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20 Ottobre 2022
13:34

Un papà con una figlia e altri parenti: scoperta la prima famiglia di Neanderthal

Analizzando i resti di 13 Neanderthal in due grotte russe è stata svelata la struttura sociale dei Neanderthal per la prima volta.
A cura di Andrea Centini
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Il primo ritratto di famiglia dei Neanderthal. Credit: Tom Bjorklund
Il primo ritratto di famiglia dei Neanderthal. Credit: Tom Bjorklund

L'uomo di Neanderthal (Homo neanderthalensis) è stato uno degli ominidi più vicini alla nostra specie (Homo sapiens), con il quale abbiamo convissuto – e ci siamo riprodotti – per decine di migliaia di anni. Non a caso portiamo ancora oggi nel nostro DNA diversi geni ereditati da questo antico antenato. Da quando è stato ricostruito il primo genoma nel 2010, anche grazie al lavoro del fresco vincitore del Premio Nobel 2022 per la Medicina e la Fisiologia Svante Pääbo, sappiamo molto di più sui Neanderthal, tuttavia abbiamo ancora pochissime informazioni sulla loro struttura sociale e famigliare. Grazie a nuovo studio, condotto sui resti di individui imparentati trovati in due grotte della Russia, gli scienziati hanno tuttavia potuto creare il primo “ritratto di famiglia” dell'enigmatico Homo, suggerendo che le comunità erano di tipo patrilocale, ovvero con uomini stabili e donne che si spostavano da un gruppo a un altro (erano migratrici, in pratica).

A svelare la struttura famigliare dell'Uomo di Neanderthal per la prima volta è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia (Germania), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Institute of Archaeology and Ethnography dell'Accademia Russa delle Scienze di Novosibirsk, del Dipartimento di Antropologia dell'Università di Toronto (Canada), della Facoltà di Scienze della Vita dell'Università di Vienna (Austria) e di altri istituti. Gli scienziati, coordinati dai professori Laurits Skov, Svante Pääbo e Benjamin M. Peter dell'Institute of Archaeology and Ethnography dell'ateneo tedesco, sono riusciti a ricostruire la struttura sociale di una comunità di Neanderthal dopo aver recuperato e analizzato il DNA da 17 reperti. I campioni sono stati recuperati nelle grotte di Chagyrskaya e Okladnikov in Russia, dove i nostri antenati vissero circa 54mila anni fa. Entrambe le caverne si trovano a pochi giorni di cammino da sito del famoso e misterioso Homo di Denisova, un altro antico antenato dell'Homo sapiens, anch'esso incrociatosi con i Neanderthal.

I reperti provenivano da 13 individui diversi, dei quali 7 uomini e 6 donne. Gli adulti erano 8, mentre bambini e adolescenti erano in 5. Dalle analisi del DNA i ricercatori hanno determinato che fra essi vi erano un padre e sua figlia adolescente con altri due parenti di secondo grado, un giovane e una donna adulta, che poteva essere una zia o una cugina. Forse addirittura una nonna. I ricercatori hanno determinato che vissero in quella caverna tutti nello stesso periodo, un dato considerato molto significativo ed eccitante dal punto di vista scientifico. “Ciò significa che probabilmente provenivano dalla stessa comunità sociale. Quindi, per la prima volta, possiamo usare la genetica per studiare l'organizzazione sociale di una comunità di Neanderthal”, ha affermato in un comunicato stampa il professor afferma Skov, primo autore dello studio. Gli scienziati suggeriscono che il gruppo di Neanderthal frequentasse le due grotte stagionalmente, per seguire la migrazione di stambecchi, bisonti, cavalli e altri animali selvatici. Non a caso nella grotta sono stati trovati i resti fossili di decine di ossa frantumate di bisonte. Nonostante fossero piccole grotte, erano affacciate su valli fluviali che si riempivano di animali nella stagione migratoria, pertanto avevano abbondanza di cibo. Nonostante ciò, i ricercatori ritengono che siano morti tutti insieme o nel giro di poco tempo, forse di fame, a causa di una stagione di caccia andata male. Non si esclude anche una tempesta devastante.

Una delle scoperte più significative è stata fatta mettendo a confronto la diversità genetica del cromosoma Y (ereditato da padre in figlio) con la diversità del DNA mitocondriale, che viene ereditato solo dalle madri. Essa è risultata essere molto più alta nel DNA mitocondriale; ciò suggerisce che la società dei Neanderthal fosse patrilocale e la diversità genetica venisse guidata dalle donne, che si spostavano da un gruppo e l'altro. “Il nostro studio fornisce un quadro concreto di come potrebbe essere stata una comunità di Neanderthal. Fa sembrare i Neandertal molto più umani”, ha chiosato il coautore dello studio Benjamin Peter. I dettagli della ricerca “Genetic insights into the social organization of Neanderthals” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature.

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