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Xacduro, cos’è e come funziona il super antibiotico usato per un ferito di Crans-Montana: Bassetti spiega il caso

Xacduro è un antibiotico sperimentale non in commercio in Italia, usato contro un batterio resistente a tutti i farmaci disponibili: come agisce e perché, nel caso di un ferito di Crans-Montana, è stato coinvolto il professor Matteo Bassetti.
A cura di Valeria Aiello
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Xacduro (sulbactam-durlobactam), un antibiotico sperimentale non in commercio in Italia, è finito al centro dell’attenzione dopo uno dei casi più complessi legati all’incendio di Crans-Montana. Uno dei feriti ha sviluppato un’infezione da Acinetobacter baumannii, un batterio noto per la sua capacità di diventare resistente a tutti gli antibiotici attualmente disponibili.

La situazione ha posto i medici di fronte a un problema critico nella gestione dei grandi ustionati: quando la pelle perde la sua funzione di barriera, il rischio di infezioni gravi aumenta drasticamente e le opzioni terapeutiche possono ridursi fino ad azzerarsi. È in questo contesto che, per il caso, è stato coinvolto il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, struttura che ha accesso al farmaco.

Si tratta di un’infezione sostenuta da un batterio resistente a tutti gli antibiotici attualmente disponibili in Italia” ha spiegato Bassetti, sottolineando come le infezioni rappresentino la complicanza più pericolosa per il paziente ustionato, proprio perché l’organismo resta esposto a microrganismi difficili da controllare.

La disponibilità di Xacduro ha aperto una possibilità terapeutica altrimenti assente. Il farmaco combina sulbactam, un antibiotico beta-lattamico con attività diretta contro Acinetobacter, e durlobactam, un inibitore delle beta-lattamasi progettato per neutralizzare i meccanismi di resistenza del batterio. Negli Stati Uniti, Xacduro è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento di specifiche infezioni gravi da Acinetobacter baumannii, mentre in Europa e in Italia resta al momento non commercializzato, utilizzabile solo in contesti ospedalieri.

Cos’è e come funziona Xacduro

Xacduro (sulbactam-durlobactam) è un antibiotico combinato, sviluppato per il trattamento di infezioni gravi causate da batteri Gram-negativi multiresistenti. Il suo utilizzo è rivolto in particolare ai casi in cui l’infezione è sostenuta da Acinetobacter baumannii, un microrganismo frequentemente responsabile di infezioni ospedaliere in pazienti fragili o critici.

Il farmaco agisce grazie alla combinazione di due principi attivi con funzioni complementari. Il sulbactam, un farmaco strutturalmente correlato alla penicillina, possiede un’attività antibatterica diretta contro Acinetobacter, ma da solo risulta spesso inefficace perché il batterio produce enzimi (beta-lattamasi) in grado di inattivarlo. Il durlobactam, un inibitore delle beta-lattamasi di nuova generazione, blocca questi enzimi di resistenza e protegge il sulbactam dalla degradazione, consentendogli di esercitare la sua azione antibatterica.

Non a caso Acinetobacter baumannii resistente ai farmaci è al primo posto nella lista dei patogeni di priorità critica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a causa dell’elevata resistenza multifarmaco e della capacità di causare gravi infezioni correlate all’assistenza sanitaria, spesso difficili o impossibili da trattare.

Proprio per queste caratteristiche, Xacduro è considerato un farmaco di “ultima linea”, riservato a situazioni cliniche in cui le alternative terapeutiche risultano inefficaci o assenti. Il suo impiego è quindi limitato a casi selezionati e viene valutato da specialisti in ambito infettivologico.

Il caso di Crans-Montana e il ruolo di Matteo Bassetti

Nel caso del ferito di Crans-Montana, Xacduro è stato considerato una risorsa cruciale perché l’infezione in atto non rispondeva a nessuno degli antibiotici disponibili in Italia. Il professor Matteo Bassetti ha spiegato, in un post pubblicato su Instagram, di essere stato contattato dalla professoressa Alessandra Bandera del Policlinico di Milano per questo caso e come la collaborazione tra strutture sanitarie e regioni sia stata determinante per rendere il farmaco rapidamente disponibile.

Secondo l’infettivologo, questo episodio evidenzia due aspetti fondamentali: da un lato la pericolosità delle infezioni nei grandi ustionati, dall’altro l’importanza di continuare a investire nella ricerca di nuovi antibiotici e nella capacità dei sistemi sanitari di cooperare quando si presentano situazioni cliniche estreme.

Questi casi mostrano quanto sia strategico poter contare su farmaci innovativi e su reti sanitarie in grado di agire con tempestività” ha sottolineato Bassetti, indicando Xacduro come esempio di terapia mirata che può fare la differenza quando le opzioni tradizionali non sono più efficaci.

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