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I prediction market stanno iniziando a manipolare la realtà: soldi ai giornalisti per vincere le scommesse

Nati come nicchia di trading, i prediction market che permettono di puntare su guerre e catastrofi ora cercano legittimazione tra media e politica, aumentando il rischio che gli scommettitori manipolino la realtà per incassare i profitti. Le recenti minacce a un reporter israeliano per influenzare l’esito di una puntata su Polymarket dimostrano che il punto di rottura potrebbe già essere stato superato.
A cura di Niccolò De Rosa
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Nell'ultimo anno e mezzo i cosiddetti prediction market sono usciti dalla loro nicchia di finanza sperimentale per diventare un fenomeno di dominio pubblico. Piattaforme come Kalshi e Polymarket hanno cominciato a guadagnare notorietà permettendo ai propri utenti di scommettere non solo su transazioni e l'andamento di titoli di mercato, ma su eventi reali di ogni tipo, dalle guerre alle elezioni fino alla la seconda venuta di Gesù. Una prospettiva decisamente affascinante per chi è in cerca di nuove di forme di profitto. Il problema è che, a differenza dei tradizionali siti di scommesse, le regole del gioco sono in gran parte in mano agli stessi utenti e questo può spingere qualche scommettitore particolarmente spregiudicato a muoversi in prima persona per far sì che l'oggetto della sua puntata possa verificarsi. E quando le giocate in questione non riguardano match sportivi ma operazioni militari, morti di personaggi pubblici o collassi finanziari, la posta in gioco può diventare decisamente alta.

La natura ambigua dei prediction market

Per capire meglio le insidie nascoste in un tale sistema è bene spiegare bene cosa sono i prediction market. Queste piattaforme funzionano come siti di trading decentralizzati regolati da sistemi di blockchain: gli utenti scommettono su eventi futuri acquistando token e contratti "Sì" o "No" per puntare sul fatto che qualcosa accada o meno. Su Polymarket, sito fondato nel 2020 da Shayne Coplan, il prezzo di ciascun contratto oscilla tra 0 e 1 dollaro e il valore riflette la probabilità percepita di un evento. Più alte sono le puntate, più alta è la possibilità che l'evento si verifichi. Alla chiusura della giocata, i gestori del sito verificano il risultato e il contratto paga automaticamente i vincitori, garantendo trasparenza, sicurezza e nessun tipo di censura.

Ora, accantonando per un attimo la questione etica riguardo l'opportunità di scommettere su eventi come uccisioni, guerre o olocausti nucleari, il fatto che le quote di queste giocate salgano o scendano in base alle stesse giocate degli utenti significa che chi ha disponibilità e interesse a far sì che un evento possa avverarsi potrebbe facilmente "drogare" le puntate per massimizzare il guadagno. È il cosiddetto insider-trading, ossia quel fenomeno (inquadrato come vero e proprio reato finanziario) nel quale chi dispone di informazioni riservate può ottenere un vantaggio economico comprando o vendendo azioni di un titolo di cui già si conosce l'andamento futuro.

Nel caso dei prediction market come Kalshi o Polymarket, però, il rischio è ancora più grande. Poiché molte scommesse vengono aperte con una liquidità iniziale molto bassa, bastano pochi investitori danarosi per spostare significativamente le probabilità di una scommessa. Non solo. Poiché si tratta di eventi reali e concreti, chi dispone dei mezzi economici o ricopre posizioni influenti potrebbe anche manovrare informazioni e accadimenti per far sì che una previsione si realizzi, passando poi alla cassa. Una prospettiva poco confortante, soprattutto se tra gli investitori di queste piattaforme compaiono nomi di peso come il controverso Peter Thiel, il fondatore di Palantir, e Donald Trump Junior, figlio del presidente USA, che a inizio 2026 è diventato advisor di Polymarket.

Il pericolo che i mercati influenzino il mondo reale

Dopo essere stati a lungo considerati degli anfratti "oscuri" frequentati da bucanieri del trading, ora i mercati predittivi stanno cercando di integrarsi nei media tradizionali e nella cultura popolare per acquisire legittimità. In questo contesto, anche i singoli giornalisti sono diventati un target per veicolare il proprio prodotto. Il sito The Verge ha per esempio recentemente raccontato come il reporter indipendente Rick Ellis abbia ricevuto un'offerta per scrivere articoli basati sui dati dei mercati di previsione, con compensi legati al traffico generato. Una proposta rifiutata per motivi etici: "Essere pagato per farlo supera un limite che non ero disposto a oltrepassare", ha dichiarato

Il punto critico è però proprio questo: se l'informazione dovesse iniziare a incorporare dati provenienti da piattaforme dove si scommette denaro reale, il rischio è che la narrazione dei fatti venga orientata, consapevolmente o meno, dagli interessi economici degli scommettitori. Se una notizia può determinare l'esito di una scommessa, allora diventa conveniente influenzarla. Se un evento è ancora incerto, può essere vantaggioso orientarne lo sviluppo. In questo senso, la logica del mercato si estende oltre la previsione e invade il campo della realtà.

Il caso Fabian: minacciare un giornalista per non perdere la scommessa

La vicenda accaduta qualche giorno fa al giornalista israeliano Emanuel Fabian mostra con chiarezza il punto di rottura di una simile situazione. Fabian aveva pubblicato sul Times of Israel una breve notizia riguardo un missile caduto in un'area aperta vicino a Gerusalemme senza causare feriti. Un dettaglio apparentemente marginale, ma decisivo per l'esito di una scommessa su Polymarket. Nel giro di poche ore, il giornalista è stato contattato da sconosciuti che gli chiedevano di modificare l'articolo, prima con toni cordiali, poi offrendo denaro, infine con minacce esplicite. "Subirai tutte le conseguenze per il tuo atto irresponsabile", gli è stato scritto via WhatsApp.

A scatenare una reazione tanto violenta è stato il fatto che sulla piattaforma era stata aperta una scommessa sulla possibilità che un missile iraniano colpisse proprio quella zona. L'articolo di Fabian aveva inizialmente decretato la vittoria del "Sì". Qualche ora dopo, però, una fonte delle Forze Armate ha suggerito che l'area fosse stata colpita soltanto dai detriti di un missile intercettato dai sistemi di difesa israeliani. Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché nelle clausole della scommessa era chiaramente specificato che, per considerare valida la previsione, l'impatto dovesse essere causato da un missile vero e proprio e non dai suoi frammenti.

La distinzione tecnica – missile caduto o intercettato – avrebbe quindi determinato la vincita o la perdita di denaro per alcuni utenti. Ed è proprio per questo che alcuni scommettitori hanno iniziato a minacciare Fabian, nel tentativo di non perdere migliaia di dollari. Fabian ha deciso di denunciare l'accaduto, mentre Polymarket ha dichiarato di aver bannato gli account coinvolti. Il caso resta però emblematico su come l'informazione stia rischiando di diventare il parametro che decide una scommessa, portando chi produce notizie a diventare il bersaglio diretto di interessi economici. E se è ragionevole pensare che non tutti i giornalisti abbiano la schiena dritta di Ellis e Fabian, il rischio che i prediction market possano orientare gli scenari economici, politici e sociali risulta più reale che mai.

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