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Tempesta solare “cannibale” sta per colpire la Terra: cos’è e quali sono i rischi

La tempesta solare di forte intensità in arrivo sulla Terra oggi 1° dicembre 2023: annunciata dalla NASA, è formata da un’espulsione di massa coronale cannibale che ingloba le masse solari liberate nello spazio da due eventi precedenti e già diretti verso il nostro pianeta. Atteso lo spettacolo dell’aurora boreale, che potrà essere visibile a latitudini più basse.
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A cura di Valeria Aiello
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Illustrazione di una tempesta solare "cannibale", il fenomeno per cui la massa solare lanciata nello spazio da un'espulsione di massa coronale (l'alone più grande) può raggiungere e inglobare le particelle di un'espulsione precedente (l'alone più piccolo), generando una struttura più ampia e complessa / Credit: NASA
Illustrazione di una tempesta solare "cannibale", il fenomeno per cui la massa solare lanciata nello spazio da un'espulsione di massa coronale (l'alone più grande) può raggiungere e inglobare le particelle di un'espulsione precedente (l'alone più piccolo), generando una struttura più ampia e complessa / Credit: NASA

Oggi, 1° dicembre 2023, la Terra sarà colpita da una tempesta solare “cannibale”, un tipo di evento legato a un’espulsione di massa coronale (CME) particolarmente energetica, le cui particelle sono in grado di inglobare quelle di eventi precedenti. Nello specifico, come annunciato dalla NASA e secondo gli ultimi dati dello Space Weather Prediction Center (SWPC), il centro di previsione meteorologica spaziale della National Oceanic and Atmosferic Administration (NOAA) degli Stati Uniti, l’alone di particelle solari liberate come conseguenza di un’espulsione di massa coronale verificatasi il 28 novembre, la quarta registrata in meno di 24 ore, si muove “più velocemente del vento solare prodotto da eventi a monte, per cui è “destinato a fondersi” con due dei tre aloni già diretti verso la Terra.

Tale fusione determina la formazione di una massa di particelle con “una struttura più ampia e complessa rispetto alle tipiche espulsioni di massa coronale”, che la NASA definisce come espulsioni di massa coronale “cannibali”. L’aggiunta di questa quarta espulsione di massa coronale, precisano gli esperti del SWPC, ha portato a rivedere al rialzo l’entità del disturbo che verrà sperimentato dalla magnetosfera terrestre (tempesta geomagnetica) che, nella giornata di venerdì 1° dicembre, sarà di intensità “forte” (G3), secondo la scala meteorologica spaziale della NOAA.

Tempesta solare “cannibale” : cosa significa

Il concetto di “cannibalismo” in riferimento alle tempeste solari e, più precisamente, all’espulsione di massa coronale riguarda il fenomeno per cui la materia solare espulsa e scagliata dal Sole nello spazio – con velocità che vanno da 20 a 20.000 chilometri al secondo – può viaggiare più rapidamente di quella liberata da una o più espulsioni precedenti, per cui può essere in grado di raggiungere e fondersi con quella di eventi antecedenti.

Ciò dà origine a quella che in gergo è chiamata espulsione di massa coronale “cannibale”, un tipo di evento che, come precisato sempre dalla NASA, può dare origine a “eietti complessi”, ovvero a espulsioni che hanno “una struttura più ampia e complessa” delle tipiche espulsioni di massa coronale e che possono “scatenare tempeste magnetiche prolungate quando avvolgono la Terra”.

L'espulsione cannibale diretta verso la Terra: quando arriva

L’arrivo dell’espulsione coronale “cannibale” è prevista per la giornata di oggi, venerdì 1° dicembre 2023 a partire dall’ora di pranzo. Come indicato, è il prodotto di due diverse espulsioni di massa coronale destinate ad essere raggiunte e inglobate dalla materia solare scagliata nello spazio da un’espulsione coronale successiva, che ha lasciato il Sole il 28 novembre, catalogata come un brillamento di classe M, il secondo più potente dopo i brillamenti di classe X.

In particolare, dai dati del SWPC, si evince che questa espulsione (M9.8) è stata generata dalla macchia solare AR3500, una delle dozzine di macchie solari che al momento caratterizzano l’attività del Sole, risultata particolarmente attiva nell’ultima settimana.

Insieme alle tempeste solari già in arrivo, l’espulsione solare “cannibale” determinerà un disturbo temporaneo della magnetosfera terrestre, ovvero una tempesta geomagnetica che si prevede sarà di intensità “forte” (G3) nella giornata di oggi 1° dicembre, con impatti che potrebbero essere simili all’evento del 5 novembre scorso, che ha prodotto aurore e bagliori rossi anche a latitudini molto basse.

Quali sono le conseguenze di una tempesta geomagnetica G3

L’impatto di questo tipo di eventi comprende possibili problemi ai sistemi di alimentazione di alcuni dispositivi (“Potrebbero essere necessarie correzioni di tensione e verificarsi falsi allarmi di protezione”) ma anche problemi nelle attività dei veicoli spaziali (“Potrebbe verificarsi un accumulo di carica superficiale sui componenti dei satelliti, la resistenza potrebbe aumentare sui satelliti in orbita terrestre bassa e potrebbero essere necessarie correzioni per problemi di orientamento”).

Altri impatti riguardano i sistemi di navigazione GPS e radio a bassa ed alta frequenza (“Possono verificarsi problemi di navigazione satellitare intermittente e di navigazione radio a bassa frequenza, la radio ad alta frequenza può essere intermittente”).

Atteso lo spostamento dell’aurora

In presenza di una tempesta solare di intensità G3, si attende inoltre lo spostamento dell’aurora dalla sua normale residenza polare: nel caso dell’aurora boreale, visibile nell’emisfero settentrionale, potrà osservata più a sud, fino a 50° di latitudine. Quindi oltre a Nord Europa, Canada e Alaska, in presenza di eventi solari di questa entità, l’aurora boreale può risultare visibile a latitudini più basse, come quelle degli Stati Uniti settentrionali, ma anche in Regno Unito, Francia, Repubblica Ceca, Polonia e Ucraina e nei Paesi dell’Asia settentrionale.

Non dovrebbe essere visibile dall’Italia, che si trova tra il 47° e il 35° parallelo nord, dove non è però escluso che possano formarsi i cosiddetti SAR, acronimo di “archi rossi aurorali stabili” che compaiono anche alle nostre latitudini durante tempeste geomagnetiche di grado G3.

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