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Google ha inaugurato l’era degli agenti IA: al Cloud Live di Milano abbiamo visto come sarà il futuro del lavoro

Al Google Cloud Live 2026 di Milano, il colosso di Mountain View ha presentato il nuovo ecosistema digitale destinato a guidare le imprese del futuro. Grazie a una nuova generazione di agenti IA, capaci di svolgere autonomamente operazioni sempre più complesse in modo tracciabile e sicuro, le aziende potranno contare su assistenti iper-personalizzati progettati per ottimizzare processi, flussi di lavoro e produttività in ogni settore.
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Al Palazzo delle Scintille di Milano, nel futuristico City Oval, il Google Cloud AI Live 2026 ha segnato un passaggio destinato a ridefinire il rapporto tra imprese e intelligenza artificiale. Dopo le novità annunciate al Google I/O del 19 e 20 maggio – tra cui Gemini Flash 3.5, Gemini Pro 3.1 e Gemini Omni – il colosso di Mountain View ha ufficializzato quella che definisce la nuova "Agentic Era": una nuova galassia di agenti di intelligenza artificiale capaci non soltanto di rispondere a richieste o analizzare dati, ma di pianificare, prendere decisioni ed eseguire attività in autonomia. Abbiamo assistito all'evento e le novità non mancano.

A introdurre la visione strategica sono stati prima Matt Renner, presidente del reparto Global Revenue di Google Cloud, e poi Paolo Spreafico, Country Director of Engineering di Google Cloud Italia, i quali hanno delineato un futuro in cui l'IA non sarà più un semplice strumento conversazionale, ma una componente operativa perfettamente integrata nei processi aziendali, capace di trasformare i flussi produttivi di qualsiasi settore, dall'azienda hi-tech agli uffici della pubblica amministrazione, attraverso sistemi intelligenti in grado di collaborare con le persone e alleggerire le attività più ripetitive e complesse.

La riscossa degli agenti autonomi

La differenza rispetto all'intelligenza artificiale tradizionale è sostanziale. Se finora i modelli generativi si sono limitati a fornire risposte, riassunti o contenuti su richiesta, l'IA agentica promette di compiere un salto evolutivo. L'idea è quella di creare veri e propri assistenti virtuali specializzati, capaci di interagire con i database aziendali e i software gestionali per automatizzare processi complessi e, in buona sostanza, incrementare la produttività.

Con alcuni esempi presentati sul palco del keynote, gli speaker di Google hanno mostrato come questa trasformazione possa tradursi in un vantaggio concreto per le imprese. Un agente IA "costruito" sulle esigenze specifiche di un'impresa può infatti fissare obiettivi, organizzare task, coordinare strumenti differenti e completare operazioni. Il tutto partire da un input "umano" scritto in linguaggio naturale, senza particolari competenze di coding o programmazione.

Gemini Enterprise Agent Platform, il cuore della trasformazione

Al centro della strategia di Google c'è la nuova Gemini Enterprise Agent Platform, piattaforma progettata per creare, distribuire, gestire e ottimizzare agenti AI a livello aziendale. Per farlo, la compagnia di Mountain View ha costruito un'architettura basata su quattro pilastri ("Build", "Scale, "Governance" e "Optimization") che regola l'intero "ciclo vitale" dell'agente IA, dalla sua creazione (con l'assegnazione dei compiti e delle regole da rispettare) al monitoraggio delle sue performance, fino alle eventuali modifiche in corso d'opera per allineare la sua attività alle policy aziendali.

A sostenere l'intero impianto tecnologico c'è poi l'AI Hypercomputer di Google Cloud, infrastruttura di supercomputing progettata per gestire i carichi di lavoro dei grandi modelli linguistici. Il sistema sfrutta le nuove TPU 8t e TPU 8i, chip di ottava generazione presentati da Google nell'aprile 2026 e sviluppati specificamente per alimentare la nuova era degli agenti AI.

Il caso Stellantis: il primo spot creato interamente con l'IA

Tra gli esempi più significativi mostrati sul palco dell'evento, a rubare la scena è stato il progetto sviluppato da Stellantis per il lancio della nuova FIAT Pandina. Lo spot "Pandina – Italieno", realizzato interamente con strumenti di intelligenza artificiale, è stato prodotto da un team molto ristretto (quattro o cinque persone secondo quanto abbiamo appreso) con il supporto degli esperti Google. Le immagini sono state generate con Nano Banana, mentre le animazioni sono state create attraverso VEO, il modello video di Google. Il risultato è stato un armonioso mix di ambientazioni fantascientifiche, alieni e sequenze iper-realistiche prodotte in tempi drasticamente ridotti rispetto alle lavorazioni tradizionali. Un caso che, secondo Stellantis, dimostra come l'IA possa accelerare la produzione creativa senza sostituire il contributo umano, fondamentale per decidere l'idea di stroytelling, target e messaggio da veicolare.

La sfida della sicurezza

Nel corso dell'evento è emerso anche il tema della cybersicurezza. Se infatti l'IA contribuisce ad alzare l'asticella di qualsiasi prestazione, ciò vale anche per i tentativi di hacking e violazione dei sistemi, i quali si stanno facendo sempre più sofisticati. I nuovi malware sono già ora capaci di apprendere e adattarsi in modo da aggirare i meccanismi di difesa di un programma o di un database.  Per questo Google punta su un approccio agentico anche nella security. In collaborazione con Wiz, la Grande G ha infatti implementato una nuova rete di sicurezza composta da tre tipologie di agenti specializzati con compiti differenti: il "Red Agent" testa le difese simulando attacchi, il "Blue Agent" individua vulnerabilità e punti deboli, mentre il "Green Agent" elabora possibili soluzioni e strategie di mitigazione per mettere al sicuro il sistema.

L'antifona che proviene da Google Cloud Live 2026 non potrebbe essere più chiara. L'intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase evolutiva improntata su sistemi autonomi destinati a diventare parte integrante dell'organizzazione aziendale, della produzione creativa e della sicurezza informatica. Una trasformazione che, almeno nelle intenzioni di Google, promette di ridefinire il modo stesso in cui le imprese lavorano e fanno business.

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