SpaceX sbarca in Borsa, il broker Bobbio: “Azioni acquistabili anche dall’Italia, ma non sarà facile averle”

La quotazione in Borsa di SpaceX è ormai alle porte e l’interesse degli investitori cresce anche in Italia. Molti si chiedono se sarà possibile acquistare le azioni della società fondata da Elon Musk e come accedere a quella che si preannuncia come la più grande IPO della storia. Secondo Marco Bobbio, consulente finanziario ed esperto di mercati internazionali, il vero ostacolo potrebbe non essere la possibilità di investire, ma riuscire a ottenere le azioni in fase di collocamento. “Parliamo di una quotazione destinata ad attirare un interesse straordinario, la domanda sarà enorme e potrebbe superare di molto le azioni disponibili” spiega Bobbio a Fanpage.it. “Per questo, molti investitori potrebbero ricevere meno azioni di quelle richieste”.
SpaceX debutterà al Nasdaq il 12 giugno con un prezzo fissato a 135 dollari per azione. L’azienda prevede di collocarne circa 555,6 milioni, raccogliendo fino a 75 miliardi di dollari. Circa un quarto dell’offerta potrebbe essere destinato agli investitori privati, una percentuale superiore a quella normalmente riservata ai piccoli risparmiatori nelle grandi IPO, ma che potrebbe comunque non bastare.
“Bisogna considerare che Musk collocherà sul mercato soltanto una piccola quota della società, intorno al 4-5%” osserva Bobbio. “Se le richieste supereranno le azioni disponibili, entrerà in gioco il cosiddetto riparto. In pratica, chi partecipa all’IPO potrebbe vedersi assegnare solo una parte dei titoli richiesti o, addirittura, nessuno. È una situazione abbastanza comune nelle quotazioni che attirano un interesse così elevato”.
Ma un investitore italiano può partecipare direttamente all’IPO di SpaceX?
In linea di massima sì. Il collocamento è gestito da grandi banche d’affari a cui è stata affidata l’operazione, come JP Morgan, UBS e Deutsche Bank. Gli investitori possono accedere all’IPO attraverso broker specializzati nelle offerte pubbliche iniziali negli Stati Uniti, intermediari che hanno la possibilità di richiedere l’assegnazione delle azioni e distribuirle successivamente ai sottoscrittori. Tra questi ci sono operatori come Fidelity e Robinhood, ma anche alcune banche italiane che hanno accordi con queste realtà e consentono di richiedere la sottoscrizione dei titoli.
L’alternativa è acquistare le azioni dopo il debutto in Borsa. Dal 12 giugno, primo giorno di contrattazione, qualsiasi investitore potrà comprare direttamente il titolo sul Nasdaq attraverso la propria banca o una piattaforma di trading online. Dall’Italia è un’operazione piuttosto semplice per chi ha familiarità con questi strumenti.
Per chi compra dopo il debutto c’è il rischio di trovare un prezzo più alto?
Sì, è possibile. Il prezzo potrebbe salire rispetto a quello dell’IPO proprio perché la domanda attesa è molto elevata. Bisognerà quindi vedere come reagirà il mercato nei primi giorni di contrattazione.
Per un investitore italiano può essere un affare acquistare azioni di SpaceX?
Il settore aerospaziale è sicuramente tra quelli che oggi attirano maggiormente l’interesse degli investitori, così come, più in generale, le società tecnologiche e dell’intelligenza artificiale, che sono lo spirito del momento. Questo significa che aziende come SpaceX tendono a essere valutate a prezzi molto elevati, perché il mercato punta soprattutto sulla loro crescita futura. Il punto sarà capire se SpaceX riuscirà a crescere quanto oggi il mercato si aspetta.
Questo per dire che il titolo rischia di perdere subito terreno?
No, anzi. Credo che ci siano buone possibilità che inizialmente il titolo faccia bene. SpaceX gode di un forte appeal tra gli investitori e anche la figura di Elon Musk attira molta attenzione sul mercato. Naturalmente in Borsa non esistono certezze, ma ritengo che il debutto sarà accolto positivamente.
Considerando poi l’importanza di SpaceX nel settore aerospaziale, a contribuire alla domanda ci saranno anche fondi ed ETF specializzati, che potrebbero dover inserire il titolo nel proprio portafoglio per allinearsi ai rispettivi benchmark. Questo potrebbe sostenere ulteriormente le azioni nelle fasi iniziali della quotazione, con il risultato che molti investitori potrebbero ritrovarsi SpaceX nei fondi già sottoscritti, senza aver mai acquistato direttamente le azioni della società.
Qual è il vero valore di SpaceX?
Dietro SpaceX ci sono certamente le ambizioni di Elon Musk per la Luna, Marte e l’esplorazione spaziale, ma c’è anche Starlink, la divisione che si occupa di internet satellitare e che oggi rappresenta il vero motore economico del gruppo. Alcuni analisti arrivano ad attribuire al solo business di Starlink un valore compreso tra 300 e 500 miliardi di dollari.
La ragione è che Starlink opera in un settore con enormi prospettive di crescita. La sua rete satellitare può fornire connessione praticamente ovunque sulla Terra, comprese le aree non raggiunte dalle infrastrutture tradizionali. Ma c’è anche un aspetto strategico: le comunicazioni satellitari stanno assumendo un ruolo sempre più importante sia in ambito civile sia in quello militare, come si è visto anche durante la guerra tra Russia e Ucraina, a cui si aggiungono le applicazioni nel trasporto marittimo, nell’aviazione e in molti altri settori.
È per questo che Starlink viene considerata la vera cassaforte di SpaceX: dietro la visione dell’esplorazione spaziale c’è un’attività che già oggi genera ricavi e sostiene economicamente il gruppo.
Nonostante la quotazione, alla guida di SpaceX resterà sempre e soltanto Elon Musk: può essere un rischio per gli investitori?
Musk ha deciso di collocare in Borsa soltanto una piccola quota della società, intorno al 5%, proprio perché non vuole perdere il controllo dell’azienda né diluire il proprio potere decisionale. Dopo l’IPO manterrà comunque circa l’84% del diritto di voto , mentre l’operazione gli consentirà di raccogliere capitali dal mercato senza interferenze significative nella gestione della società.
D’altra parte, è proprio la figura di Musk a rappresentare una delle principali ragioni dell’interesse attorno a questa quotazione. Stiamo parlando della più grande IPO della storia e di un’operazione destinata ad attirare risorse da tutto il mondo. Per questo molti investitori saranno disposti ad accettare un modello in cui il fondatore continua ad avere un ruolo dominante.