Rispondi a un tuo contatto e ti rubano il profilo WhatsApp: come riconoscere la truffa della ballerina

Da qualche settimana è tornata a girare su WhatsApp la "truffa della ballerina", soprattutto in provincia di Reggio Emilia, dove sono finiti nella rete dei cybercriminali decine di persone, tra cui anche alcuni sindaci, in un pericoloso effetto domino.
Come avevamo già spiegato l'anno scorso su Fanpage.it, la truffa della ballerina è piuttosto insidiosa in quanto arriva da un numero salvato in rubrica e il messaggio esca sembra davvero molto innocuo. All'inizio infatti alla vittima non vengono chiesti denaro o dati sensibili, ma soltanto di partecipare a un innocente sondaggio per permettere a una bambina di essere selezionata in un corso di ballo. In realtà quel sondaggio altro non è che la porta di accesso con cui l'hacker si impossessa dell'account WhatsApp della vittima, privandola del controllo sul suo account e tutti i suoi contatti.
Se sei stato vittima di truffe online come questa, condividi la tua storia con noi. Puoi farlo anche in forma anonima cliccando qui. Raccontare la tua storia può aiutarci a diffondere più consapevolezza sui rischi online ed evitare che altre persone finiscano nella rete dei cybercriminali.
Come funziona la truffa della ballerina
Il messaggio che sta girando in queste settimane è in realtà lo stesso di sempre, con qualche piccola variazione. Anche se è nota da tempo, questa truffa continua a mietere vittime proprio perché non è così facile riconoscere la natura malevola del messaggio da cui tutto parte. Per due motivi: per prima cosa arriva da un numero salvato tra i contatti, quindi la vittima crede che a inviarglielo sia quella data persona, inoltre non è un messaggio impersonale, ma il cybercriminale si rivolge alla vittima usando il suo vero nome, cosa che rende il tutto molto credibile.
Il testo del messaggio segue più o meno questa falsa riga: "Ciao (nome). Ti chiedo un piccolo favore: vota per Francesca. È la figlia dei miei amici e il premio in palio è un corso di danza gratis, che per lei conta tantissimo". Il messaggio riporta poi un link a cui l'utente dovrebbe accedere per votare. Come segnala la Polizia Postale, quel collegamento rimanda a una pagina che chiede di inserire il proprio numero di telefono e un codice che arriva via SMS. È proprio attraverso questi passaggi che in realtà l'utente perde il controllo sul suo profilo WhatsApp. È lo stesso schema della truffa del codice a sei cifre e altre truffe simili. Il risultato è che il cybercriminale entra in possesso del profilo WhatsApp e di tutti i suoi contatti. Può usare il nome della vittima per scrivere a chiunque voglia.
Come si innesca l'effetto domino
Si crea poi un pericoloso effetto a catena, in quanto una volta ottenuto l'accesso i truffatori utilizzano il numero della vittima per inviare altri messaggi di questo tipo e perpetuare lo schema della truffa o mettere a segno altre truffe. Ad esempio – spiega la Polizia Postale – i truffatori sfruttano l'identità della vittima per scrivere ad amici e familiari per chiedere denaro fingendo un'emergenza.
Come spiega il Corriere della Sera, diversi cittadini in provincia di Reggio Emilia hanno perso il loro account a causa di questa truffa, l'accesso a tutti i contatti e alla cronologia. Tra le vittime ci sono anche il primo cittadino di Sant’Ilario d’Enza, Marcello Moretti, e il sindaco di San Polo d’Enza, Franco Palù, che ha denunciato la truffa subita ai carabinieri.
Come proteggersi
Lo scopo di questa truffa, almeno quello iniziale, è impossessarsi del profilo WhatsApp delle vittime così da sfruttare la loro identità per inviare altri messaggi malevoli o compiere altre truffe. Per questo l'unico modo – spiega la Polizia Postale – per proteggersi è non cliccare mai link che ci arrivano su WhatsApp, anche se provengono da numeri noti. Soprattutto non bisogna mai inserire il proprio numero né codici arrivati via SMS su pagine web che non conosciamo.
Se WhatsApp si disconnette all'improvviso e ci arriva una notifica dall'app che ci chiede di confermare il cambio numero, probabilmente siamo finiti in una truffa, quindi non bisogna mai accettare ma si deve procedere con il recupero dell'account. Un altro suggerimento per proteggerci da questo tipo di truffe è quello di attivare l’autenticazione a due fattori (PIN WhatsApp) direttamente dalle impostazioni di WhatsApp. Nel caso in cui ci vengano segnalati messaggi da parte nostra (di cui non siamo a conoscenza), la prima cosa da fare è avvisare tutti i nostri contatti in modo da proteggerli da altri tentativi di truffa, segnalare alla Polizia postale l'accaduto e seguire le procedure ufficiali per il ripristino dell’account.