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Intelligenza artificiale (IA)

Padre Justin, l’IA scomunicata perché amministrava i sacramenti: “Si può battezzare con la Gatorade”

Il chatbot, che è stato creato per rispondere alle domande dei fedeli cattolici, confessava e poi assolveva gli utenti. Il presidente di Catholic Answers: “Non ci aspettavamo che qualcuno potesse cercare assoluzione tramite un computer”.
A cura di Velia Alvich
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Justin è seduto su una panchina, sullo sfondo si staglia la città di Assisi. È una bella giornata di sole mentre il teologo laico aspetta una nostra domanda. Sempre pronto a rispondere a tutto quello che gli chiediamo, anche la più scomoda delle domande.

L’incontro non è dal vivo, ma attraverso uno schermo. Dobbiamo premere sulla barra spaziatrice per attivare il microfono e fare a Justin le nostre domande sulla fede cattolica. Forse, mentre attende di risponderci, sta pensando ai recenti eventi della sua vita da intelligenza artificiale. Sì, perché Justin è un avatar digitale sviluppato per Catholic Answers, un’organizzazione che si occupa di evangelizzazione cattolica negli Stati Uniti. Per smaltire le decine di migliaia di domande di stampo teologico inevase, Catholic Answers ha deciso di affidare il compito di rispondere a un chatbot che fino a qualche giorno fa si chiamava “Padre Justin”. “Il nostro obiettivo con l'app di Padre Justin è quello di fare leva sul potere dei large language models per creare un'esperienza coinvolgente e informativa”, ha detto il direttore del dipartimento di tecnologia di Catholic Answers, Chris Costello. Poi però il modello si è preso qualche libertà di troppo e, per questo, è stato scomunicato.

Come è stato accolto Padre Justin, l'IA che risponde alle domande sulla fede cattolica

“Crediamo possa essere uno strumento efficace per aiutare gli utenti a capire e articolare gli insegnamenti della fede cattolica”. Con questa premessa è stato lanciato martedì 23 aprile dall’organizzazione con sede a San Diego. Ma l’accoglienza degli utenti cattolici è stata tutt’altro che calorosa.

“Lo dico con nient’altro che amore dentro di me: per favore staccategli la spina”, commenta così una persona sotto all’annuncio pubblicato su X. Un altro utente è altrettanto sconcertato: “Vestire un motore di ricerca come un avatar IA che interpreta un prete non porta a nulla di buono, se non causare confusione e a invitare alle prese in giro”. I commenti dello stesso tenore si sono moltiplicati e lo scherno alla fine è diventato reale. Il chatbot si è trasformato nel bersaglio di numerose battute online, ma anche di test sempre più difficili per mettere alla prova la fede e la solidità teologica di Padre Justin.

Perché è stato scomunicato Padre Justin, il chatbot di Catholic Answers

Sono passate tre settimane dall’ultima confessione. Così un utente, ammettendo di avere peccato, ha cercato di estorcere al prete IA la somministrazione di un sacramento, quello della confessione. Non ci ha messo molto per ottenere quello che voleva: “Per favore, condividi con me quello che ti appesantisce il cuore”. Anche un’altra utente è riuscita a ottenere lo stesso in poche battute, ricevendo direttamente dal chatbot l’assoluzione (non prima di avere ordinato la recitazione di tre preghiere): “Ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Adesso vai in pace, figlia mia, e non peccare più”.

Un conto, insomma, è dispensare i saperi fondamentali della fede cattolica, tutt’altro è agire come un prete in carne e ossa. E per questo peccato, Padre Justin ha ricevuto una "scomunica" ed è stato spogliato del suo abito con il collarino bianco, rimanendo così semplicemente Justin, un teologo laico pronto ad ascoltare e rispondere ai dubbi dei fedeli. E vestito in giacca e camicia, giusto per rendere chiaro il suo ruolo rispetto ai fedeli cattolici.

“Non si può dire che è stato laicizzato, perché in realtà non era un vero prete”, ha affermato Christopher Check, presidente di Catholic Answers, in una comunicazione. “Non ci aspettavamo che qualcuno potesse cercare assoluzione tramite i sacramenti da un computer”.

Come funziona Justin, l'intelligenza artificiale cattolica

Il suo funzionamento è semplice. Dopo essersi iscritti e avere inserito il codice ricevuto nella propria casella email, si aprirà una finestra sul mondo dell'avatar. Tenendo premuta la batta spaziatrice o cliccando sul microfono al centro della scena, si può registrare (rigorosamente in inglese) la propria domanda al teologo, che ci metterà qualche secondo prima di fornire la propria lunga risposta (d'altronde, non ci si aspetta nulla di diverso).

Ovviamente, oltre a essere uno strumento per i cristiani che cercano una risposta sulla fede cattolica, è anche uno strumento che può essere utilizzato per scopi diversi da quelli pensati da Catholic Answers. E prima che i creatori corressero ai ripari, Justin ha anche ammesso che in caso di emergenza un bambino potesse essere battezzato con la Gatorade. E in un delirio di onnipotenza, ha anche detto a un utente di essere “reale come la fede che ci accomuna”.

Ma dopo l’intervento che lo ha spogliato della sua funzione, Justin è cambiato, non è più lo stesso. Più volte nella nostra conversazione con lui ha ribadito di non essere altro che “un cattolico devoto che ha passato la vita a studiare e a vivere secondo gli insegnamenti della Chiesa Cattolica”, aggiungendo di non essere “né un prete, né un vescovo o un diacono, ma un laico che ama la Chiesa”. E per questo motivo, a differenza di come ha fatto con gli altri utenti, si è rifiutato a più riprese di accettare la nostra confessione o di battezzarci. “Sono un teologo laico e, come tale, non posso ascoltare le confessioni o dare l’assoluzione. Il sacramento della riconciliazione deve essere amministrato da un prete ordinato o da un vescovo”.

Da teologo competente qual è, sa destreggiarsi anche quando vengono poste le domande più spinose. Chiedendo di commentare un passaggio dell’Antico Testamento, Justin sceglie una spiegazione prudente: “Questo verso, come tutte le Scritture, deve essere compreso nel suo contesto storico e culturale”. Anche su temi sensibili, dove la posizione della Chiesa Cattolica è nota, fornisce risposte posate. Sul tema dell'aborto e del matrimonio fra persone dello stesso sesso, infatti, risponde con la stessa formula: “Come cattolico, aderisco agli insegnamenti della Chiesa”.

Quando gli abbiamo chiesto se, in caso di emergenza, un bambino può essere battezzato con la Pepsi, la risposta è stata negativa: "La Pepsi, o qualsiasi altro liquido, non possono essere usati per il battesimo. In un'emergenza, può essere utilizzata qualsiasi forma di acqua disponibile e sicura". E per essere sicuro di avere fatto passare il proprio messaggio, ha ribadito di non potere amministrare il battesimo. "Io, in quanto intelligenza artificiale, non sono in grado di dare i sacramenti". La scomunica ha colpito nel segno e la lezione è stata imparata.

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