video suggerito
video suggerito

Ho trovato la frutta realistica in Italia: alla fine i social hanno deciso cosa dobbiamo mangiare

Le pasticcerie italiane stanno cominciando a riempirsi di frutta realistica. Parliamo di un dolce perfetto per essere condiviso sui social: fuori sembra la riproduzione in ceramica di un frutto ma una volta aperto rivela un ripieno morbido di mousse. È arrivata l’ennesima moda alimentare partita dai social.
A cura di Valerio Berra
0 CONDIVISIONI
Immagine

Il paziente zero è stato Cedric Grolet. Classe 1985, pasticcere francese, solo su Instagram ha superato i 14 milioni di follower. La rivista Cook lo definisce Pastry Star, qualcosa in più di un maestro pasticcere. Da qualche anno uno dei video canonici che sembra siano obbligati a fare tutti i creator del mio algoritmo è il viaggio a Parigi nella sua pasticceria per provare la frutta realistica: monoporzioni grandi come una scarpa da basket che da fuori sembrano una riproduzione in ceramica di un frutto e dentro hanno un ripieno fatto con la polpa del frutto stesso. Wow.

Ancora da capire se sia nato prima il trend o la ricetta. Dal laboratorio di Cedric Grolet l’epidemia di frutta realistica è esplosa e gli untori sono stati i social. È perfetta per un video breve. Viene venduta in monoporzioni, spesso impacchettate singolarmente. È molto fotogenica. Il guscio è fatto spesso di cioccolato bianco, dipinto poi con coloranti alimentari. Si rompe al primo morso, per rivelare subito il suo ripieno. Tutto ottimo per una reaction.

Cedric non regala la sua frutta. Una porzione costa attorno ai 20 euro. Tanto per un dolce ma non troppo per la tappa di un viaggio a Parigi. E forse, come i Labubu, anche la frutta di Cedric Grolet è un indicatore della crisi in base alla teoria del lipstick effect: in una fase di recessione i consumatori rinunciano a beni effettivamente costosi per concedersi piccoli lussi. Dal sito ufficiale di Cedric Grolet vediamo che i suoi negozi sono a Parigi, Saint Tropez, Monaco, Londra e Singapore. Non aveva fatto i conti con lo spirito imprenditoriale italiano.

La frutta realistica sui banconi delle pasticcerie in Italia

La frutta realistica non ha un brevetto. Cedric Grolet l’ha resa famosa, accompagnandola anche con video ben costruiti. Di solito prende enormi quantità di frutta e le cucina in video conditi da un discreto lavoro di editing. Non è però certo un suo brevetto, i dolci che assomigliano a frutti sono un classico della pasticceria anche se all'interno c'era solo marzapane. Nelle ultime settimane, da quando ho iniziato a farci caso, ho trovato frutta realistica in locali delle città in cui sono stato, Napoli e Milano. Il fenomeno è esploso: i social si sono riempiti di segnalazioni di pasticcerie italiane che hanno iniziato a servire la frutta realistica sui loro banconi.

Le ricette sono più o meno le stesse. I gusti pure. Forse le dimensioni sono un po’ ridotte rispetto agli originali di Cedric Grolet. E manca anche un po’ di attenzione alla resa finale, le forme sono più irregolari. Eppure la variante italiana della frutta realistica è effettivamente sbarcata da noi. Pronta per essere fotografata, ripresa, mangiata e ovviamente commentata. I prezzi sembrano un po’ più bassi. Vediamo scontrini tra i 7 e i 12 euro a pezzo. Al momento si trova in tante pasticcerie, non c'è ancora un brand che si è imposto.

La cosa che fa sorridere è che i video di chi assaggia questi dolci in Italia sembrano replicare i milioni di contenuti fatti nei locali di Grolet in Francia. Stesse frasi: “Sembra una mandorla e sa anche di mandorla!”. E poi: “Questa è un’esplosione di frutta”. Immancabile: “Quasi è un peccato mangiarlo”. I video sono un po’ foodporn, un po’ ASMR, con il rumore delle unghie sul guscio e il crunch con cui si rompe il frutto al primo morso per rivelare il ripieno morbido.

Alla fine siamo arrivati a mangiare quello che si può vendere bene sui social. La moda della frutta realistica sembra seguire quella degli smash burger. Sono piatti con gusti facili da apprezzare, cibi colorati e belli da vedere. Piccoli lussi che ci si può permettere a buon prezzo. Tutto questo condito di solito da un packaging in cui il nome del locale si ripete all’infinito: così è più facile leggerlo nei video.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views