Polymarket rimuove le scommesse sulle possibilità di un attacco nucleare: cosa è successo

Nel pieno delle tensioni seguite ai raid di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, Polymarket ha deciso di chiudere uno dei mercati più controversi ospitati sulla piattaforma che permetteva di scommettere sulla possibilità che un'arma nucleare venisse fatta detonare nel corso dell'anno.
L'impennata degli scambi, unita al clamore generato sui social media dopo l'escalation militare in Medio Oriente, con l'Iran che ha iniziato a colpire indiscriminatamente i Paesi vicini e l'impiego di nuove inquietanti armi guidate dall'intelligenza artificiale, sembra aver spinto la società a fare un passo indietro.
La puntata sulla catastrofe atomica
La scommessa era stata denominata "Detonazione di un'arma nucleare da parte di…?", aveva attirato un'intensa attività di trading, con volumi che avevano superato abbondantemente gli 800.000 dollari. Dopo poche ore dall'apertura dello spazio per le relative puntate, la pagina è stato cancellata.
Almeno fino alle 12.45 di questa mattina la la piattaforma indicava una probabilità del 22% che un ordigno nucleare potesse esplodere entro la fine dell'anno. dal 31 marzo al 30 giugno, fino a orizzonti più lontani come il 2027. Lo stesso profilo X di Polymarket aveva rilanciato questa quotazione, ma anche il post è stato rimosso.
Perché la scommessa è stata rimossa
La decisione arriva dopo una crescente ondata di critiche nei confronti di una piattaforma già reputata molto controversa per la regolamentazione poco trasparente e la gestione di informazioni che possono influenzare il mercato in modo arbitrario.
Intervistato da Decrypt, testata specializzata nel settore delle criptovalute, l'analista di mercato Dustin Gouker ha infatti spiegato come l'apertura di uno spazio dove poter speculare persino sull'uso di armi nucleari – soprattutto in un periodo "caldo" come quello attuale abbia sollevato gravi interrogativi etici difficili da ignorare. Anche qualora tali mercati offrissero effettivamente delle indicazioni veritiere sulle aspettative degli utenti, la natura della scommessa, ossia un probabile olocausto nucleare, rischia di trasformare uno scenario catastrofico in un'opportunità di profitto. Troppo persino per gli squali della cripto-finanza.
I problemi pratici e l'ipotesi dell'armageddon
Oltre al piano morale, emerge poi quello tecnico. In teoria, piattaforme come Polymarket aggregano le aspettative degli operatori e traducono le puntate in una probabilità: più denaro confluisce su un determinato esito, più alta sarà la percentuale che quella previsione si concretizzi. Lo abbiamo visto anche per eventi ben meno seri, come il Festival di Sanremo. Una settimana fa la pagina dedicata dava le maggiori chances di vittoria al duo Fedez-Masini perché la maggior parte degli utenti stava puntando su di loro.
Questo meccanismo, però, presuppone un'ampia partecipazione e una distribuzione equilibrata delle scommesse. Quando il mercato è poco liquido, cioè caratterizzato da volumi ridotti e da un numero limitato di partecipanti, bastano poche operazioni di importo significativo per alterare sensibilmente le quotazioni di un evento. Tale dinamica espone il sistema al rischio del cosiddetto insider trading, dove soggetti in possesso di informazioni privilegiate possono "drogare" le puntate per aumentare il proprio guadagno.
Tra i vari commenti alla strana operazione di Polymarket, qualcuno suggerisce poi un'ipotesi alternativa, a metà strada tra una battuta e un'inquietante premonizione: forse la piattaforma ha cancellato la scommessa perché anche se la profezia si avverasse, nessuno potrebbe sopravvivere per ritirare la vincita.
Scommesse sospette prima degli attacchi
A rafforzare i dubbi sull'opportunità di consentire scommesse su eventi geopolitci c'è anche la questione relativa alle strane giocate effettuate alla vigilia degli attacchi missilistici contro il regime di Teheran. Un'analisi del New York Times ha mostrato come nelle ore precedenti agli attacchi oltre 150 account avrebbero piazzato scommesse a quattro cifre pronosticando un imminente intervento americano, per un totale di circa 855 mila dollari.
Anche Fanpage.it ha raccontato come, stando all'approfondimento condotto dalla società di intelligence blockchain Bubblemaps SA, sei account creati poco prima dei raid avrebbero guadagnato circa 1 milione di dollari scommettendo sull'attacco americano.