Cos’è Khorramshahr-4, il missile balistico iraniano che può arrivare fino a Roma

Giovedì 5 marzo l'Iran ha dichiarato di aver lanciato diversi missili pesanti Khorramshahr-4 contro infrastrutture e obiettivi militari israeliani, tra cui l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e la base del 27° Squadrone dell'Aeronautica militare israeliana in questo aeroporto. Secondo la versione del Corpo delle Guardie Armate della Rivoluzione Islamica, il braccio militare d'élite del regime di Teheran, l'attacco sarebbe stato coordinato con un fitto invio droni per confondere i sistemi di difesa israeliana. Al momento non è ancora chiaro se il missile abbia effettivamente provocato danni, ma come riporta il sito Turkiye Today, alcuni osservatori hanno confermato un impatto compatibile con l'utilizzo di una delle armi più potenti nelle mani dei Pasdaran.
Il Khorramshahr-4 è infatti considerato uno dei missili balistici più pericolosi sviluppati dall'Iran in questi ultimi anni. Con una testata molto più pesante rispetto a quelle montate sui razzi e i droni a corto raggio, questo missile rappresenta infatti una delle più serie minacce alla sicurezza della stessa Italia. Con una gittata stimata di oltre 2.000 chilometri, secondo fonti israeliane Khorramshahr-4 potrebbe arrivare a colpire le coste del Sud del Paese e perfino Roma, qualora l'Iran intendesse ampliare il raggio d'azione,.
Cos'è il missile Khorramshahr-4
Nella strategia militare di Teheran, Khorramshahr-4 rappresenta una delle punte di lancia dell'arsenale missilistico iraniano. L'arma prende il nome dall'omonima città dove negli anni Ottanta si combatté una battaglia decisiva per ribaltare l'esito della guerra con l'Iraq.
Khorramshahr-4 è un missile balistico a propellente liquido capace di trasportare circa una tonnellata di esplosivo, un peso notevolmente superiore rispetto a quello supportato da molti altri missili utilizzati dagli eserciti dei Paesi vicini, Israele escluso. Questa caratteristica lo rende particolarmente distruttivo perché consente di colpire gli obiettivi con una grande quantità di esplosivo concentrato.
Benché sia stato presentato nel maggio 2023, finora l'Iran non aveva mai utilizzato il Khorramshahr-4 in un attacco contro un nemico ma aveva sfruttato la sua considerevole gittata come strumento di deterrenza nei confronti degli altri Stati del Medi Oriente e persino dell'Europa.
Il sistema per eludere le difese e l'incognita nucleare
Secondo un documento del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite datato giugno 2023, il missile sarebbe dotato di un sistema di controllo eso-atmosferico che consente all'arma di viaggiare oltre l'atmosfera terrestre e modificare in volo la propria traiettoria per bucare gli scudi anti-missile durante la fase finale della traiettoria.
Nello stesso documento Khorramshahr-4 è stato considerato conforme ai criteri del Missile Technology Control Regime, un accordo internazionale che punta a limitare l'utilizzo di vettori in grado di trasportare armi di distruzione di massa. Il missile iraniano è stato infatti inserito nella Categoria 1, cioè quella che include sistemi capaci di supportare testate di almeno 500 kg e coprire distanze maggiori di 300 km. Secondo l'ONU, Khorramshahr-4 è "intrinsecamente capace di trasportare armi nucleari", anche se per il momento gli analisti non ritengono che Teheran sia in grado di scatenare un attacco atomico usando questo sistema missilistico.
Il missile può raggiungere l'Italia? Improbabile, ma non impossibile
Secondo le stime che circolano tra gli addetti ai lavori, gittata massima attribuita al Khorramshahr-4 può potenzialmente mettere in pericolo l'Europa e anche il nostro Paese. In una recente intervista a Fanpage.it, il generale Giorgio Battisti ha spiegato come i missili iraniani possano effettivamente raggiungere anche il territorio italiano. Qualora l'esercito disponesse ancora della base di lancio nei pressi della città di Tabriz, Khorramshahr-4 potrebbe lambire le coste del Sud Italia, come spiegato anche dallo stesso Battisti. Se però Teheran volesse aumentare la gittata dell'arma, riducendo però la portata delle testate e aumentando il carburante, il missile sarebbe in grado di minacciare anche il Centro del Paese, Roma compresa.
Nel caso di un attacco, ha sottolineato il generale, l'Italia può contare sulla rete di difesa della NATO, ma il reticolo di strumenti di tracciamento e mezzi di contraerea non è mai stato testato per uno scenario simile. "Purtroppo qualche missile potrebbe riuscire ad arrivare a destinazione" ha concluso Battisti, che però si è detto fiducioso del fatto che l'Iran non abbia alcun interesse a colpire direttamente il nostro Paese per una nuova escalation dagli esiti ancora più incerti.