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I furgoni cinesi a guida autonoma sbandano e invadono i marciapiedi: i video virali

Sui social cinesi impazzano i video dei camion senza pilota che provocano disastri. Tra traiettorie improbabili e goffi tentativi di restare in carreggiata, i mezzi che avrebbero dovuto incarnare il futuro della mobilità sono finiti per trasformarsi in un meme.
A cura di Niccolò De Rosa
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I furgoni senza conducente per la consegna dei pacchi, presentati come l'emblema di una Cina ipertecnologica e proiettata nel futuro, sono diventati da qualche tempo il bersaglio della feroce ironia del web. Da settimane, sui social cinesi circolano infatti filmati di veicoli a guida autonoma alle prese con strade dissestate, cantieri aperti, neve, detriti e ostacoli imprevisti. Un video diventato virale sulla popolare piattaforma Xiaohongshu mostra un furgoncino che avanza goffamente su un percorso sterrato pieno di buche, rimbalzando come un'auto da rally in miniatura. In altri casi, i robovan si bloccano su cemento fresco, vanno in crisi davanti a delle pannocchie sparse sull’asfalto o trascinano oggetti raccolti lungo la strada.

Il paradosso è evidente. Ciò che doveva incarnare l’automazione perfetta è diventato un meme. Gli utenti condividono clip che trasformano la sperimentazione in sketch involontari, alimentando ironie e perplessità. L'idea di affidare pacchi fragili a mezzi che saltano su strade di campagna o affrontano cantieri senza esitazione ha incrinato l’immagine patinata del progresso. Non è una smentita della rivoluzione in atto, ma la fotografia di una fase di apprendistato che, esposta alla viralità, si fa spettacolo.

Quanti sono e cosa fanno i furgoni driverless in Cina

Dietro i video c’è una diffusione già imponente. Neolix, pioniere del settore, ha distribuito oltre 10.000 furgoni autonomi in più di 300 città. Secondo il sito Robot Report, solo a Qingdao, città da oltre 10 milioni di abitanti, ne circolano più di 1.200, con decine di milioni di chilometri percorsi e migliaia di consegne. È stata la prima a ottenere una licenza per la consegna autonoma nel 2021, aprendo la strada ad altri operatori.

Tra questi, uno dei più importanti è Rino.ai, che dichiara più di 500 veicoli con accesso stradale in oltre 50 città. Il modello più diffuso, ha raccontato la BBC in un articolo del giugno 2025, è quello del cosiddetto "middle mile": i robovan collegano i grandi hub logistici alle stazioni di quartiere, poi i corrieri su scooter completano l’ultimo tratto fino alla porta di casa.

Perché Pechino punta sui mezzi driverless: costi, efficienza, resistenza

Secondo gli esperti del settore, l'obiettivo principale dell'impiego dei mezzi a guida automatica è ovviamente quello di ridurre il costo del lavoro : meno personale, più ore operative, maggiore capacità di affrontare ambienti difficili e turni prolungati. Grazie a questa transizione, le aziende di logistica riferiscono che, a parità di spesa, tre furgoni elettrici autonomi possono sostituire un solo conducente e operare per giorni. Non sorprende che la Cina, con reti urbane dense e un quadro normativo più flessibile, stia correndo più veloce di molti Paesi occidentali. I risultati, però, almeno stando a ciò che circola sul web, non sono ancora eccelsi

I limiti che alimentano l'ironia

I video virali stanno mettendo a fuoco tutte le criticità di una tecnologia che probabilmente necessita ancora di un po' di tempo prima di essere davvero performante. Tra sospensioni inadatte a carichi e batterie pesanti, sensori che si confondono con troppa facilità e una mappatura degli ostacoli poco efficiente (non un aspetto da poco, soprattutto per l'uso in campagna, dove strade sterrate e buche sono la regola), la visione avveniristica di Pechino sembra ancora lontana dalla realtà. Per simili mezzi pesanti servono telecamere capaci di "vedere" molto più lontano, infrastrutture con sensori aggiuntivi e una robustezza che regga a condizioni meteo difficili e al traffico caotico. Inoltre, il fattore fiducia pesa. Gli incidenti passati hanno reso l’opinione pubblica più sensibile, e la tolleranza verso l'errore delle macchine è inferiore a quella verso gli esseri umani.

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