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Il Grande Fratello è qui: come l’ICE sta costruendo un mondo da fantascienza dove chiunque può essere spiato

Spyware, riconoscimento biometrico, software che trasformano le città in mappe di sorveglianza. La caccia ipertecnologica dell’ICE potrebbe andare ben oltre i confini statunitensi e per questo va osservata con grande attenzione.
A cura di Elisabetta Rosso
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Sono scene novecentesche, del novecento più brutale, quello che la storia ci ha insegnato a dire mai più. Eppure nel 2026 l‘ICE le rimette in scena, trascina persone per le strade, sbatte teste contro le portiere, uccide. Ad aggravare c'è un sistema di tecnologie degne della più spietata fantascienza distopica. Spyware, monitoraggio dei social basati su intelligenza artificiale, software per ottenere dati sulla posizione dei telefoni, app di riconoscimento facciale, lettori di targhe e scanner dell'iride. E se da un lato l'agenzia sta investendo in strumenti ad alta tecnologia, creando un impero della sorveglianza, Trump, dall'altro, riduce le tutele per l'uso dei dati civili: una combinazione che potrebbe portare a una caccia ipertecnologica che va ben oltre le campagne anti immigrazione, e ben oltre i confini statunitensi. 

Come recita un vecchio adagio, quando l’America starnutisce, l’Europa prende il raffreddore. Il Grande fratello che sta prendendo forma negli Usa è un precedente pericolosissimo che va osservato con grande attenzione. Per questo vale la pena guardare da vicino software, app di monitoraggio e sistemi biometrici alla base del nuovo ecosistema della sorveglianza. 

ELITE: il software di Palantir che trasforma le città in mappe di sorveglianza

Partiamo dall'ultimo giocattolo della sorveglianza dell'IC, si chiama ELITE acronimo di Enhanced Leads Identification & Targeting for Enforcement. È un’applicazione sviluppata dall’azienda tecnologica Palantir per individuare e mappare le aree in cui possono essere trovati potenziali obiettivi per arresti e deportazioni. ELITE è descritto nelle documentazioni interne ottenute da 404 Media come un potente strumento di analisi dei dati pensato per "migliorare le capacità di identificare e dare priorità ai cosiddetti target ad alto valore” attraverso metodi analitici avanzati.

Il cuore operativo di ELITE è la scheda Geospatial Lead Sourcing Tab, che consente di filtrare le persone sulla mappa in base a criteri come “Bios & IDs” (biografia e identificativi), “Criminalità”, “Località” e “Operazioni”. Gli agenti possono selezionare un singolo individuo oppure un’area sulla mappa. L’app permette di vedere con un rapido colpo d’occhio dove si concentrano potenziali “target”. Il software può anche essere utilizzato per cercare individui in blocco – fino a 50 persone per volta – attraverso criteri come nome, data di nascita o numero identificativo.

Telefoni e social sotto controllo: l’ICE e la sorveglianza digitale capillare

L'ICE ha anche acquistato l’accesso a un sistema di sorveglianza digitale capace di monitorare i telefoni cellulari in un intero quartiere o blocco urbano e seguire i movimenti dei dispositivi — e dunque delle persone — nel tempo. La tecnologia combina due prodotti software commerciali sviluppati dalla società statunitense PenLink Ltd.: Tangles e Webloc. Webloc permette di consultare enormi archivi di dati sulla localizzazione di smartphone. Gli utenti del sistema possono selezionare un perimetro geografico e ottenere l’elenco dei dispositivi mobili che si sono trovati in quell’area in un determinato periodo.

Una volta identificato un dispositivo d’interesse, Webloc può tracciare la cronologia di movimento di quel telefono, seguendolo nei suoi spostamenti. Il software offre anche un’analisi multi-perimetro, cioè la possibilità di verificare quali dispositivi sono stati simultaneamente presenti in due o più punti geografici specifici, insieme a dati come tipo di sistema operativo, numero di visite a una data posizione e tempo medio trascorso lì.

A fare da spalla c'è Tangles, una piattaforma di sorveglianza dei social media che lega cronologie di post, commenti, foto e contatti per creare profili dettagliati di persone di interesse, compresi dati geolocalizzati e rete sociale. Può anche cercare il volto di un utente tra gli altri dati raccolti dallo strumento per vedere in quali altri luoghi è stato avvistato. Queste tecnologie insieme consentono un tipo di sorveglianza che combina movimento fisico e presenza digitale, e sono utilizzate anche per creare dossier comportamentali.

Scanner biometrici ovunque: l’ICE e il controllo dei volti

Negli ultimi mesi l’ICE ha utilizzato anche uno strumento di sorveglianza biometrica chiamato Mobile Fortify, un’applicazione che converte i dispositivi in scanner biometrici in tempo reale. L’app permette agli agenti di identificare una persona in base alle impronte digitali o al volto, semplicemente puntando la fotocamera in faccia. I dati vengono confrontati istantaneamente con vasti archivi federali – inclusi sistemi come il Traveler Verification Service della Customs and Border Protection e l’Automated Biometric Identification System (IDENT) del Dipartimento per la Sicurezza Interna – che contengono centinaia di milioni di foto e impronte di viaggiatori e immigrati.

I documenti resi pubblici da testate come Media404 mostrano che ICE non consente alle persone di rifiutare la scansione, e che le immagini raccolte – comprese quelle di cittadini statunitensi – possono essere conservate nei database governativi per fino a 15 anni, sollevando profonde preoccupazioni su privacy, accuratezza dei sistemi di riconoscimento facciale e diritti civili.

Spyware Graphite: il controllo totale su messaggi e dati personali

Non possono poi mancare nell'arsenale dell'ICE gli spyware. A settembre a firmato un accordo per aver accesso a Graphite, sviluppato dalla società israeliana Paragon. Il software consente di accedere a conversazioni su WhatsApp, Signal, Messenger e Gmail, bypassando la crittografia end-to-

-end. Graphite permette agli attaccanti di ottenere a dati sensibili inclusi foto, video, contatti e persino le conversazioni private su app di messaggistica criptate come WhatsApp e Signal. Il software può anche registrare audio, schermate, accedere ai file personali e monitorare la posizione GPS dell'utente.

Lo spyware Graphite di Paragon è già finito al centro di indagini e denunce. Ha infettato i telefoni di giornalisti e e attivisti, come documentato da Citizen Lab dell'Università di Toronto, che monitora e identifica le minacce digitali contro la società civile. Nel gennaio 2025, Meta ha avvisato Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, che il suo account era stato preso di mira con Graphite. In seguito, il Citizen Lab ha confermato che anche Ciro Pellegrino, capo redazione di Fanpage.it a Napoli, è stato oggetto dello stesso attacco.

Il nuovo volto del Grande Fratello

Negli ultimi mesi l’ICE ha accelerato in modo significativo gli investimenti in tecnologie di tracciamento e sorveglianza. A ottobre ha assegnato due contratti di skip-tracing per un valore totale di 8 milioni di dollari, a dicembre, come riportato da The Intercept, ha assegnato contratti a 10 aziende per servizi di skip-tracing che potrebbero generare oltre 1 miliardo di dollari entro il 2027.

Sul fronte biometrico e digitale, a settembre l’ICE ha speso 3,8 milioni di dollari per strumenti di riconoscimento facciale di Clearview AI, basati su un archivio di circa 30 miliardi di immagini online, e ha annunciato l’intenzione di ampliare la sorveglianza dei social media, passando al vaglio miliardi di post per supportare le operazioni di controllo dell’immigrazione, secondo quanto riportato da WIRED.

L'ICE sta costruendo indisturbata un impero della sorveglianza. Difensori della privacy ed esperti legali avvertono che sistemi di basati su algoritmi e grandi banche dati – specialmente quelli che incrociano informazioni governative e commerciali – rischiano di aumentare discriminazioni e arresti arbitrari, oltre che a creare uno stato di controllo permanente. E mentre l’America sperimenta questa nuova forma di Grande Fratello, non ci resta che chiederci, prima che sia troppo tardi: quanto siamo disposti a tollerare la sorveglianza totale, prima che diventi la norma?

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