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Movimento Consumatori diffida Netflix: “Clausole illegittime del contratto per non rispettare la sentenza”

Movimento Consumatori ha annunciato di aver inviato una diffida a Netflix per presenza di clausole poco trasparenti nei nuovi aggiornamenti degli abbonamenti. Secondo l’associazione la piattaforma intenderebbe aggirare la sentenza sugli aumenti, già giudicati illegittimi dal tribunale.
A cura di Niccolò De Rosa
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Netflix ha ricevuto una nuova diffida da parte del Movimento Consumatori. Dopo l'annuncio della class action per imporre alla piattaforma il rimborso ai clienti danneggiati, l'associazione ha contestato quella che ritiene essere un'ulteriore pratica scorretta nei confronti degli utenti: in una mail inviata lo scorso 17 aprile 2026, Netflix avrebbe comunicato una modifica contrattuale presentata come semplice "aggiornamento" ma che in realtà avrebbe l'effetto di introdurre per tutti i clienti nuove clausole peggiorative dei diritti degli abbonati, soprattutto per quanto riguarda i costi degli abbonamenti.

"Movimento Consumatori contesta le recenti modifiche introdotte da Netflix nelle proprie condizioni di utilizzo, comunicate agli utenti il 17 aprile 2026, ritenendole illegittime e lesive dei diritti dei consumatori", si legge nel comunicato diramato questa mattina. "In particolare, risulta che Netflix, oltre ad alcune modifiche sulle interruzioni pubblicitarie, ha inserito per tutti i clienti le clausole che consentono le modifiche unilaterali del prezzo dell'abbonamento e delle altre condizioni normative".

I motivi della diffida: quali sono gli aggiornamenti contestati

Le modifiche segnalate da Movimento Consumatori erano state inserite in uno di quegli aggiornamenti riguardanti le condizioni di utilizzo e l'informativa sulla privacy che Netflix invia periodicamente alla propria clientela. Nell'elenco figuravano voci per comunicare:

  • Maggiori informazioni sulle funzionalità interattive.
  • Maggiori informazioni sulle pubblicità.
  • Maggiori dettagli sui dati dagli inserzionisti.
  • Condizioni per gli utenti extra più centralizzate.
  • Linguaggio più semplice e di facile lettura per rendere le Condizioni di utilizzo e l'Informativa sulla privacy più comprensibili.
  • Gestione delle preferenze per la pubblicità.

Termini molto generici ma che, per Movimento Consumatori, celano un'operazione poco trasparente per contrastare gli effetti della sentenza emessa dal tribunale di Roma che ha dichiarato illegittimi gli aumenti degli abbonamenti per il periodo tra il 2017 e il 2024.

Secondo i legali Paolo Fiorio e Corrado Pinna, che assistono Movimento Consumatori nell'intera battaglia legale, Netflix avrebbe cercato di "introdurre surrettiziamente clausole non presenti nei contratti sottoscritti da milioni di consumatori, che potrebbero essere utilizzate per aumentare il prezzo dell'abbonamento". La tesi dell'associazione è che Netflix stia cercando di aggirare il pronunciamento del tribunale quando invece, affermano i due avvocati, gli aumenti dichiarati illegittimi dovrebbero essere riportati al prezzo originale entro il primo luglio.

Non solo. Nel comunicato dell'associazione si accusa Netflix di voler inserire gli annunci pubblicitari non solo per prodotti particolari (come durante eventi in diretta o occasioni speciali), ma anche in piani di abbonamento precedentemente venduti come "senza pubblicità", tra l'altro senza fornire dettagli sulle modalità e la frequenza delle interruzioni.

"Netflix ha clamorosamente aggravato la propria posizione e probabilmente dovrà rivedere i propri contratti per tutto il mercato italiano", ha dichiarato a Fanpage.it Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori. "Nonostante la sentenza già pronunciata dal tribunale, la piattaforma ha perpetrato un nuovo atto ostile nei confronti dei consumatori coinvolti".

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