Il 31 gennaio l'Istat ha pubblicato il dato sull'andamento del PIL nel quarto trimestre. Risultato: -0,2% e alert Italia. Il dato in questione era uno dei più attesi, in quanto dà un'idea sullo stato di salute dell'economia italiana. Il Presidente del Consiglio Conte, di contro, ha assicurato che "sarà un 2019 bellissimo".

Proviamo ad analizzare il tema: prima di cominciare c'è da precisare che, seppur attendibile, quello pubblicato non è il dato effettivo ma una Stima Preliminare, ovvero un'approssimazione basata sui dati disponibili del trimestre più recente.

Fonte Istat
in foto: Figura 1

Cosa comporta questo dato?  

Secondo i tecnici, quando il PIL fa registrare un periodo di due trimestri consecutivi negativi, un Paese è in recessione tecnica. Il dato del terzo trimestre, infatti, è stato -0,1%. Questo vuol dire semplicemente che l'economia non sta crescendo ma non dice nulla sull'intensità e la gravità della recessione.

Se osserviamo il grafico, infatti, nel 2011 l'economia italiana è stata destabilizzata da due trimestri consecutivi di recessione ben più violenti che hanno portato ad un innalzamento importante anche dello spread.

Perché la recessione tecnica può essere pericolosa?

Figura 2
in foto: Figura 2

Manuali di economia politica alla mano e senza generare allarmismi, l'ipotesi di una depressione è concreta.

La recessione tecnica fa parte delle quattro fasi di un ciclo economico, che comprende la fase di depressione, ripresa e prosperità.

Se insieme alla crescita negativa del PIL si aggiungesse anche una crescita importante della disoccupazione, potremmo affermare che l'economia è in depressione.

Nel 1923 l'economista americano Kitchin ha rilevato l'esistenza di cicli economici minori che durano circa 3 anni e mezzo. Nel caso italiano, come possiamo osservare nella Figura 1, l'economia è cresciuta costantemente per tutto il 2015, 2016, 2017 e per due trimestri del 2018 per poi cadere in recessione.

Se uniamo la teoria e l'evidenza dei dati, pare proprio che una fase di depressione, seppur di breve periodo e facendo i dovuti scongiuri, potrebbe essere un'ipotesi reale.

Se non bellissimo, sarà un 2019 interessante. Per gli economisti s'intende.