3 Febbraio 2022
12:57

Una terapia del cancro di ultima generazione continua a combattere la leucemia dopo oltre dieci anni

La strategia terapeutica, chiamata CAR-T, rientra nelle cosiddette immunoterapie geniche perché agisce attraverso la riprogrammazione delle cellule immunitarie del paziente.
A cura di Valeria Aiello

Usare le cellule immunitarie del paziente per combattere una delle forme di cancro più comuni nel mondo occidentale, la leucemia linfocitica cronica, un tumore del sangue dovuto a una trasformazione maligna delle cellule B. Pionieri di questa strategia terapeutica chiamata CAR-T, acronimo di Chimeric antigen receptor T cell, e basata sulle cellule T che esprimono un recettore chimerico dell’antigene, sono i ricercatori dell’Abramson Cancer Center e la Perelman School of Medicine presso l’Università della Pennsylvania che, a distanza di oltre 10 anni dal trattamento di due pazienti con leucemia linfocitica cronica, descrivono su Nature quella che, di fatto, è la più lunga e persistente remissione dalla malattia.

Questa remissione a lungo termine è notevole e assistere a pazienti che vivono senza cancro è una testimonianza dell’enorme potenziale di questo ‘farmaco vivente’ che agisce efficacemente contro le cellule tumorali – ha affermato il primo autore dello studio, Joseph Melenhorst, professore di Patologia e Medicina di Laboratorio presso l’Università della Pennsylvania – . Vedere che i nostri pazienti rispondono bene a questa terapia cellulare innovativa rende tutti i nostri sforzi utili a poter dare loro più tempo per vivere e restare con i propri cari”.

La terapia CAR-T rientra nelle cosiddette immunoterapie geniche, in quanto le cellule T del paziente vengono prelevate, modificate geneticamente in laboratorio, e poi infuse nel paziente stesso, dove diventano vere e proprie armi con le cellule cancerose. L’ingegnerizzazione consiste nell’inserimento nelle cellule T di un gene per produrre il recettore chimerico dell’antigene (CAR), una proteina che permette a queste cellule, una volte infuse nello stesso paziente, di riconoscere le cellule malate e di aggredirle fino a distruggerle.

Il successo di questa terapia, che per alcune forme di cancro è già stata approvata negli Stati Uniti e in Europa, è ora confermata dalla remissione di lunga durata, che suggerisce l’esistenza di due fasi distinte della risposta alla trattamento con cellule CAR-T: una fase iniziale, caratterizzata dall’azione delle CAR-T infuse, e una seconda fase, caratterizzata da un’evoluzione delle cellule CAR-T nel tempo, con la proliferazione di una popolazione di cellule CD4+, e dalla persistenza della remissione.

Nel caso dei due pazienti, Bill Ludwig e Doug Olson, che nell’estate del 2010 combattevano contro la leucemia linfocitica cronica senza che le terapie standard avessero più alcun effetto, la terapia CAR-T ha portato alla remissione della neoplasia nello stesso anno e alla remissione a lungo termine controllata dai linfociti T CD4+. “Negli anni successivi – spiegano gli autori dello studio in una nota – queste cellule CD4+ hanno continuato a dimostrare caratteristiche di eliminazione delle cellule tumorali e una proliferazione continua, che sono un segno distintivo dell’efficacia delle cellule CAR-T contro il cancro: la loro intensa capacità di sopravvivere e prosperare all’interno dell’organismo”.

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