Venere danza con le stelle azzurre tra il 2 e 3 luglio: a che ora vedere il “Pianeta dell’Amore”

Prima dell'alba di giovedì 3 luglio potremo vedere nel cielo una spettacolare congiunzione astrale tra il pianeta Venere e l'ammasso stellare aperto delle Pleiadi (M45), un oggetto del profondo cielo visibile a occhio nudo anche dalle città. Il valzer celeste avrà inizio attorno alle 03:15 (ora di Roma) e terminerà poco prima delle 05:30, a ridosso dell'alba, quando i raggi solari cancelleranno dal firmamento le splendenti stelle azzurre e bianche delle Pleiadi. Il pianeta del Sistema solare seguirà poco dopo.
Quella nella notte tra il 2 e il 3 luglio è la prima congiunzione astrale del mese, come indicato nella rubrica “Il cielo del mese” dell'Unione Astrofili Italiani (UAI). Nelle prossime quattro settimane ci aspettano i seguenti bellissimi incontri: Luna e Saturno (notte tra il 15 e il 16); Luna e Pleiadi (alba del 20); Marte e Venere (alba del 21); Luna e Giove (alba del 23); e Luna e Marte (sera del 28). Ecco tutto quello che c'è da sapere per non perdersi lo spettacolo di stanotte.
A che ora vedere il bacio tra Venere e le Pleiadi
La congiunzione astrale tra il “Pianeta dell'Amore” e l'ammasso stellare aperto delle Pleiadi, conosciuto anche come “Chioccetta” o “Sette Sorelle”, avrà inizio attorno alle 03:15 (ora di Roma) di giovedì 3 luglio, quando il pianeta Venere sorgerà esattamente tra Est e Nord Est. L'incontro avverrà nel cuore della costellazione del Toro, cui le Pleiadi sono intimamente associate. Venere è il terzo oggetto più luminoso della volta celeste dopo il Sole e la Luna, pertanto risulta perfettamente visibile e riconoscibile nel cielo notturno, come una sorta di faretto appeso al firmamento. La sua luminosità è così intensa da poter addirittura ingannare i piloti degli aerei di linea. Individuare il pianeta, basso sull'orizzonte orientale, sarà facilissimo, proprio in virtù del suo splendore, legato alla vicinanza alla Terra ma soprattutto alla sua densa e corrosiva atmosfera, che riflette fortemente i raggi solari. Chiaramente Venere è un pianeta e non brilla di luce propria, come le stelle.
Le Pleiadi, site a circa 440 anni luce dalla Terra, saranno visibili a pochi gradi di distanza da Venere, poco più in alto in alto a sinistra; tuttavia la loro visibilità cambia in modo significativo in base alla qualità del cielo notturno da cui le si osserva. Più è buio e stellato, cioè privo di inquinamento luminoso, maggiore è il numero di stelle visibili senza strumenti ottici. Si passa dalla manciata nel cielo di una città, alla dozzina (o più) osservabili dalle aree dominate dall'oscurità, come possono essere spiagge remote o zone di montagna. Anche la Luna può disturbare la visibilità delle Pleiadi, ma prima dell'alba del 3 luglio la compagna della Terra on causerà alcun problema.
Come vedere l'incontro tra le Pleiadi e Venere
Poiché la congiunzione astrale tra il pianeta e l'ammasso stellare si verificherà a Est, prima dell'alba, è fondamentale accertarsi dell'orario del sorgere del Sole per non rischiare di puntare lo sguardo verso il disco solare. Come sempre ricordiamo che si rischiano gravi danni alla vista e addirittura la cecità. A Roma, Napoli e Milano il 3 luglio l'alba è attesa attorno alle 05:40, a Cagliari verso le 06:00, mentre a Bari poco dopo le 05:20. Questi sono solo orari indicativi; raccomandiamo di accertarsi dell'orario esatto per la propria località con fonti autorevoli, prima di tentare l'osservazione della congiunzione astrale.
Sia Venere che le Pleiadi sono facilmente visibili a occhio nudo, tuttavia con un buon binocolo o un piccolo telescopio si possono osservare diversi dettagli in più, come ad esempio un maggior numero di stelle dell'ammasso aperto. A metà strada tra la Luna e le Pleiadi sarà visibile anche il pianeta Urano, ma solo con un telescopio. L'oggetto del profondo cielo dona il meglio di sé con la fotografia a lunga posa; grazie ad essa è infatti possibile far emergere le meravigliose nebulose a emissione di colore azzurro che abbracciano gli astri di M45, perlopiù giovani e caldi.