luxor, i resti di un cane mummificato insieme a quelli di 16 corpi umani che sono stati collocati nello stesso luogo di sepoltura nel corso di diversi secoli.

Il team, che studiava la terza camera della tomba TT 209, ha ritrovato il corpo dell'animale e supposto che sia stato messo accanto alle sue persone di riferimento come simbolo della profonda connessione tra la coppia sui cui era stato deposto il cane mummificato o per una pratica rituale finora sconosciuta.

La tomba fu costruita durante la XXV dinastia (754-656 a.C.) e rimase in uso fino al periodo tolemaico (305-30 a.C.). "Esaminando la disposizione dei resti umani e degli oggetti funerari, i ricercatori hanno ricostruito come generazioni di persone abbiano ripetutamente adattato la camera per nuove sepolture  e il dottor Jared Carballo-Pérez, ricercatore presso l'Università di La Laguna e co autore della ricerca, ha sottolineato che "un dettaglio particolarmente suggestivo è la presenza di un cane mummificato posto direttamente sopra le mummie di un uomo e di una donna: questo potrebbe indicare uno stretto legame tra questi individui umani e l'animale, un'idea con cui credo sia facile entrare in empatia".

Il rapporto tra cani e umani nell'Antico Egitto: cosa emerge dalla scoperta

Il team di ricerca, per spiegare la metodologia di collocazione dei resti umani e dei resti canini rinvenuti, ha svolto degli studi particolari, scavando la camera e fotografando le mummie. Sono stati realizzati anche dei disegni per comprendere esattamente quale fossero la posizione e l'orientamento in cui i corpi erano stati disposti per provare a comprendere che tipo di relazione vi fosse con il cane ma anche definire il rango sociale delle persone lì sepolte.

La collocazione privilegiata e intima del cane secondo gli archeologi potrebbe suggerire uno stretto legame tra l'animale e le sue persone di riferimento o anche riflettere un cambiamento nelle pratiche funerarie o rituali, "con un animale che assume il ruolo di psicopompo, un aiutante simbolico nel viaggio verso l'aldilà".

Questo ritrovamento, in ogni caso, aggiunge un altro tassello al lungo viaggio di co evoluzione tra cane e essere umano e soprattutto rappresenta il primo caso effettivo in cui l'animale è stato deposto appunto accanto al corpo delle persone e non come accaduto in passato del ritrovamento di resti canini inseriti accanto alle mummie come simboli votivi di accompagnamento. Nel caso di Luxor è dunque forte l'interpretazione che l'animale fosse "parte della famiglia" e che abbia seguito i suoi umani di riferimento nel viaggio verso il mondo dei morti.

I resti di questo cane risalgono a un periodo compreso tra i 2.300 e i 2.700 anni fa. Gli archeologi hanno inserito la sepoltura in un preciso arco temporale, considerando che i corpi più antichi e lo strato inferiore della sepoltura risalgono alla XXV dinastia (tra il 754 a.C. e il 656 a.C.) e che l'aggiunta di altri resti umani è proseguita fino al periodo tolemaico che si è concluso nel 30 a.C. Secondo i calcoli che sono stati fatti, il cane ha vissuto e condiviso la sua vita con le persone di riferimento durante il primo millennio avanti Cristo, in un'epoca molto più tarda rispetto ai cani dei grandi faraoni che ad oggi erano gli unici esempi di sepolture di cani che rappresentavano il legame con l'animale domestico. Un esempio noto è il cane di Amenhotep II, nella tomba KV50, la cui sepoltura risale a  più di 3.500 anni. In questo caso, però, è la prima volta che si sono ritrovati i resti del "miglior amico dell'uomo" accanto a quelli di persone comuni.

Il legame che caratterizza l'amicizia millenaria tra cane e uomo con questo ritrovamento aggiunge in fondo solo un altro tassello a un puzzle che da tempo si cerca di comporre. Studi scientifici ormai fanno risalire questo unico rapporto tra due specie diverse addirittura ad almeno 30, 40 mila anni fa.

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