E' per tutti il "Signore degli Agnelli", avendo dominato la specialità degli anelli negli anni novanta, riuscendo a dare all'Italia una medaglia d'oro olimpica nella ginnastica alle Olimpiadi di Atlanta 1996, 32 anni dopo la vittoria di Menichelli nel corpo libero alle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Ma Jury Chechi non è solo questo: è un uomo, ancor prima che atleta e campione, dal cuore d'oro. E' notizia di queste ore, infatti, che metterà all'asta i suoi trofei sportivi per dare la possibilità alla palestra "Etruria" dove ha iniziato ad allenarsi, di poter continuare l'attività.

Tengo molto ai miei trofei ma li metto all’asta per una buona causa. La palestra dove ho iniziato è in grave difficoltà e serve al più presto un nuovo impianto elettrico. È una piccola cosa la mia…ma spesso sono le piccole cose a fare la differenza

Una decisione sicuramente sofferta, ma gratificante per l'ex campione azzurro: base d'asta stabilita per portarsi a casa i trofei di Jury Chechi sarà la cifra simbolica di 19,96 centesimi. Non un prezzo a caso ma un chiaro riferimento al 1996, anno delle Olimpiadi di Atlanta che lo videro protagonista entrando per sempre nella storia della ginnastica.

L'incredibile bacheca del campione italiano

43 titoli di vario genere tra coppe e medaglie più due onorificenze, una del 2004 quale "Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana" seguita a quella ottenuta nel 1992 con il  "Collare d'oro al merito sportivo". Poi, ben 26 medaglie d'oro (di cui sei nei Giochi del Mediterraneo 1991, ad Atene e il gradino più alto ad Atlanta nel 1996); 4 argenti, 5 bronzi. Oltre a tutto questo, 6 vittorie nei Concorsi generali dei campionati italiani più un titolo a squadre.

"Jury Chechi è affezionato alla sua città e alla palestra Etruria. Ha capito che questo è un momento di grande difficoltà e così si è messo in gioco per aiutarci", ha dichiarato con entusiasmo ed orgoglio la presidente della palestra "Etruria", Grazia Ciarlitto.