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L’Europa sostituisce Google con Qwant, un piccolo motore di ricerca francese: lo abbiamo provato

L’Unione Europea si prepara cambiare il motore di ricerca predefinito per i pc del Parlamento Europeo: a prendere il posto di Google sarà Qwant, un software francese. Lo abbiamo testato per capire le differenze con il concorrente ben più noto.
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Dalle cronache viene raccontato come un atto simbolico. La Commissione Europea ha deciso che il motore di ricerca predefinito nei pc del Parlamento Europeo non sarà più Google ma Qwant, un software sviluppato in Francia che al momento copre una minuscola fetta di mercato. Giusto qualche dato: nei dati raccolti da StatCounter la quota di Google nel mercato dei motori di ricerca è fissa al 90,39%. Troviamo poi Bing al 5,03%, Yahoo! all'1,4% e poi Yandex e DuckDuck Go. E questo nonostante ci sia stato un interesse per DuckDuck Go nelle ultime settimane, legato soprattutto alla possibilità di utilizzare ricerche senza intelligenza artificiale.

Insomma. L'impatto di Qwant non compare nemmeno nei dati globali. La Commisisone Europea ha scelto di lanciare questo segnale mentre presentava un pacchetto di provvedimenti legati al Tech Liberation Day, un momento celebrato il 3 giugno da cui dovrebbe partire la grande rivoluzione tecnologica italiana. Abbastanza chiaro l'obiettivo: la Commissione Europea vuole iniziare un percorso per costruire un ecosistema digitale autonomo che non dipenda dalla Big Tech degli Stati Uniti o della Cina. Certo, la Silicon Valley non si crea in un giorno.

Difficile che l'installazione di Qwant nei pc aziendali cambi di molto le quote di mercato. Il motore di ricerca è solo installato di default, un'operazione che probabilmente viene fatta durante le fasi di inizializzazione del pc. Non è un blocco. Qwant si potrà sempre sostituire con Google o con un altro motore di ricerca in qualsiasi momento.

Come funziona Qwant: è molto simile a Google

Abbiamo provato Qwant da smartphone. Lo sviluppo di questo software è abbastanza lungo. Le prime versioni diffuse al pubblico le troviamo nel 2013. L'obiettivo dichiarato è quello di costruire un motore di ricerca che punti sulla privacy, senza una pubblicità basata sulla raccolta di dati dagli utenti. Abbiamo fatto qualche test, sia nella versione app che in quella da desktop.

Qwant è molto simile a Google. E con questo siamo generosi perché il motore di ricerca francese di fatto sembra una copia carbone di Big G. Il claim è: "Il motore di ricerca che non sa niente di te". E ancora: "Non vendiamo i tuoi dati personali" e "Non conserviamo i tuoi dati sulle ricerche". A questo punto il resto procede da copione. C'è una barra di ricerca dove digitare delle parole chiave e poi si accede alle pagine con le ricerche.

La divisione nelle ricerche segue la stessa partizione di Google. Cercando "Delitto Garlasco" troviamo prima un Carousel di notizie, poi i risultati legati alle singole pagine web. Abbiamo cercato questa chiave per vedere come se la cava Qwant con la mole enorme e aggiornata dei risultati. È abbastanza accurato, mette insieme notizie appena battute e pagine più consistenti come Wikipedia. Solo la scelta delle fonti delle news sembra meno studiata rispetto a Google. Nulla da rilevare nemmeno per le altre sezioni, forse l’unica differenza è sui video. Mentre Google mette insieme fonti diverse, Qwant sembra privilegiare solo YouTube. Tra l'altro un po' in antitesi con l'idea del progetto visto che YouTube è di proprietà di Google. Altra differenza: al momento non ci sono tracce evidenti di opzioni basate sull'IA.

Alla fine Qwant sembra quindi abbastanza simile a Google, con qualche feature in meno e un'integrazione diversa rispetto ai prodotti dell’ecosistema. A guardare sia il funzionamento che i dati di mercato non sembra un competitor ma piuttosto un progetto specchio. Forse è stato un po' affrettato metterlo in prima fila nel Giorno della Liberazione Tecnologica dell’Europa.

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