Allbirds cambia settore: il marchio di sneaker per VIP non venderà più scarpe e punta tutto sull’IA

Negli Stati Uniti, Allbirds è un marchio di calzature piuttosto noto. Fondata nel 2015 dall'ex giocatore di football americano Tim Brown, e dall'imprenditore di tecnologie green Joey Zwillinger, Allbirds si è rapidamente affermata per le sue sneakers sostenibili e comodissime, tanto da diventare nel giro di pochi anni una specie di status symbol, soprattutto negli ambienti della Silicon Valley, dove anche i CEO di imprese che muovono miliardi di dollari amano presentarsi alle conferenze in sneakers. Ora però Allbirds ha deciso che vestire i guru della Big Tech non le basta più: anche lei vuole essere protagonista della corsa al progresso. Dopo aver venduto i propri asset per circa 39 milioni di dollari – cifra che, affermano gli esperti, è apparsa molto inferiore al valore reale – all'American Exchange Group, la compagnia ha infatti reso nota la propria intenzione di riconvertire interamente l'attività, passando dalla vendita di scarpe allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Un nuovo nome e un nuovo core business
Secondo quanto riporta il New York Times, Allbirds ha già raccolto circa 50 milioni di dollari per trasformare l'impresa in una nuova start-up attiva nel campo dell'IA. Stando alle indiscrezioni, i primi finanziamenti serviranno ad acquistare nuovi processori di elaborazione grafica (i cosiddetti GPU), specializzati nel gestire ed elaborare velocemente grandi quantità di dati grafici, immagini e video.
"La crescita dello sviluppo e dell'adozione dell'intelligenza artificiale ha creato una domanda strutturale senza precedenti di capacità di calcolo specializzata e ad alte prestazioni, che il mercato fatica a soddisfare" ha dichiarato l'azienda guidata dall'AD Joe Vernachio. Nonostante il prestigio guadagnatosi nell'establishment californiano, negli anni ultimi il giro di affari di Allbirds aveva dato preoccupanti segni di cedimento (nel 2025 le perdite sono state di oltre 70 milioni di dollari) e i nuovi spiragli offerti dall'avanzata impetuosa dell'IA sono stati colti come un'occasione troppo ghiotta per non gettarsi nella mischia.
Se i piani della società dovessero realizzarsi, nel giro di pochi anni la nuova impresa diventerà pertanto un fornitore di chip grafici e servizi cloud per un settore sempre affamato di nuove risorse e ulteriore potenza di calcolo. Naturalmente, insieme alle attività e al giro di affari, cambierà anche il nome della compagnia. Allbirds cesserà di esistere e diventerà NewBird AI.
Il boom in Borsa e la febbre dell'IA che alimenta la bolla
Per quanto possa apparire bizzarro agli occhi di un profano la scelta di passare dalle scarpe da ginnastica all'Hi-Tech, i mercati hanno reagito positivamente al radicale cambiamento. Dopo l'annuncio, il valore delle azioni della società – quotata in Borsa dal 2021 – è aumentato di oltre il 580% chiudendo a 16,99 dollari, anche se, fa notare la BBC, tale cifra rimane comunque inferiore di più del 90% rispetto al primo esordio dell'ormai defunta Allbirds a Wall Street.
Secondo gli analisti, questo boom è giustificabile con il fatto che da oltre un anno molti dei grandi e piccoli investitori non esitano a puntare le proprie fiches su qualsiasi progetto o iniziativa attinente al mondo dell'IA. Tutti titoli delle aziende importanti del settore, da Google a Meta, passando per Nvidia, sono alle stelle. L'idea diffusa è che sia imminente il cambiamento epocale che porterà definitivamente il mondo intero nell'era dell'IA tutti vogliono trovarsi sul cavallo giusto quando questo inizierà a galoppare. Almeno per il momento, però, l'enorme flusso di investimenti miliardari non ha ancora iniziato a generare dei veri profitti, tanto qualcuno comincia a temere che tutta questa smania di intelligenza artificiale potrebbe anche rivelarsi una bolla destinata a scoppiare. In mancanza di una sfera di cristallo, non ci resta che aspettare.