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Anche Google firma un accordo con il Pentagono: Gemini verrà usata a scopi militari riservati

Dopo OpenAI e xAI, anche Google stipula un accordo con il Pentagono per utilizzare l’intelligenza artificiale in progetti militari classificati. L’accordo non è ancor ufficiale, ma fonti giornalistiche hanno già rivelato i dettagli più interessanti del contratto.
A cura di Niccolò De Rosa
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Dopo settimane di trattative, anche Google stringe un accordo con il Pentagono per consentire all'esercito statunitense d'integrare l'intelligenza artificiale Gemini in attività classificate. Stando sito americano The Information, l'intesa tra le parti è ancora riservata e per l'ufficialità occorrerà attendere le varie limature dei dettagli. Qualora tutte le indiscrezioni venissero confermate, la compagnia di Mountain View seguirebbe l'esempio di OpenAI nel concedere l'utilizzo dei propri modelli IA nello sviluppo di progetti militari.

Curiosamente, sia i dipendenti di OpenAI che quelli di Google avevano chiesto ai propri vertici di non accettare alcuna collaborazione con il Dipartimento della Guerra e di seguire l'esempio di Anthropic, l'azienda di Dario Amodei che lo scorso febbraio si è rifiutata di concedere al Pentagono l'utilizzo di Claude per lo sviluppo di armi autonome e sistemi di sorveglianza di massa. Nei fatti, tutte queste istanze sembrano però essere cadute nel vuoto.

Cosa sappiamo sull'accordo tra Google e il Pentagono

Per il momento tutte le informazioni restano secretate ma, stando alle fonti giornalistiche d'oltreoceano, i termini accettati da Google dovrebbero essere analoghi a quello stipulati dalla OpenAI di Sam Altman e dalla xAI di Elon Musk.

Secondo quanto riportato da The Information, il contratto prevede che il sistema di intelligenza artificiale Gemini non venga destinato agli usi che avevano causato la rottura con Anthropic, tuttavia un'ulteriore clausola dell'accordo sembrerebbe depotenziare molto questo aspetto.

La grande G sembra infatti aver accettato di adeguare le impostazioni e i vari filtri di sicurezza sulla IA su richiesta del Dipartimento della Guerra. Se ciò venisse confermato, Google non avrebbe più il diritto di porre particolari veti sulle decisioni del governo e se un giorno la Casa Bianca stabilisse la necessità di spingere l'IA su terreni controversi (già ora i modelli intelligenti di Palantir stanno mettendo nelle mani di diverse agenzie federali strumenti di controllo mai sperimentati prima), la compagnia non potrebbe fare altro che adeguarsi.

"Riteniamo che fornire accesso tramite API ai nostri modelli commerciali, anche sull'infrastruttura di Google, con pratiche e condizioni standard di settore, rappresenti un approccio responsabile al sostegno della sicurezza nazionale", ha dichiarato un portavoce dell'azienda a Reuters. Per il momento il Governo ha invece deciso di non commentare l'accaduto.

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