Una carta Pokémon sta creando molti problemi ai collezionisti: il piccolo mistero del Mew RGB
C’è una carta che sta mandando in delirio i collezionisti di carte Pokémon. In realtà sono tre. Ritraggono tutte Mew, ma ciascuna è di uno specifico colore: rosso, verde e blu. Per questa ragione, gli appassionati le hanno ribattezzate Mew RGB. Sigls composta da “Red, Green e Blue”, RGB indica il modello di colore digitale che combina luce rossa, verde e blu per creare le diverse tonalità. Dietro queste carte c’è YOSHIROTTEN, artista noto per i suoi lavori sperimentali con luci e colori. Questo ha spinto diversi utenti su Reddit e sui social a unire tramite programmi di grafica i colori delle singole carte. Secondo questi test, il risultato sarebbe il rosa, colore del Pokémon leggendario Mew. Al momento, però, è solo una teoria.
Le carte fanno parte dell’espansione per il 30° anniversario dei Pokémon. Tuttavia, non sono state annunciate con la checklist ufficiale. Sono rimaste nascoste fino a quando i primi appassionati non hanno cominciato a trovarle nelle bustine. Data la grafica particolare, quasi glitchata, i primi fortunati hanno pensato di avere davanti una carta stampata male. Il mistero ha contribuito a rendere le Mew RGB ancora più ricercate. Sono carte estremamente rare. Tra le stime circolate online, pare che è possibile trovare una carta Mew RGB ogni 20.000. Nelle prime settimane, quando erano stati trovati pochissimi esemplari, una singola Mew RGB è arrivata a valere circa 20.000 dollari. Con la comparsa di altre copie, il prezzo si è ridimensionato e oggi le valutazioni si aggirano dai 2.000 ai 4.000 euro per carta.
Il legame tra Mew RBG e i vecchi videogiochi Pokémon
Dietro i tre Mew RGB ci sono riferimenti precisi alla storia dei Pokémon. Intanto, rosso, verde e blu sono i colori dei primi videogiochi della serie usciti su Game Boy in Giappone nel 1996. Pokémon Rosso e Verde furono pubblicati il 27 febbraio, mentre Pokémon Blu arrivò successivamente nello stesso anno. In Occidente arrivarono solo le versioni Rosso e Blu. Ma le citazioni non si fermano ai nomi e ai colori. La scelta di avere Mew come protagonista delle carte aggiunge infatti un'ulteriore chiave di lettura, legata agli esordi del franchise pubblicato da Nintendo.
Quando Pokémon Rosso e Verde erano ormai nelle fasi finali dello sviluppo, nella cartuccia per Game Boy rimasero appena 300 byte di spazio libero. Il programmatore Shigeki Morimoto decise allora di utilizzarli per inserire Mew, così, per divertimento. “Era uno scherzo a cui tutti, fino a Tajiri-san [il creatore dei Pokémon NdA], avevano partecipato”, ha raccontato anni dopo in un’intervista per Nintendo. Il Pokémon non doveva però essere mostrato ai giocatori. Rimase nascosto nei dati del gioco, finché un bug permise ad alcuni di farlo comparire. Nintendo e Game Freak decisero allora di trasformare il mistero in un evento promozionale.
Nell’aprile del 1996, la rivista giapponese CoroCoro Comic annunciò un concorso: venti giocatori avrebbero ricevuto Mew direttamente nella propria cartuccia. Le candidature furono circa 78.000. Nelle settimane successive, Pokémon raggiunse il primo posto nelle classifiche settimanali oltre un anno e mezzo dopo l’uscita. Dopo questa storia, è difficile non vedere un’analogia con le tre carte RGB: come Mew era stato nascosto nel codice dei primi giochi Pokémon, anche queste carte sono rimaste segrete. In entrambi i casi, sono stati gli utenti a scoprire la verità, per caso.